Avvocato Modello 231 – Consulenza modello organizzativo 231 – La normativa per i reati di impresa – La valutazione dei rischi 231

Giovanni Adamo

La normativa per i reati di impresa

Con il Decreto Legislativo 231 del 2001 è stata introdotta nel nostro Ordinamento la disciplina della responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e delle associazioni, anche prive di personalità giuridica (il testo del Decreto Legislativo è reperibile a questo link).

A norma dell’articolo 5 della disciplina in commento (Responsabilità dell’Ente):

1. L’ente e’ responsabile per i reati commessi nel suo interesse o a suo vantaggio:
a) da persone che rivestono funzioni di rappresentanza, di amministrazione o di direzione dell’ente o di una sua unita’ organizzativa dotata di autonomia finanziaria e funzionale nonche’ da persone che esercitano, anche di fatto, la gestione e il controllo dello stesso;
b) da persone sottoposte alla direzione o alla vigilanza di uno dei soggetti di cui alla lettera a).

2. L’ente non risponde se le persone indicate nel comma 1 hanno agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi“.

Cos’è il modello 231

L’art. 6 del Decreto Legislativo 231 del 2001 (Soggetti in posizione apicale e modelli di organizzazione dell’ente) stabilisce, poi, che:

1. Se il reato e’ stato commesso dalle persone indicate nell’articolo 5, comma 1, lettera a), l’ente non risponde se prova che:
a) l’organo dirigente ha adottato ed efficacemente attuato, prima della commissione del fatto, modelli di organizzazione e di gestione idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi;
b) il compito di vigilare sul funzionamento e l’osservanza dei modelli di curare il loro aggiornamento e’ stato affidato a un organismo dell’ente dotato di autonomi poteri di iniziativa e di controllo;
c) le persone hanno commesso il reato eludendo fraudolentemente i modelli di organizzazione e di gestione;
d) non vi e’ stata omessa o insufficiente vigilanza da parte dell’organismo di cui alla lettera b)“.

La lettera a) del comma 1 dell’art. 6 evidenzia quindi cos’è il modello 231: si tratta di un modello di organizzazione e di gestione idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi.

Più semplicemente, e qui viene in rilievo il ruolo dell’ avvocato per il Modello 231, si tratta di un insieme di procedure, deleghe di funzioni interne, protocolli, tali da evitare che si verifichino i reati presupposto.

Chi è obbligato ad essere in regime 231?

Non è un obbligo, ma una misura di prevenzione del rischio

Adottare un modello organizzativo 231 non è obbligatorio, ma semplicemente facoltativo. Tuttavia, è evidente che gli effetti (ex art. 6 del Decreto) che l’adozione del Modello Organizzativo 231 genera, ed in particolare l’esenzione da responsabilità dell’Ente, ne rendono fortemente raccomandata e consigliabile l’adozione.

Cosa rischi senza il modello organizzativo 231

Specularmente, il rischio della mancata adozione di un modello organizzativo 231 è proprio quello della responsabilità amministrativa dell’Ente, e delle conseguenti sanzioni:

  • sanzioni pecuniarie, fino a 1.500.000 euro;
  • sanzioni interdittive, come il divieto di contrattare con la Pubblica Amministrazione.

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I nostri Professionisti hanno maturato quasi vent’anni di esperienza nella valutazione dei rischi 231, e nella predisposizione di modelli organizzativi 231 idonei a minimizzare ed escludere il rischio di responsabilità dell’Ente. Abbiamo maturato esperienza nella predisposizione di procedure, deleghe ed attribuzione di funzioni, redazione di Codici Etici per imprese dei più svariati comparti industriali e della distribuzione: dall’automotive, all’impiantistica, al food & beverage alla meccanica di precisione.

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