Riduzione del rischio e franchising

Nuovo articolo su AZ Franchising a cura di Giovanni Adamo e Mirco Comparini

Riduzione del rischio e franchising – in collaborazione con il dott. Mirco Comparini abbiamo pubblicato sulla rivista AZ Franchising un articolo che analizza la tematica della riduzione del rischio d’impresa nel contratto di franchising.

Il franchising come contratto “a rischio d’impresa ridotto”

Il tema, in particolare, è il seguente:  se, alla luce di quanto statuito dalla Sentenza n. 647/2007 della Suprema Corte di Cassazione, e di quanto ribadito dalla stessa anche nella Ordinanza n. 30671/2017, il contratto di franchising possa essere qualificato come contratto “a rischio di impresa ridotto”.

La giurisprudenza di merito più recente sembra avere accolto tale impostazione, pur prendendo le mosse da presupposti di volta in volta diversi: talora una individuata natura del contratto di franchising come “contratto a comunità di scopo”, dal quale devono derivare utili tanto per l’affiliante, quanto per l’affiliato. 

No ad irragionevoli “asimmetrie” o ad “eccessivi squilibri”

Talaltra, il riferimento, giuridicamente assai raffinato e suggestivo, è quello ad una interpretazione costituzionalmente orientata del concetto stesso di “causa” del contratto: in buona sostanza, la meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti dipenderebbe anche dal ragionevole equilibrio tra di essi che il contratto effettivamente realizza (e dunque potrebbero risultare non meritevoli di tutela giuridica contratti eccessivamente “squilibrati”, ove diritti ed obblighi delle parti, già sotto il profilo “normativo”, fossero eccessivamente “asimmetrici”).

E’ di tutta evidenza, comunque, che il contratto di franchising, unitamente al relativo contesto commerciale, è un terreno particolarmente fecondo per argomenti giuridici tesi a rafforzare la valenza di concetti come “equilibrio tra le parti del contratto”, o “buona fede imperativa”, o “buona fede integrativa”. Ciò, fra l’altro, in quanto la sua stessa natura di “contratto di durata” rende la stessa posizione giuridica delle parti soggetta a numerose influenze “oggettive” ed “esterne” al contratto (sia sufficiente pensare alle considerazioni imposte da vicende quali l’emergenza “Covid-19” che stiamo attualmente vivendo).