Franchising e know how: che caratteristiche deve avere  e come indicarlo

Franchising e know how: che caratteristiche deve avere – Cos’è il know how nel franchising – Come indicare il know how nel contratto di franchising

Giovanni Adamo

Di cos’è il know how nel franchising, e del rapporto tra franchising e know how, ci eravamo già occupati qui e qui. Il tema era poi stato ulteriormente approfondito in questo articolo. Occorre ora esaminare quanto statuito dalla Sentenza 6 ottobre 2017 del Tribunale di Milano, che si occupa, fra l’altro, del tema di come indicare il know how nel contratto di franchising.

Che caratteristiche deve avere?

Va descritto compiutamente e specificamente

Secondo il Tribunale, in buona sostanza ed in estrema sintesi, tale elemento va descritto nel contratto di franchising e, inoltre, di esso va specificamente dimostrato l’avvenuto trasferimento al franchisee.

Per il Tribunale, “avuto riguardo alla funzione economico sociale del contratto di affiliazione commerciale, ritiene questo Giudice che rivesta particolare importanza  il requisito di cui alla lettera d dell’art. 3 L. 129/2004 (specifica del know how fornito), che unitamente alla facoltà di utilizzo dei segni distintivi e dei brevetti dell’affiliante costituisce la principale ragione giustificative della compressione dell’autonomia dell’imprenditore affiliato…  deve essere descritto in modo sufficientemente esauriente, tale da consentire di verificare se risponde ai requisiti di segretezza e sostanzialità“.

Importante, dunque, ed inscindibile, il rapporto tra franchising e patrimonio di conoscenze, ed altrettanto importante (invero essenziale) è che quest’ultimo sia descritto, dunque, in modo preciso ed intellegibile.

Descrizione del know how – deve essere idonea a valutare la sussistenza dei requisiti di legge

A nulla vale la clausola con la quale il franchisee dichiara di avere verificato la sussistenza dei requisiti dei tale patrimonio di conoscenze. Per il Tribunale di Milano, infatti, “la verifica della sussistenza del requisito del contratto previsto dalla lett. d dell’art. 3 della l. 129/2004 deve essere compiuta in via autonoma e diretta dal giudice, non potendo questi limitarsi a prendere atto di quella effettuata, al momento della stipulazione, dal contraente debole o comunque in condizione di minorità per ciò che concerne il possesso delle informazioni necessarie allo svolgimento delle attività che si accinge ad intraprendere. Dunque la presenza nei contratti della sola surriportata attestazione del franchisee (‘che il patrimonio di conoscenze concessogli  è idoneo a migliorare e sviluppare la propria attività nel mercato in cui opera’) non soddisfa il requisito posto dalla norma citata. Per le considerazioni che precedono deve ritenersi la nullità – rilevabile ex officio – dei quattro contratti cui accede la garanzia prestata dall’opponente.

Come possiamo aiutarti?

Se sei un Franchisor possiamo aiutarti nella stesura di un corretto e completo. Se sei un franchisee, possiamo aiutarti a valutare se il contratto è stato predisposto nel rispetto della legge 129 del 2004.

Ci occupiamo di affiliazione commerciale dall’emanazione della legge 129, e abbiamo operato in numerosissimi casi giudiziari. Di seguito alcuni di essi:

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