Come risarcire la violazione del diritto d’autore

Nuova Sentenza della Corte d’Appello di Catania

Come risarcire la violazione del diritto d’autore – Si pronuncia, con una interessante Sentenza del 6 febbraio 2020, la Corte d’Appello di Catania , in materia di diritto d’autore e, più specificamente, dei criteri per quantificare il risarcimento del danno da violazione del diritto d’autore

La vicenda

La Corte d’Appello si è occupata, nello specifico, della questione relativa alla quantificazione del risarcimento del danno subìto da un produttore cinematografico, il quale aveva visto distribuire un film, sul quale aveva acquistato i diritti, da un altro distributore.

Le motivazioni della Corte

Secondo la Corte d’Appello di Catania, “il risarcimento dei danni patrimoniali conseguenti all’illecito sfruttamento del diritto di autore va quantificato in misura corrispondente ai vantaggi economici di cui l’utente abusivo si sia indebitamente appropriato, in danno del legittimo titolare del diritto. Trattasi di criterio che deve essere in linea di principio condiviso – ove il danneggiato non possa dimostrare altre, più specifiche e rilevanti voci di danno, come nel caso in esame – ma che deve essere applicato con estrema accortezza, tenendo conto del pregiudizio effettivamente subito dalla danneggiata. Non è detto infatti che il legittimo titolare del diritto di sfruttamento economico avrebbe avuto analoghe possibilità di sfruttare l’opera (senza alcuna spesa aggiuntiva), nei tempi, nei luoghi, secondo le modalità e con riferimento al target, ai quali ha avuto occasione di accedere l’utilizzatore abusivo. Sicchè è dubbio che sia sempre configurabile un danno emergente. E’ più agevolmente ipotizzabile un lucro cessante, cioè la perdita del vantaggio economico che il titolare del diritto avrebbe potuto conseguire se avesse ceduto a titolo oneroso i diritti sull’opera, per il tempo e nei termini in cui sono stati abusivamente esercitati. Ma anche in questo caso trattasi di criterio virtuale di valutazione, che potrebbe presentare un certo grado di arbitrarietà (non è detto che si sarebbe potuto reperire sul mercato un acquirente, a quelle condizioni ed in quei termini)”.

Ed allora, come risarcire la violazione del diritto d’autore?

Il criterio potrebbe essere arbitrario, ma evitare che l’utilizzatore abusivo si avvantaggi è più importante

E’ prevalente, tuttavia, l’esigenza di evitare che l’utilizzatore abusivo si possa avvantaggiare del suo comportamento illecito, trattenendone gli utili in vece e luogo di chi avrebbe avuto il legittimo diritto di appropriarsene. Da qui il principio – elaborato dalla dottrina e da tempo recepito dalla giurisprudenza – per cui i suddetti utili debbono essere devoluti a vantaggio del titolare del diritto: finalità che si persegue piegando l’istituto del risarcimento dei danni ad una funzione in parte sanzionatoria, diretta ad impedire che l’autore dell’illecito possa farne propri i vantaggi, più che ripristinatoria di effettive perdite patrimoniali“.

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