Società: ispezione in via d’urgenza ex art. 2476 cc.

Società: ispezione in via d’urgenza ex art 2476 cc e 700 cpc – Chiedere ispezione della società: segreti aziendali e tutela della riservatezza

Giovanni Adamo

Società: ispezione in via d’urgenza ex art 2476 cc e 700 cpc

Si pronuncia il Tribunale di L’Aquila in materia di società, analizzando il tema della ispezione in via d’urgenza ex art. 2476 cc e 700 cpc. Il Tribunale si è occupato delle modalità con le quali chiedere l’ispezione della società, e del rapporto tra ispezione della società e segreti aziendali.

Ispezione, segreti aziendali e tutela della riservatezza

La buona fede come limite al diritto di ispezione dei soci

Per il Tribunale, “il socio deve astenersi da una ingerenza nell’attività degli amministratori per finalità meramente turbativa dell’operato di questi ultimi né,più in generale, può esercitare in modo abusivo il proprio diritto.

Parimenti contraria a buona fede risulta la richiesta di informazioni per fini antisociali ed in ogni caso la condotta del socio che eserciti il controllo in modo contrastante con l’interesse sociale. In siffatti casi, sussiste pertanto un vero e proprio obbligo degli amministratori di rifiutare informazioni sociali riservate, considerato anche che gli amministratori potrebbero rendersi responsabili verso la società per l’indebito uso delle informazioni da parte del socio ai danni della società (cfr. Trib. Roma, 09.07.2009)

Ispezione della società e segreti aziendali

Società: ispezione – no se il socio intende avvantaggiare concorrenti

Prosegue, poi, il Tribunale, rilevando che “Tuttavia, sia che si invochi il limite generale derivante dai doveri di correttezza e buona fede sia che si invochi la figura dell’abuso del diritto, i soci non possono in ogni caso esercitare i propri diritti di controllo con modalità tali ostacolare la gestione societaria ovvero da svantaggiare la società nei rapporti con imprese concorrenti“.

Società: ispezione – Il periculum: a rischio lo stesso status di socio

Infine, in relazione al periculum, il Tribunale ha rilevato che “Quanto, poi, al requisito del periculum in mora, il Tribunale osserva che, nel caso concreto, il pregiudizio al diritto di controllo del socio si connota in termini di irreparabilità ed imminenza, posto che trattasi di diritto consustanziale allo status di socio.

Dunque l’ingiustificato procrastinarsi di una situazione di incertezza e di sostanziale impossibile libero accesso alla documentazione sociale vale, di per sé, ad integrare il requisito del periculum in mora che giustifica l’emissione del provvedimento cautelare, poiché il ritardo lede il diritto potestativo di controllo del socio sull’andamento della società ed impedisce l’esercizio dei poteri connessi sia all’interno della società che mediante eventuali iniziative giudiziarie (cfr. Trib. Roma Ord. 32117/2017; Trib. Napoli, Sez. spec. Impresa, 17.03.2016)

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