Leasing finanziario: Cos’è e come funziona il contratto di locazione finanziaria?

Nel panorama imprenditoriale moderno, l’acquisizione di asset strategici — che si tratti di un macchinario industriale di ultima generazione, di un’autovettura aziendale o di un immobile — richiede soluzioni dinamiche. Il leasing finanziario, spesso indicato come locazione finanziaria, si è affermato come una delle alternative più flessibili e diffuse rispetto all’acquisto diretto o al classico finanziamento bancario. Ma cosa rende questo strumento così peculiare e quali sono le tutele previste dalla legge?

Che cos’è il leasing finanziario? Definizione e caratteristiche

In termini tecnici, il leasing finanziario si configura come un’operazione di finanziamento volta a consentire l’utilizzo di un bene per un tempo determinato. A differenza di una compravendita immediata, qui ci troviamo di fronte a un’operazione trilaterale che coinvolge tre attori chiave: il fornitore che vende il bene, la società di leasing (concedente) che lo acquista finanziando l’operazione, e l’utilizzatore finale.

L’elemento distintivo che lo differenzia da altre forme contrattuali è la cosiddetta opzione di riscatto. Al termine del periodo concordato, l’utilizzatore non è obbligato a restituire il bene, ma ha la facoltà di acquisirne la proprietà definitiva pagando un prezzo prestabilito, solitamente molto inferiore al valore di mercato del bene in quel momento.

Come funziona il contratto di leasing finanziario?

Il percorso che porta un’impresa a dotarsi di un bene in leasing è lineare ma rigoroso. Tutto parte dall’utilizzatore, che individua autonomamente il bene necessario e il relativo fornitore. Solo a quel punto interviene la società di leasing che, dopo aver valutato il merito creditizio del cliente, acquista materialmente il bene per poi concederlo in uso.

Durante la vita del contratto, la proprietà formale resta in capo alla società finanziaria, ma è l’utilizzatore ad assumersi oneri e onori: dai benefici produttivi ai rischi legati al perimento del bene, inclusi i costi di manutenzione. Il corrispettivo per questo godimento è un canone periodico, la cui entità e durata sono stabilite contrattualmente.

Qual è la differenza tra leasing operativo e leasing finanziario?

Spesso si tende a fare confusione tra queste due tipologie, ma la distinzione è netta.

  • Il leasing finanziario ha una spiccata funzione di finanziamento: l’obiettivo dell’utilizzatore è quasi sempre l’acquisto finale del bene e il canone riflette il costo d’acquisto e il margine della finanziaria.

  • Il leasing operativo, al contrario, somiglia molto di più a un noleggio. In questo caso, il contratto è spesso bilaterale (direttamente con il produttore), ha una durata più breve e non prevede l’opzione di riscatto. L’utilizzatore punta semplicemente all’uso del bene per il tempo necessario, spesso beneficiando di servizi accessori come assistenza e assicurazione inclusi nel canone.

In cosa si differenzia il contratto di leasing finanziario da quello di locazione?

Nonostante il termine “locazione finanziaria” possa trarre in inganno, le differenze con l’affitto tradizionale sono sostanziali. Nella locazione classica, il proprietario concede un bene che già possiede per un uso temporaneo. Nel leasing, invece, il concedente acquista il bene appositamente per l’utilizzatore. Inoltre, mentre nella locazione i rischi del bene gravano sul proprietario, nel leasing questi passano interamente in capo all’utilizzatore sin dal primo giorno. Infine, l’opzione di riscatto, cuore del leasing, è quasi sempre assente nella locazione.

Chi può concedere un leasing finanziario?

Proprio perché si tratta di un’attività di natura creditizia e finanziaria, la legge prevede tutele elevate. Il leasing finanziario non può essere concesso da chiunque, ma è un’attività riservata a soggetti autorizzati e vigilati, come le banche e gli intermediari finanziari iscritti negli albi della Banca d’Italia. Questo garantisce all’utilizzatore elevati standard di trasparenza e sicurezza operativa.

Come si recede dal contratto di leasing finanziario

Cosa succede se l’utilizzatore decide di interrompere il rapporto prima della scadenza? In genere, il contratto è vincolante per tutta la sua durata. Un recesso anticipato può essere esercitato solo a condizioni precise, che solitamente prevedono il pagamento di penali. In caso di risoluzione, il concedente ha diritto alla restituzione del bene, ma con un importante contrappeso: una volta rivenduto il bene a valore di mercato, la società di leasing dovrà trattenere quanto dovuto e restituire all’utilizzatore l’eventuale eccedenza ricavata.

Come funziona il leasing finanziario in caso di fallimento

Un aspetto delicato riguarda la gestione del contratto in caso di crisi d’impresa.

  • Se a fallire è l’utilizzatore, il curatore fallimentare ha il potere di decidere se subentrare nel contratto (continuando a pagare i canoni) o scioglierlo, restituendo il bene al concedente.

  • Se invece a fallire è la società di leasing (concedente), l’utilizzatore è tutelato: il contratto prosegue normalmente fino alla scadenza naturale e i canoni verranno semplicemente versati alla curatela fallimentare.

La disciplina del leasing è complessa e richiede un’analisi attenta delle clausole contrattuali per evitare rischi operativi. Per ogni ulteriore chiarimento o per assistenza legale specifica, lo Studio Legale Adamo resta a vostra completa disposizione.

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