Newslot: confermata la Sentenza di primo grado

La Corte d’Appello di Bologna, con Sentenza del 20 giugno 2019 (Leggi la Sentenza), ha confermato la Sentenza di primo grado che condannava l’Ente Certificatore a risarcire il danno patito da un gestore delle c.d. “Newslot”.

Newslot: la vicenda

La vicenda prendeva le mosse dal sequestro, avvenuto nel 2007, da parte del Tribunale di Venezia, di circa 100.000 apparecchi da intrattenimento denominati “Newslot”. Si assumeva, da parte del Tribunale, che gli apparecchi violassero la disciplina specifica di settore, e che ciò derivasse dalla commissione, da parte di taluni soggetti della “filiera”, di una serie di illeciti penali.

Newslot: l’azione civile

Lo Studio, nell’assistere taluni gestori (si trattava di quegli imprenditori che acquistavano le apparecchiature in discorso per poi noleggiarle a bar e tabaccherie), che si erano visti sequestrare le apparecchiature dopo averle profumatamente pagate, decise di tralasciare gli eventuali aspetti penalistici della vicenda, concentrandosi sulla responsabilità (civile, ed oggettiva) da “non conformità” delle apparecchiature alla disciplina speciale di settore. Un approccio vincente, che trovò la propria consacrazione nelle due Sentenze di primo grado che riconobbero il risarcimento a due Gestori nei confronti dell’Ente certificatore.

La Sentenza d’appello del 20 giugno 2019

Con la Sentenza del 20 giugno 2019 la Corte d’Appello di Bologna ha fornito ulteriore conferma all’impianto logico-giuridico adottato. Ha statuito, in particolare, che “I fatti così come accertati nel richiamato procedimento penale consentono di confermare il giudizio del Tribunale in ordine alla qualificazione in termini di responsabilità extracontrattuale ex art. 2043 c.c. del comportamento tenuto da X quale ente certificatore di AAMS, in relazione alla dichiarazione di conformità a legge dei software di gioco acquistati da Y, avendo assunto cioè un comportamento del tutto inadeguato e contrario ai doveri professionali, tenendo conto che la sua attività certificatoria si attuava nell’ambito di compiti affidatile da un Ente pubblico e nel generale interesse, e ponendosi il richiamato illecito comportamento in diretta relazione causale con le autorizzazioni emesse da AAMS in forza di dette certificazioni e, conclusivamente, con la commercializzazione delle macchine su cui erano installati i software di gioco in esame e, quindi, con il lamentato danno dell’acquirente derivante dalla inutilizzabilità delle macchine acquistate a seguito sia del sequestro penale del 18/07/2007 e sia a causa della revoca delle autorizzazioni da parte di AAMS“.

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