Mercato rilevante e diritto Antitrust

Nuova Sentenza della Corte d’Appello di Venezia

Mercato rilevante ed abuso di posizione dominante – Ai sensi dell’art. 3, co. 1, Legge 287/1990, “È vietato l’abuso da parte di una o più imprese di una posizione dominante all’interno del mercato nazionale o in una sua parte rilevante”.

L’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato) ha poi definito quale “abuso di posizione dominante” la situazione che vede un’impresa detenere il potere di comportarsi in modo indipendentedai concorrenti, dai consumatori e dai fornitori.

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Un’impresa, come chiarito dall’Autorità Garante, può legittimamente rivestire una posizione “dominante” in un mercato grazie alla propria capacità di imporre determinate (vantaggiose) condizioni contrattuali ma non può sfruttare questo potere in modo improprio ed “abusivo” ed ostacolare, in tal modo, la libera concorrenza.

La Corte d’Appello di Venezia con la pronuncia n. 1295 del 26 settembre 2019, ha definito l’individuazione del “mercato rilevante” quale elemento essenziale ai fini dell’integrazione della fattispecie di abuso di posizione dominante.

In altri termini, l’individuazione del “mercato rilevante” appare necessariamente prodromica, e preliminare, rispetto alla applicazione della disciplina antitrust.

Anche ai sensi delle pronunce n. 9325/2016 e n. 9579/2018, la “perimetrazione” del mercato rilevante in cui emerge l’illecito rappresenta “presupposto essenziale dell’illecito”. A tal fine “occorre prendere in considerazione tanto l’estensione geografica in cui l’operazione denunciata si colloca o sortisce effetti(mercato geografico),quanto l’ambito del prodotto o del servizio che la medesima operazione investe (mercato del prodotto)”. Ed ancora, tale valutazione sarà da effettuare anche considerando “i parametri ritenuti essenziali dalla giurisprudenza nazionale e comunitaria, costituiti dalla sostituibilità della domandae dalla sostituibilità dell’offerta”.

Sul punto si è recentemente pronunciato anche il Consiglio di Stato, in modo un po’ più “realista”. Il massimo Giudice amministrativo ha infatti statuito che “la definizione del mercato rilevante implica un accertamento di fatto cui segue l’applicazione ai fatti accertati delle norme giuridiche in tema di mercato rilevante, come interpretate dalla giurisprudenza comunitaria e nazionale. Tale applicazione delle norme ai fatti implica un’operazione di contestualizzazione delle norme, frutto di una valutazione giuridica complessa che adatta concetti giuridici indeterminati, quale il mercato rilevante, al caso specifico. Non di rado tale operazione di contestualizzazione implica margini di opinabilità, atteso il carattere di concetto giuridico indeterminato di dette nozioni (L. n. 287/1990, legge antitrust)“.

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