Nullità del patto di non concorrenza del dipendente

Nullo il patto di non concorrenza se il corrispettivo non è determinabile

Sentenza del Tribunale di Modena del 23 maggio 2019

Nullità del patto di non concorrenza del dipendente. Il Tribunale di Modena si pronuncia con una recentissima Sentenza (23 maggio 2019), nella quale analizza i profili di nullità del patto di non concorrenza del dipendente. 

Il caso

Si trattava, in particolare, di un patto di non concorrenza nel quale il corrispettivo era determinato facendo riferimento ad una somma annuale da pagarsi mese per mese. A parere del lavoratore, trattandosi di una somma mensile, il suo complessivo ammontare era legato alla concreta durata del rapporto di lavoro e, quindi, irrimediabilmente indeterminato al momento della conclusione del patto.

Le valutazioni del Tribunale

A parere del Tribunale “nel caso in cui il compenso venga pattuito in una percentuale della retribuzione, ovvero in una somma fissa mensile, non vi è alcuna possibilità di conoscere in anticipo la misura esatta del corrispettivo che si trova ad essere condizionato da un elemento variabile, costituito dalla durata del rapporto. E’ pur vero che la normativa sui licenziamenti dovrebbe porre al riparo il lavoratore da ingiustificati provvedimenti di recesso posti in essere dal datore di lavoro (attualmente, peraltro, la legislazione ha limitato le possibilità di reintegra nel posto di lavoro) ma non appare corretto giudicare della validità di simile pattuizione, distinguendo tra datori di lavoro sottoposti a tutela reale ovvero obbligatoria. In ogni caso, il dipendente è libero di dimettersi, il che comporta che, in caso di esercizio di tale libera facoltà, egli si troverebbe pregiudicato nell’aver ricevuto una somma inidonea a compensare la rinunzia già fatta“.

Prosegue, poi, il Tribunale, affermando che “nel caso di specie, la clausola pattuita stabilisce un compenso che indica come complessivo annuo, anche se poi ne prevede il concreto pagamento mese per mese senza specificare quale sia il corrispettivo nel caso in cui l’anno – decorrente dalla conclusione del patto – non sia completamente trascorso. Anche a prescindere da una certa ambiguità nella sua determinazione, il corrispettivo è legato alla durata del rapporto di lavoro e, quindi, il patto ha un oggetto indeterminato e indeterminabile al momento della sua conclusione, come tale impossibile da legare in rapporto sinallagmatico con il divieto pattuito con il lavoratore… Dal che consegue la nullità del patto di non concorrenza stipulato tra le parti“.

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