Ex dipendente sottrae clienti: che fare?

Ex dipendente sottrae clienti – Cosa occorre provare – L’equilibrio tra libera concorrenza e concorrenza sleale

di Alessandra Di Cara e Giovanni Adamo

Il Tribunale di Modena si pronuncia con una Sentenza del 16 marzo 2021 in materia di concorrenza sleale, che analizza, in particolare, il rapporto tra l’ex dipendente e l’ex datore di lavoro, e tenta di trovare un punto di equilibrio tra libera concorrenza e concorrenza sleale.

L’ex dipendente sottrae clienti: che fare?

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Ex dipendente sottrae clienti – La vicenda processuale

La vicenda processuale può così sintetizzarsi. La soc. X lamentava atti di concorrenza sleale compiuti da un suo ex dipendente, il quale avrebbe, in particolare, stornato diversi dipendenti di X, e ciò al fine di esercitare in proprio un’attività concorrente con quella di X. Quest’ultima, pertanto, richiedeva il risarcimento del danno da concorrenza sleale.

L’ex dipendente sottrae clienti: cosa occorre provare?

La maggior parte della giurisprudenza ritiene che lo storno di dipendenti sia atto di concorrenza sleale solo a condizione che sussista il c.d. animus nocendi, che si identifica con la volontà di danneggiare l’altrui attività.

Si richiede, quindi, in giurisprudenza, che l’obiettivo dell’ex dipendente sia quello di “annientare” l’attività dell’ex datore di lavoro. Requisito che la giurisprudenza ritiene realizzato quando, ad esempio, si sottragga un’intera divisione (ad esempio commerciale) all’ex datore di lavoro.

Quindi il Giudice ha ritenuto infondata la domanda di risarcimento del danno da concorrenza sleale, poiché X non avrebbe provato proprio quell’animus nocendi necessario perché il comportamento contestato oltrepassi il limite di equilibrio tra libera concorrenza e concorrenza sleale, limite di equilibrio che la Sentenza in commento tenta di reperire, rifacendosi peraltro ad orientamento giurisprudenziale già consolidato.

Ha statuito, il Giudice, in particolare, che “il mero passaggio di collaboratori da un’impresa ad un’altra concorrente costituisce, in assenza del predetto animus nocendi, attività legittima espressione dei principi della libera circolazione del lavoro e della libertà di iniziativa economica“, e che occorre “una strategia diretta ad acquisire uno staff costituito da soggetti pratici del medesimo sistema di lavoro, svuotando l’organizzazione concorrente di sue specifiche possibilità operative mediante sottrazione del “modus operandi” dei propri dipendenti, delle conoscenze burocratiche e di mercato da essi acquisite

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