Quando la critica giudiziaria è diffamazione

Quando la critica giudiziaria è diffamazione – I limiti della critica giudiziaria – Quando la critica diventa diffamazione – Criticare e diffamare: la differenza

Giovanni Adamo

Quando la critica giudiziaria è diffamazione – La differenza tra critica e diffamazione

La Corte Suprema di Cassazione si pronuncia sui limiti della critica giudiziaria con l’interessante Sentenza n. 19960 del 9 maggio 2019 per delineare quando la critica giudiziaria è diffamazione e per stabilire la differenza tra critica e diffamazione.

La differenza tra critica e diffamazione – La continenza espositiva

In particolare, la Corte si sofferma, in primo luogo, sul limite della c.d. continenza espositiva. Per la Cassazione, in primo luogo, “il limite della continenza nel diritto di critica è superato solo in presenza di espressioni che, in quanto gravemente infamanti e inutilmente umilianti, trasmodino in una mera aggressione verbale del soggetto – criticato. Ex multis: Sez. 5, Sentenza n. 15060 del 23/02/2011 Ud. (dep. 13/04/2011)Rv. 250174; Sez. 5, Sentenza n. 37397 del 24/06/2016 Ud. (dep. 08/09/2016) Rv. 267866. Quest’ultima ha precisato che il requisito della continenza postula una forma espositiva corretta della critica, cioè strettamente funzionale alla finalità di disapprovazione e che non trasmodi nella gratuita ed immotivata aggressione dell’altrui reputazione“.

Limiti della critica giudiziaria

La Corte, poi, compie talune importanti affermazioni di principio, statuendo come: “Il diritto di critica dei provvedimenti giudiziari e dei comportamenti dei magistrati deve essere riconosciuto nel modo più ampio possibile, non solo perchè la cronaca e la critica possono essere tanto più larghe e penetranti, quanto più alta è la posizione dell’uomo pubblico oggetto di censura e più incisivi sono i provvedimenti che può adottare, ma anche perchè la critica è l’unico reale ed efficace strumento di controllo democratico dell’esercizio di una rilevante attività istituzionale che viene esercitata – è bene ricordarlo – in nome del popolo italiano da persone che, a garanzia della fondamentale libertà della decisione, godono giustamente di ampia autonomia ed indipendenza

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