Il franchising è nullo senza trasferimento know – how

Il franchising è nullo – Nuova Sentenza del Tribunale di Bologna

Il franchising è nullo in assenza di trasferimento del know – how. – Sentenze sul franchising

Con Sentenza dell’8 gennaio 2020, il Tribunale di Bologna ha dichiarato nullo un contratto di affiliazione commerciale in quanto carente dei requisiti posti dalla Legge n. 129 del 6 maggio 2004. Il provvedimento appare una delle più interessanti sentenze sul franchising. Vediamo per quali ragioni.

Il franchising è nullo – La vicenda

In estrema sintesi, le parti sottoscrivevano un contratto di affiliazione commerciale (franchising).

L’affiliato agiva in giudizio per far dichiarare nullo il contratto, in quanto concluso in violazione di norme imperative; in particolare, per violazione dell’art. 3 commi 1 e 4 della Legge n. 129 del 6 maggio 2004.

Il Franchising è nullo – La decisione del giudice

Il Tribunale di Bologna, in conformità ad altre sentenze sul franchising, ha parzialmente accolto le domande attoree, dichiarando nullo il contratto di franchising, in quanto inidoneo al trasferimento del know how aziendale.

Il giudice analizza, in quanto richiamato dal convenuto, un contrasto giurisprudenziale creatosi recentemente, evidenziando come “solo all’esito del rigetto delle istanze di prova e dunque dell’istruttoria, e richiamando una isolata pronuncia di legittimità postasi in dichiarato contrasto con la dottrina maggioritaria (Cass., sez. III, ord. 10 maggio 2018, n. 11256, discussa all’udienza del 13 dicembre 2018), (..), la convenuta, modificando la sua originaria tesi difensiva, in comparsa conclusionale ha inteso contrastare la domanda di nullità in base all’argomento secondo cui il trasferimento del know how dall’affiliante all’affiliato – contrariamente a quanto sostenuto dalla prevalente dottrina e giurisprudenza – non è un elemento essenziale del contratto di franchising”, aggiungendo che “nella specie non vi era trasferimento di know how previsto contrattualmente”.

La Corte ha quindi ribadito come questa lettura fosse riconducibile ad una dottrina minoritaria la quale, anche se recepita da una sentenza della Corte di Cassazione, non appariva persuasiva alla luce dell’interpretazione data dalla giurisprudenza maggioritaria. E dunque che il franchising è nullo se manca la previsione del trasferimento del know how.

Ha poi esposto, in modo semplice e lineare, il percorso logico che l’ha portata a tale conclusione, spiegando come “in nessuna parte del testo legislativo il trasferimento del know how da parte dell’affiliante, per la pattuizione del quale è ribadita la necessità della forma scritta ad substantiam, è indicato come meramente eventuale. Al contrario, laddove il legislatore ha inteso contemplare la mera eventualità di un elemento relativo al know how, lo ha fatto espressamente”.

Altro elemento innovativo della sentenza in analisi, è rappresentato dal riferimento alla lettura “costituzionalmente orientata(art. 41, 1° co., 44, 1° co., 44, 2° co., cost.) volta a rinvenire la meritevolezza dell’interesse perseguito dal tipo contrattuale in relazione al ragionevole equilibrio tra la posizione delle due parti (affiliante e affiliato)”, con ciò rimarcando l’incompatibilità tra la posizione assunta dalla dottrina minoritaria, nonché dalla sentenza di legittimità, e l’ormai consolidata nozione di “causa in concreto”.

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