Danno da illecito antitrust e prova

Nuova Sentenza del Tribunale di Milano – Sezione Impresa

Danno da illecito antitrust ed onere probatorio del danneggiato – Si pronuncia il Tribunale di Milano in merito ad una fattispecie di illecito antitrust per abuso di posizione dominante e, in generale, per violazione delle regole del mercato e della concorrenza.

La vicenda, in sintesi

L’attrice, Impresa XXXX, aveva convenuto in giudizio l’Impresa YYYY, deducendo, in particolare, che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva precedentemente riscontrato, in capo ad YYYY, una serie di asserite criticità concorrenziali (tra l’altro il procedimento era stato aperto proprio su richiesta di XXXX).

A seguito dell’apertura del procedimento, e dell’avvio del contraddittorio con l’Autorità Garante, l’Impresa YYYY si era determinata a formulare taluni Impegni al fine di eliminare, a prescindere da qualunque accertamento della sussistenza di essi, gli eventuali effetti anticoncorrenziali del contegno precedentemente tenuto.

L’azione successivamente spiegata in giudizio da XXXX ruotava, dunque, attorno al valore probatorio dell’apertura di un procedimento antitrust a carico di YYYY, ed all’ulteriore valenza della avvenuta presentazione degli Impegni da parte di quest’ultima.

Gli Impegni presentati all’Autorità Antitrust non equivalgono ad una confessione

Per il Tribunale, in particolare, “Non trova supporto invero la tesi, non solo dottrinale, che equipara gli impegni ad una confessione stragiudiziale (cfr. Consiglio di Stato, sent. n. 4393 del 20.11.2011, MasterCard). D’altronde tale orientamento -che potrebbe disincentivare di riflesso l’impresa ad adottare in sede amministrativa talune iniziative suscettibili di pregiudicarla in sede civile- è già stato disatteso da questo Ufficio, il quale ha ribadito il principio per cui «la presentazione degli impegni non costituisce ammissione di colpevolezza» (cfr. Tribunale di Milano, sentenza n. 9109/2015)“.

L’onere probatorio per l’accertamento dell’illecito antitrust in sede civile a fini risarcitori

Quanto agli elementi oggetto di approfondimento necessario ai fini del riconoscimento di un risarcimento a seguito di illecito antitrust, il Tribunale traccia anche il perimetro degli oneri probatori da assolvere ai fini del risarcimento del danno da illecito antitrust:

da un lato, al fine dell’effettivo esercizio del diritto e rispetto dell’onere di allegazione, l’art. 4della Direttiva (UE) n. 104/2014 mostra una disponibilità verso gli atti difensivi della parte attorea come “opere aperte”, con particolare riguardo alla delineazione della condotta illecita.L’onere di allegazione dei fatti rilevanti da parte della vittima può dunque limitarsi al c.d. hard core dell’illecito antitrust, rinviando all’acquisizione probatoria la specificazione dettagliata dei fatti storici della condotta. Tale scelta tiene conto della c.d. asimmetria informativa tra lavittima dell’illecito e il danneggiante, soprattutto nei casi in cui si debbano affrontare i costi necessari per acquisire gli elementi indispensabili al compimento d’indagini tecnico-giuridiche, sia delle difficoltà di ricostruire gli elementi controfattuali;

d’altro lato, tale scelta legislativa ed interpretativa non sottrae il danneggiato dall’onere di allegare e documentare i fatti costitutivi e le circostanze della propria specifica pretesa che sono nella sua diretta disponibilità“.

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