Franchising: recuperare il credito del Franchisor

Franchising: recuperare il credito del Franchisor – Quando l’affiliato non paga l’affiliante – Come tutelare il Franchisor – Recupero crediti del Franchisor

Giovanni Adamo

Franchising: recuperare il credito del Franchisor – Come tutelare il Franchisor – Che succede quando l’affiliato non paga l’affiliante?

Si pronuncia il Tribunale di Milano con una Sentenza del 31 maggio 2016 in materia di recupero crediti del Franchisor: il Tribunale di Milano è tornato a statuire in materia di franchising (Legge n. 129/2004) e recupero crediti del franchisor. Il tema è quello dei crediti insoluti che spesso il franchisor ha nei confronti degli affiliati e nell’ottica di gestirne in modo ottimale il recupero crediti, di minimizzare i rischi e i costi e di ottenere il maggior risultato possibile per il franchisor che abbia sempre tenutoun comportamento ispirato a lealtà, correttezza e buona fede” (art. 6 L. 129/2004).

La vicenda oggetto della controversia – il recupero crediti del Franchisor

Che fare se l’affiliato non paga l’affiliante?

La vicenda in esame ha riguardato una controversia insorta tra un’imprenditrice pugliese e la maggiore casa editrice italiana nonchè una delle maggiori catene di librerie specializzata nel settore della distribuzione e vendita dei libri, legate tra di loro da un rapporto di affiliazione commerciale (nella specie tra le parti venivano conclusi due contratti di franchising per due punti vendita, rispettivamente a Lecce e a Brindisi). Con atto di citazione in opposizione l’affiliata chiedeva al Tribunale di Milano la revoca del decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti per una serie di fatture non pagate emesse dal franchisor e che riguardano “le spese di allestimento dei negozi, l’acquisto dell’arredamento e dell’hardware, per una ammontare complessivo di € 146.571,83, spese, come da accordi “anticipate dall’Affiliante e che avrebbero dovuto essere rimborsate dalla franchisee in venti rate trimestrali, nell’arco di cinque anni“. La parte attrice si opponeva e chiedeva, in via riconvenzionale e con relativa condanna, l’accertamento della:

– la nullità dei due contratti di franchising, adducendo “l’omissione delle informazioni prescritte dall’art. 4 della L. 129/2004 e il mancato trasferimento del know how” –

– l’annullamento dei due contratti per dolo determinante e per errore rilevante essenziale e riconoscibile

– la risoluzione dei contratti in oggetto per inadempimento del franchisor.

Come tutelare il Franchisor

Le ragioni sostenute dall’affiliata, che non depositava alcuna delle memorie ex art. 183 c.p.c. nonchè assente in sede d’udienza di precisazioni delle conclusioni, non hanno convinto il Tribunale di Milano, che ha ne al contrario accertato l’infondatezza e la pretestuosità, valorizzando la buona fede nel franchising. Infatti, costituisce prova documentata e non contestata che l’affiliata durante il corso del rapporto di franchising  ha ammesso esplicitamente il proprio debito nei confronti dell’azienda e le proprie difficoltà finanziarie, chiedendo e proponendo vari piani di rientro che però puntualmente non rispettava, trovando su questo fronte piena applicazione l‘art. 1988 c.c. e quindi l’inversione dell’onere della prova a carico della parte attrice. Così come risulta documentato il fatto che il franchisor ha pienamente adempiuto agli obblighi previsti ex art. 4 della L. 129/2004 e consistenti nella preventiva trasmissione nei termini di Legge di: – “copia integrale del Contratto unitamente agli allegati; la lista delle affiliazioni e dei punti vendita – un’ipotesi di rendiconto economico e una copia di manuale operativo”. Neppure può ritenersi fondata la pretesa nullità del contratto per mancata trasmissione del know how, visto che, secondo il Tribunale adito, “la signora non spiega in cosa avrebbe dovuto consistere l’insieme di “conoscenze pratiche” necessarie alla gestione dei Negozi della ricorrente”. In merito poi all’accertamento dell’annullamento per dolo, che trovava fondamento secondo la parte attrice sul fatto che il franchisor avesse trasmesso un differente numero effettivo dei Soci nella Zona di Lecce, tale azione di annullamento deve ritenersi prescritta ai sensi dell‘art. 1442 c.c.. “Altrettanto infondata” statuisce il Tribunale “la domanda di risoluzione per inadempimento dei contratti formulata dall’opponente” e “infondata la generica allegazione di “raggiri” posti in essere dall’opposta  (…) o addirittura la “dubbia onestà ed integrità morale“.

Alla luce di tali considerazioni, il Tribunale di Milano ha rigettato l’opposizione meramente pretestuosa avverso il decreto ingiuntivo emesso nei suoi confronti e rigettato le infondate domande di nullità, annullamento e risoluzione dei contratti di franchising.

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