No a dichiarazioni precontrattuali generiche nel franchising

No a dichiarazioni precontrattuali generiche – Sentenza della Corte d’Appello di Trento del 27.1.2016

No a dichiarazioni precontrattuali generiche nel franchising – Nuova Sentenza Franchising: il 27 gennaio 2016 la Corte d’Appello di Trento si pronuncia (qui la Sentenza)  in merito alla questione della effettiva consegna, dall’affiliato all’affiliante, della documentazione prevista dall’art. 3, Legge Franchising.

La Corte era chiamata a decidere sulle modalità con le quali può ritenersi adempiuto l’onere del Franchisor di consegnare, almeno 30 giorni prima della conclusione del contratto, la documentazione prevista dall’art. 4, L. Franchising.

La documentazione e l’art. 4, L. Franchising

No a dichiarazioni precontrattuali generiche – Per la norma ora richiamata, infatti, “Almeno trenta giorni prima della sottoscrizione di un contratto di affiliazione commerciale l’affiliante deve consegnare all’aspirante affiliato copia completa del contratto da sottoscrivere, corredato dei seguenti allegati, ad eccezione di quelli per i quali sussistano obiettive e specifiche esigenze di riservatezza, che comunque dovranno essere citati nel contratto:

        a) principali dati relativi all’affiliante, tra cui ragione e capitale sociale e, previa richiesta dell’aspirante affiliato, copia del suo bilancio degli ultimi tre anni o dalla data di inizio della sua attività, qualora esso sia avvenuto da meno di tre anni;

        b) l’indicazione dei marchi utilizzati nel sistema, con gli estremi della relativa registrazione o del deposito, o della licenza concessa all’affiliante dal terzo, che abbia eventualmente la proprietà degli stessi, o la documentazione comprovante l’uso concreto del marchio;
        c) una sintetica illustrazione degli elementi caratterizzanti l’attività oggetto dell’affiliazione commerciale;
        d) una lista degli affiliati al momento operanti nel sistema e dei punti vendita diretti dell’affiliante;
        e) l’indicazione della variazione, anno per anno, del numero degli affiliati con relativa ubicazione negli ultimi tre anni o dalla data di inizio dell’attività dell’affiliante, qualora esso sia avvenuto da meno di tre anni;
        f) la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari o arbitrali, promossi nei confronti dell’affiliante e che si siano conclusi negli ultimi tre anni, relativamente al sistema di affiliazione commerciale in esame, sia da affiliati sia da terzi privati o da pubbliche autorità, nel rispetto delle vigenti norme sulla privacy” (QUI la Legge in versione integrale).

La fattispecie trattata dalla nuova sentenza franchising: il contratto e le tesi contrapposte

No a dichiarazioni precontrattuali generiche – Il contratto sottoposto alla valutazione della Corte d’Appello presentava una clausola nella quale l’affiliato dichiarava di avere ricevuto la documentazione prevista dall’art. 4 L. Franchising nei termini previsti dalla Legge. Il Franchisor sosteneva che tale clausola avesse addirittura valenza confessoria rispetto alla avvenuta consegna dei documenti. Il Franchisee, al contrario, sosteneva che tale dichiarazione non fosse sufficiente ad integrare l’adempimento dei doveri previsti dall’art. 4 della Legge, in quanto la stessa, oltre ad essere generica, era stata unilateralmente predisposta dal Franchisor, e, comunque ed in ogni caso, al Franchisee sarebbe stata comunque sempre consentita la prova contraria.

No a dichiarazioni precontrattuali generiche – La Sentenza: la dichiarazione contenuta in una clausola non basta

La Corte d’Appello ha sostanzialmente condiviso la tesi del Franchisee (già condivisa in primo grado anche dal Tribunale di Trento), secondo la quale “è evidente che una dichiarazione riassuntiva e generica (e tra l’altro precostituita dall’affiliante) che attesti l’avvenuta completezza della documentazione consegnata non può essere considerata una valida confessione stragiudiziale, essendo necessaria – al fine di potere attribuire a tale sottoscrizione una reale valenza confesserai – la piena consapevolezza e la volontà di ammettere un fatto specifico sfavorevole per il dichiarante e favorevole all’altra parte che determini la realizzazione di un obiettivo pregiudizio. In altri termini, l’adempimento di un obbligo informativo in un settore negoziale ad alto contenuto tecnico quale quello in esame non può mai essere dimostrato mediante la sottoscrizione di dichiarazioni generiche, unilateralmente predeterminate e predisposte in via generale, essendo necessaria l’allegazione e la prova del contenuto e delle concrete modalità di messa a disposizione dell’affiliato della documentazione dettagliatamente elencata nel citato art. 4, L. 129/2004, in relazione alla quale vi è obbligo di preventiva consegna“.

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