Dipendente infedele e responsabilità

Dipendente infedele e responsabilità per violazione del dovere di fedeltà del dipendente: il divieto di concorrenza del dipendente e 2105 cc

Giovanni Adamo

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Dipendente infedele e responsabilità

Si pronuncia il Tribunale di Roma con una interessante Sentenza del 18 giugno 2020 che analizza un caso di dipendente infedele e responsabilità per violazione del dovere di fedeltà, per attività esercitata in presunto contrasto con l’art. 2105 cc e, comunque, per concorrenza sleale ai sensi dell’art. 2598 cc

Dipendente e 2105 cc – Violazione del dovere di fedeltà del dipendente – La vicenda

L’impresa xxx si opponeva al decreto ingiuntivo notificatole da un suo dipendente per mancato pagamento di TFR e competenze di fine rapporto, rilevando la intervenuta violazione, da parte del dipendente, dell’obbligo di fedeltà. Ciò in quanto Egli avrebbe sottratto materiale aziendale al fine di “preparare” il successivo avvio di una attività di impresa in proprio. Si costituiva il presunto dipendente infedele, opponendosi alle domande avversarie e rilevando, in particolare, che Egli non avrebbe poi avviato alcuna attività di impresa, ma sarebbe poi divenuto lavoratore dipendente per una nuova impresa terza.

Il divieto di concorrenza del dipendente – Le valutazioni del Tribunale

Secondo il Tribunale, in relazione al dipendente infedele, “Ai fini della configurabilità di una violazione dell’obbligo di fedeltà previsto dall’art. 2105 cod. civ., che si specifica nel divieto di concorrenza nei confronti del prestatore di lavoro subordinato – divieto che riguarda non già la concorrenza che il prestatore, dopo la cessazione del rapporto, può svolgere nei confronti del precedente datore di lavoro, ma quella svolta illecitamente nel corso del rapporto di lavoro, attraverso lo sfruttamento di conoscenze tecniche e commerciali acquisite per effetto del rapporto stesso – non sono sufficienti gli atti che esprimano il semplice proposito del lavoratore di intraprendere un’attività economica concorrente con quella del datore di lavoro, essendo invece necessario che almeno una parte dell’attività concorrenziale sia stata compiuta, così che il pericolo per ildatore di lavoro sia divenuto concreto durante la pendenza del rapporto“.

Nel caso di specie, pertanto, il Tribunale rigettava l’opposizione, non ritenendo dimostrato lo svolgimento, da parte del presunto dipendente infedele, attività concorrenziale in violazione del dovere di fedeltà in costanza di rapporto contrattuale.

Dipendente infedele e responsabilità – come possiamo aiutarti

Ci occupiamo da molti anni di concorrenza sleale e di responsabilità del dipendente infedele per il compimento di atti slealmente concorrenziali, ed abbiamo assistito in giudizio numerose imprese nei giudizi per la repressione dei comportamenti posti in violazione dell’art. 2105 cc. Di seguito alcuni dei nostri casi:

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