Come uscire dal franchising evitando i rischi maggiori

Come uscire dal franchising – Come uscire dal contratto di franchising – Come annullare il contratto di franchising – Durata e scioglimento del contratto di franchising

I rapporti tra le parti di un contratto di franchising, come in generale tra le parti di un contratto di durata, non sono sempre “rose e fiori”. Spesso infatti la “convivenza” diventa molto difficile perché l’affiliato non riceve quello che gli è stato promesso. Ciò succede, solo per fare qualche esempio, quando:

  • il Franchisor ha fornito false informazioni al momento della conclusione del contratto;
  • manca il know how;
  • il Franchisor non pubblicizza il marchio;
  • il Franchisor non effettua l’attività di assistenza e consulenza che dovrebbe prestare;
  • il Franchisor non effettua correttamente le forniture di merce.

In tutti questi casi l’Affiliato, o franchisee, “guadagna meno” di quanto gli è stato promesso, o espone la propria attività a rischio di fallimento

Quando si può uscire dal franchising

Come uscire dal franchising? Come annullare il contratto di franchising? In tutti i casi considerati qui sopra il franchising, che dovrebbe essere un sistema per ridurre il rischio d’impresa dell’imprenditore affiliato, diviene, al contrario, una causa di aggravamento di quel rischio.

E’ possibile, quindi, uscire dal franchising, o annullare il contratto di franchising, ovviamente a condizione che il Franchisor sia inadempiente ai propri doveri, stabiliti dalla Legge o dal contratto di franchising.

Poiché il contratto ha forza di Legge tra le parti, e si scioglie solo con un accordo tra le parti o con una Sentenza del Giudice, in concreto per uscire dal franchising occorrerà avviare un contenzioso contro il Franchisor nel quale far valere tutti gli inadempimenti di quest’ultimo. Il contenzioso si concluderà poi con una Sentenza o con un accordo.

Quando NON si può uscire dal franchising

Non ci si può “svincolare” da un contratto (che, come dicevamo poco fa, ha forza di Legge tra le parti) soltanto perché il contratto non è più “gradito”. E’ chiaro, quindi, che non si può uscire dal franchising se il Franchisor esegue correttamente le proprie prestazioni (ad esempio, fornisce regolarmente assistenza e consulenza, ha un know how che presenta i requisiti di Legge, pubblicizza il marchio nel modo corretto), o, ancora, quando è il Franchisee ad essere in una situazione di grave illiceità (si pensi al caso in cui l’affiliato commercializzi anche merce di marchi in concorrenza con quello del Franchisor).

Durata e scioglimento del contratto di franchising

Il contratto di franchising ha una durata minima di 3 anni, necessari per l’ammortamento dell’investimento sostenuto dal Franchisee. Si può sciogliere, oltre che per i motivi presi in considerazione sopra (accordo tra le parti o Sentenza del Giudice) per il decorso del termine previsto dal contratto stesso, in assenza di un suo rinnovo (espresso o tacito).

Le competenze dello Studio Legale Adamo sul contratto di franchising

Ci occupiamo di contratto di franchising sin dall’anno 2004, anno di emanazione della L. 129/2004, abbiamo ottenuto le prime Sentenze favorevoli sotto la vigenza della nuova disciplina (le tre Sentenze “gemelle” del Tribunale di Venezia del 2007), e siamo tra i primi commentatori della Legge, sulla quale abbiamo pubblicato numerosi scritti, tra monografie ed articoli giuridici su riviste scientifiche di settore.

Come uscire dal franchising? Le Sentenze

Abbiamo ottenuto numerose Sentenze di accoglimento (o di rigetto delle domande avversarie) in materia di contratto di franchising, tra le quali:

  • Trib. Milano, 15 aprile 2021ottenuta la risoluzione di un contratto di franchising immobiliare per violazione, da parte del Franchisor, dell’esclusiva del Franchisee;
  • Corte d’Appello di L’Aquila, 12 aprile 2021: ottenuto il rigetto di un’istanza di fallimento proposta da un noto franchisor di abbigliamento per bambini nei confronti di più società affiliate, “accusate” di aver costituito una società di fatto;
  • Lodo Arbitrale del 2 dicembre 2020 ottenuta la risoluzione di un contratto di franchising nel settore cosmetico. Il Collegio Arbitrale valorizza la necessità di collaborazione tra franchisor e franchisee in vista di uno scopo comune;
  • Tribunale di Vasto, 14 ottobre 2020: ottenuto il rigetto di un istanza di fallimento proposta dal franchisor nei confronti del franchisee per difetto del presupposto essenziale dell’insolvenza della società;
  • Corte d’Appello di Bologna, 15 giugno 2020: la Corte dichiara la nullità di un contratto di franchising nel quale al franchisee non era consentito alcun margine di autonomia;
  • Tribunale di Ancona, 24 aprile 2020: ottenuto provvedimento d’urgenza di inibitoria nei confronti di un franchisee che continuava ad usare il marchio del franchisor anche dopo la risoluzione del contratto;
  • Tribunale di Bologna, 8 gennaio 2020: dichiarazione di nullità di un contratto di franchising nel quale non era stato trasferito il know how;
  • Tribunale di Milano, 6 giugno 2019: ottenuto il rigetto delle domande di inibitoria formulate da un Franchisor nei confronti di un franchisee che aveva creato un blog nel quale esponeva le criticità del sistema di affiliazione.

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