Sequestro giudiziario del software: la tutela urgente della proprietà intellettuale

Sequestro giudiziario del software – La tutela urgente della proprietà intellettuale – Le azioni urgenti a tutela del software

Giovanni Adamo

Sequestro giudiziario del software: la tutela urgente della proprietà intellettuale

Un team dello Studio ha ottenuto avanti il Tribunale di Genova un’Ordinanza del 18 gennaio 2018 (Consulta il provvedimento) in materia di sequestro giudiziario del software e di tutela urgente della proprietà intellettuale.

Le azioni urgenti a tutela del software: i presupposti

Il Tribunale ha confermato il provvedimento precedentemente reso “inaudita altera parte” in materia di sequestro giudiziario del software. Il Tribunale ha compiuto interessanti valutazioni sia in punto di “fumus boni iuris”, sia in punto di “periculum in mora”.

Il fumus boni iuris: ai fini del sequestro è sufficiente che vi sia controversia sulla proprietà

Sotto il profilo del fumus boni iuris, in particolare, il Tribunale ha avuto modo di statuire che “la controversia sulla proprietà emerge già dalla sola pendenza del giudizio arbitrale tra le parti, avente ad oggetto, tra l’altro, l’opzione invocata da parte resistente“.

Il periculum in mora: è sempre possibile che chi ha la disponibilità materiale del software lo alieni, con un danno difficilmente quantificabile

Sotto il profilo del periculum in mora, poi, il destinatario della richiesta di sequestro, nell’intento di elidere tale elemento, aveva provveduto al deposito direttamente in sede di udienza dei c.d. codici sorgente del software oggetto di sequestro, proprio per scongiurare il sequestro del software stesso. Il Tribunale, tuttavia, ha ritenuto che “ciò non elimini il rischio che, a seguito del contestato esercizio del diritto di opzione, venga fornita al pubblico e si diffonda sul mercato la notizia della titolarità del software in capo alla resistente, con un pregiudizio di parte ricorrente difficilmente quantificabile“.

Tutto ciò, a parere del Tribunale, “è sufficiente per rendere ‘opportuna’ la misura cautelare richiesta, anche alla luce dell’orientamento della giurisprudenza già citata nel decreto (v. Cass. n. 854 del 12/2/1982)“.

Le azioni urgenti a tutela del software: la regola del bilanciamento dei pregiudizi

Di estremo interesse, poi, il richiamo, da parte del Tribunale, alla regola del c.d. bilanciamento dei pregiudizi di cui all’art. 2378, co. 4, c.c., principio che, secondo il Tribunale, nel caso di specie sarebbe stato ampiamente rispettato poiché “il decreto di sequestro del 28/12/2017 non preclude, in concreto, l’ordinaria attività di commercializzazione del software da parte della resistente” e che, in particolare, sarebbe anche espressione di un principio generale che dovrebbe ispirare l’ordinamento, e sulla base del quale valutare il provvedimento emesso, che, nella specie, “consente la salvaguardia dell’interesse della ricorrente con minimo sacrificio della resistente

Il sequestro giudiziario del software – Come assicurare la tutela urgente della proprietà intellettuale

Ci occupiamo di diritto d’autore e di tutela della proprietà intellettuale da molti anni, ed abbiamo ottenuto numerosi provvedimenti a tutela delle imprese che vedevano violati i propri diritti d’autore. Di seguito alcuni tra i nostri provvedimenti più recenti:

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