Sequestro del software

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Sequestro del software

Sequestro del software – Nuovo provvedimento ottenuto dallo Studio

Sequestro del software: il TRIBUNALE DI GENOVA si è pronunciato, in via provvisoria, con un decreto inaudita altera parte in materia di sequestro del software (trattasi di sequestro giudiziario ai sensi dell’art. 670 c.p.c.).

La vicenda riguarda un importante e delicato software gestionale, in relazione alla cui proprietà pende giudizio arbitrale. In pendenza di giudizio, l’utilizzatore ha ritenuto di avanzare pretese “operative” sulla proprietà del software, e il titolare originario ha proposto ricorso cautelare per sequestro del software. 

Il Tribunale, ovviamente in via provvisoria ed inaudita altera parte, ha ritenuto che “che è sufficiente, ai fini dell’opportunità richiesta dall’art. 670, n. 1, cod. proc. civ., che lo stato di fatto esistente in pendenza del giudizio comporti la mera possibilità, sia pure astratta, che si determinino situazioni tali da pregiudicare l’attuazione del diritto controverso; che nella specie è certamente possibile, quantomeno in astratto, che ricevuta la notifica del ricorso X disponga dei diritti che afferma di avere acquistato sulla licenza d’uso del software; che ciò renda anzi opportuna l’autorizzazione della misura inaudita altera parte; che, d’altra parte, la fissazione dell’udienza di discussione del ricorso in tempi brevi minimizzerà eventuali disagi per la parte convenuta; che pertanto il sequestro giudiziario richiesto possa essere autorizzato“. 

Nel contesto suindicato, peraltro, il Tribunale ha ritenuto di potere nominare quale custode, medio tempore, la stessa resistente X, “anche in considerazione degli obblighi gravanti sul custode, ex art. 676, 521 e 560 CPC“.

Alla luce delle considerazioni che precedono, dunque, il Tribunale ha autorizzato il sequestro del software a favore della ricorrente.

Si tratta, peraltro, di provvedimento il cui contenuto si pone in linea con altre e precedenti statuizioni giurisprudenziali (nel medesimo senso, infatti, anche Cass., n. 854 del 12 febbraio 1982, pronuncia presa in considerazione e citata anche dallo stesso decreto in commento), e ai fini della concessione del sequestro del software, valorizza il mero dato oggettivo e documentale della esistenza di una “controversia sulla proprietà o sul possesso” (come richiesto dall’art. 670, n. 1, c.p.c.).

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