Storno di dirigenti: i presupposti

Storno di dirigenti: i presupposti – Assumere dirigenti di un concorrente è un atto sleale? – Sottrazione di dipendenti apicali e concorrenza  

Giovanni Adamo

Storno di dirigenti: i presupposti

Si pronuncia il Tribunale di Catania con una interessante Sentenza del 22 giugno 2020 in materia di sottrazione di dipendenti apicali e concorrenza sleale.

La Sentenza ha affrontato, tra le altre, la questione della concorrenza sleale consumata attraverso lo storno di dirigenti e si è domandata in quale ipotesi assumere i dirigenti di un concorrente  è un atto sleale sotto il profilo concorrenziale (sul tema cfr. anche il nostro ARTICOLO).

Assumere dirigenti di un concorrente è un atto sleale?

Tale illecito anticoncorrenziale è riconducibile tra quei comportamenti contrari alla correttezza professionale, e che trovano tutela nell’art. 2598 n. 3 c.c.

di per sè non è illecito sottrarre dipendenti ad un concorrente

Deve, peraltro,  rammentarsi che per l’orientamento giurisprudenziale maggioritario, di per sé non è una condotta illecita sottrarre i dipendenti al concorrente.

Ed infatti, anche la Sentenza del Tribunale di Catania in commento ha ritenuto, in conformità con l’orientamento giurisprudenziale prevalente, di rigettare la domanda.

Non è sufficiente la mera consapevolezza di danneggiare il concorrente

Nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto, in particolare, che per la sussistenza della fattispecie in esame non sia sufficiente, quale, elemento soggettivo, la mera consapevolezza, in capo all’impresa concorrente dell’idoneità dell’atto a dannare l’impresa concorrente. Bensì ritenendo la necessità , per la configurazione dell’illecito in particolare, che sussista l’intenzione di conseguire tale risultato (animus nocendi). In altri termini la condotta posta in essere dal dirigente deve risultare inequivocabilmente idonea a cagionare un danno all’impresa concorrente, ed anzi a ciò preordinata.

Tale preordinazione lesiva deve poi tradursi in comportamenti concreti

Quando assumere dirigenti di un concorrente è un atto sleale

Inoltre, è necessario che tale preordinazione lesiva si traduca in comportamenti concreti ed oggettivamente valutabili. La scelta dei dipendenti non deve essere casuale ma devono essere acquisite quelle risorse in possesso di un certo grado di livello di specializzazione tale da vanificare lo sforzo di investimenti fatti nel corso del tempo dall’impresa concorrente; assumendo, inoltre, rilievo anche la quantità del personale stornato e i metodi adottati per convincere questi a passare all’impresa concorrente.

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