In CAI l’assegno dato in garanzia

Anche l’assegno dato in garanzia può essere iscritto alla Centrale d’Allarme Interbancaria

In CAI l’assegno dato in garanzia  – Nuova Ordinanza ex art. 700 cpc del Tribunale di Forlì in materia di iscrizione alla CAI – Centrale d’Allarme Interbancaria del 13 maggio 2020

La vicenda

Con ricorso ex art. 700 c.p.c., la Soc. Cooperativa X proponeva domanda cautelare per la cancellazione dell’iscrizione del proprio nominativo nella Centrale d’Allarme Interbancaria per nullità dell’assegno bancario non trasferibile, nonché per inesistenza ed invalidità del rapporto fondamentale riconducibile al titolo di credito.

In particolare, parte ricorrente allegava l’assenza, al momento dell’emissione, della data sull’assegno. Sosteneva, poi, che controparte non avesse diritto ad incassare l’assegno, in quanto mai avveratesi le condizioni contrattuali a cui era sottoposto il contratto.

Le statuizioni del Tribunale

Il Tribunale di Forlì rigettava la domanda cautelare formulata dalla Soc. Cooperativa X, in quanto infondata.

Secondo il Tribunale, infatti, non solo parte resistente aveva fornito la prova della regolarità del titolo al momento dell’incasso, ma addirittura l’iscrizione del nominativo nella Centrale d’Allarme Interbancaria costituiva un comportamento doveroso da parte della Banca.

L’accordo di garanzia è sempre nullo, ma l’assegno no

Secondo il Giudice, infatti, “l’assegno, in quanto titolo di credito unicamente deputato a strumento di pagamento, non può mai essere emesso a garanzia di debito, non essendo consentita all’autonomia contrattuale delle parti la possibilità di modificare la funzione tipica dell’assegno. Conseguentemente, si precisa che l’accordo con cui le parti convengono il rilascio di un assegno bancario a scopo di garanzia deve considerarsi nullo, in quanto contrario alle norme imperative dell’ordinamento”.

Il Giudice proseguiva, poi, affermando che, essendo nullo il solo accordo delle parti, e non anche il contratto che ha giustificato l’adozione di tale accordo, “l’assegno resta comunque valido come promessa di pagamento e, dunque, come titolo pagabile a vista al portatore, può essere portato all’incasso del beneficiario indicato sul titolo”. E’, dunque, legittimo iscrivere in CAI l’assegno dato a garanzia.

Il Tribunale, conseguentemente, non solo rigettava la domanda cautelare, ma sottolineava un’ulteriore conseguenza, ovvero, “il fatto che il titolo fosse ancora in circolazione dopo l’intervenuta revoca del relativo conto corrente comunicata dalla banca, (…) è da considerare imputabile esclusivamente alla mancata diligenza e cautela del traente”.

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