La contraffazione del software

La contraffazione del software: senza licenza è contraffazione: bloccare la violazione del copyright e software contraffatto: come tutelarlo?

Giovanni Adamo

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La contraffazione del software

Si pronuncia il Tribunale di Roma, Sez. Specializzata in materia d’impresa, con una interessante Sentenza del 20 gennaio 2020 che analizza la contraffazione del software e su come agire nel caso di software contraffatto. Come tutelarlo?

Software: senza licenza è contraffazione: bloccare la violazione del copyright

L’utilizzo e la riproduzione di software digitali in assenza di regolare licenza integra la violazione del diritto d’autore e può comportare il risarcimento del danno oltre alle pene accessorie della rimozione e dell’inibitoria.

La vicenda: software contraffatto: come tutelarlo?

Nel corso di alcuni accertamenti, richiesti da due società leader nella produzione di software, veniva raggiunta la prova del fatto che si fosse verificata la contraffazione del software del quale le due ricorrenti erano titolari.

In pratica la società soccombente utilizzava una serie di software appartenenti alle due multinazionali, in violazione degli artt. 1 e 64-bis L. n. 633/1941, e cioè in assenza di legittima licenza d’uso concessa dai titolari, al fine di ridurre le spese sociali.

Oltre a ciò, le due ricorrenti lamentavano anche l’utilizzo dei propri segni distintivi e della propria denominazione sociale. I programmi in questione infatti “contenevano marchi e loghi appartenenti alle attrici, visualizzati sullo schermo del computer sia prima che durante l’utilizzo del prodotto, con conseguente loro riproduzione ed utilizzazione illecita, in quanto apposti su prodotti non originali”.

La contraffazione del software: si applicano le norme sul diritto d’autore

Le ricorrenti risultavano, perciò, titolari dei diritti di autore previsti ex art. 8 della L. 22 aprile 1941, n. 633, secondo cui “è reputato autore dell’opera, salvo prova contraria, chi è in essa indicato come tale”.

L’utilizzo dei software di loro proprietà è lecito solo in caso di una licenza concessa dai titolari, secondo il principio generale per cui una singola licenza autorizza all’uso di un singolo programma per elaboratore.

In assenza di questo fondamentale presupposto, il Tribunale riconosceva l’illecito civile ex art. 64-bis L.A. e l’illecito penale ex art. 171 bis-bis L.A, il quale fa riferimento alla pura detenzione del software, a scopo commerciale ed imprenditoriale, configurandola quale ipotesi di reato, così come, ai fini dell’integrazione dell’illecito civile, la legge sul diritto d’autore richiede unicamente lo sfruttamento, non richiedendo in alcun modo che l’autore ella condotta illecita debba anche essere proprietario dell’esemplare contraffattivo, rigettando le difese della società che negava di essere proprietaria dei software contraffatti.

Software contraffatto: come tutelarlo? La decisione del Tribunale

Oltre ad accertare la violazione dei diritti esclusivi in capo ai loro titolari ex artt. 1 e 64-bis L.A., il Tribunale ha condannato la società al risarcimento del danno oltre ad una serie di pene accessorie: quali l’inibitoria, la rimozione dei programmi contraffatti e la pubblicazione del dispositivo della sentenza su alcuni quotidiani nazionali.

Contraffazione: bloccare la violazione del copyright – Come possiamo aiutarti

Ci occupiamo da molti anni di tutela del diritto d’autore dalla contraffazione e dalla pirateria, ed abbiamo ottenuto numerosi provvedimenti a favore di imprese e privati cittadini vittime della contraffazione del software. Di seguito alcuni dei più significativi:

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