Nel contesto aziendale odierno, lo storno di dipendenti rappresenta una questione cruciale che può influenzare significativamente la stabilità e la competitività delle imprese. Questo fenomeno, se gestito in modo scorretto, può dar luogo a situazioni di concorrenza sleale.

In questo articolo, esploreremo in dettaglio cosa sia lo storno di dipendenti, quando può essere considerato un comportamento sleale e quali azioni possono essere intraprese per proteggere i diritti delle aziende coinvolte.

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Cos’è lo storno di dipendenti?

Lo storno di dipendenti consiste in quell’attività effettuata da un nostro concorrente, il quale attraverso promesse riesce pian piano, o anche in blocco, a sottrarci un numero rilevante di dipendenti, spesso destrutturando la nostra impresa.

In che termini questo può configurare un’attività slealmente concorrenziale? Diciamo che in linea di principio il passaggio di dipendenti, anche in numero superiore ad uno, da un’impresa ad un’altra non è visto necessariamente dalla legge come un qualcosa di patologico, può anche essere oggetto di un fisiologico meccanismo concorrenziale.

Tuttavia, la giurisprudenza nel tempo ha delineato quali sono, o quali possono essere meglio, le forme nelle quali lo storno comincia ad assumere invece caratteristiche di slealtà concorrenziale. In particolare, la giurisprudenza ha avuto modo di affermare in più occasioni che uno storno è uno storno illecito laddove vi ricorrano una serie di circostanze. Vediamo insieme quali.

Quando lo storno di dipendenti si configura come concorrenza sleale?

Come già detto, non tutti i “passaggi” di risorse umane da un’azienda all’altra sono tecnicamente configurabili come concorrenza sleale. Tale trasferimento, per essere valutato come concorrenza sleale (assunzione dipendenti), deve essere particolarmente qualificato. Secondo la giurisprudenza si è in presenza di un vero e proprio storno di dipendenti quando il “passaggio” avviene:

  • con modalità non fisiologiche, in quanto potenzialmente rischiose per la continuità aziendale dell’imprenditore che subisce lo storno E ciò tenuto conto, da un lato, delle normali dinamiche del mercato del lavoro in un preciso contesto economico e, dall’altro, delle condizioni interne dell’impresa leale (ad esempio, si è ritenuto che in casi di crisi aziendale o situazioni di difficoltà, lo smembramento della forza lavoro ed i maggiori flussi in uscita dei dipendenti siano da considerare un effetto fisiologico);
  • con modalità non prevedibili, in grado cioè di provocare alterazioni non immediatamente riassorbibili.

Ovviamente, per fare queste valutazioni, occorrerà tenere conto del contesto concreto: il numero degli stornati, se essi sono sostituibili e la tempistica dello sviamento; si tratta di valutazioni che dovrebbero permettere di verificare se è stata messa a rischio la continuità aziendale dell’imprenditore, e se si è verificato uno shock sull’ordinaria attività di impresa.

Come dimostrare che lo storno dei dipendenti è concorrenza sleale

Allora, su questi presupposti, è possibile che si configuri effettivamente un’attività slealmente concorrenziale. Cosa possiamo fare in questo caso? In questo caso sono due le tutele che possiamo invocare:

  • Una tutela d’urgenza: quindi si può richiedere un provvedimento d’urgenza con il quale il giudice civile ordina inibitoria. Cioè il giudice dispone che questo comportamento non sia più tenuto, e quindi, per esempio, i rapporti contrattuali con i dipendenti stornati possono essere resi inefficaci
  • Oppure si può anche agire nel merito, ma questo chiaramente con i tempi di una causa di merito, per richiedere il risarcimento del danno.

Concorrenza Sleale Storno Dipendenti – Quali prove si devono raccogliere

In tema di storno di dipendenti e concorrenza sleale l’attività di raccolta delle prove riveste la massima importanza. Organigrammi aziendali, esame delle informazioni in possesso delle risorse umane trasferite, documenti attestanti il calo di fatturato, ed in generale tutte le circostanze idonee a dimostrare che l’attivita ha generato e genera danno.

Le Sentenze di Studio Legale Adamo

Abbiamo quasi vent’anni di esperienza in materia di tutela dell’impresa dalla concorrenza sleale. Abbiamo ottenuto numerosi provvedimenti in materia di concorrenza sleale, ed in particolare, e fra l’altro:

  • Trib. Milano, 19 aprile 2021: ordinata la cessazione dell’impiego abusivo di fotografie di eventi da parte di un’impresa concorrente;
  • Trib. Ancona, 4 marzo 2021: vietata d’urgenza la contraffazione di materiale audiovisivo protetto da diritto d’autore;
  • Trib. Milano, 11 febbraio 2021: inibita d’urgenza la concorrenza sleale attuata mediante violazione del diritto d’autore da parte di un concorrente sleale;
  • Trib. Roma, 22 ottobre 2020: vietato l’utilizzo abusivo, da parte di un concorrente, per la realizzazione di corsi di formazione, di materiale realizzato da altri;
  • Trib. Roma, 11 giugno 2020: vietato d’urgenza l’impiego di materiale didattico contraffatto.

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