Franchisor contro franchisee sul web

Franchisor contro franchisee sul web – Ordinanza del Tribunale di Milano del 6 giugno 2019 (CONSULTA IL PROVVEDIMENTO)

Franchisor contro franchisee sul web – La vicenda

Il franchisee crea un forum sul web, riguardante lo svolgersi dei suoi rapporti con il franchisor. Acquisisce un nome a dominio certamente suggestivo, ed inserisce sul forum relativo la narrazione di una serie di vicende e comportamenti, asseritamente posti in essere dal franchisor, astrattamente concretanti abuso di dipendenza economica, concorrenza sleale ed inadempimento contrattuale.

Il franchisor, avente sede in Milano, agisce presso il Tribunale ambrosiano ai sensi dell’art. 700 c.p.c., lamentando l’asserita portata concorrenzialmente sleale del contegno descritto, nonché, comunque, la pretesa valenza dello stesso alla stregua di illecito aquiliano, ai sensi dell’art. 2043 c.c.. Ritiene, inoltre, sussistente il periculum in mora, poiché “il forum, fruibile da chiunque, ha una potenzialità lesiva estesissima, destinata ad aggravarsi nel tempo e non ristoratile con una mera misura risarcitoria“.

Il franchisee, avente sede in Reggio Calabria, eccepiva l’incompetenza per territorio del Tribunale di Milano, sotto almeno un duplice profilo:

-in quanto i contratti di franchising prevedevano la competenza esclusiva del Foro di Roma, e l’orientamento ormai costante della Cassazione prevede che il Foro esclusivo convenzionale, ricorrendo certe condizioni, sia applicabile anche alle azioni di natura extracontrattuale comunque connesse al contratto;

-in quanto pendeva già causa per il merito, incardinata precedentemente dal franchisee avanti Tribunale di Roma.

La soluzione del Tribunale

Il Tribunale ha dichiarato la propria incompetenza per territorio,  non sotto i profili invocati dall’affiliato, ma richiamando un orientamento minoritario della Cassazione che, “con riferimento alla materia della concorrenza sleale attuata mediante commercializzazione di modelli contraffatti su di un sito web, ha ritenuto che, quando la condotta lesiva consista nella pubblicizzazione di un prodotto su un sito web, il luogo ove ‘i fatti sono stati commessi’ vada individuato ‘in quello di stabilimento dell’inserzionista (nella specie coincidente con la sede della convenuta), trattandosi del luogo in cui è stato deciso ed avviato il processo tecnico finalizzato alla visualizzazione dell’annuncio commerciale; in alternativa, è competente il Tribunale del luogo in cui ha sede la società che gestisce il sito web“.

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