Sanzione AGCM: sanzionato un produttore di “the antiparassitario”

Sanzione AGCM: l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha emesso, in data 12 novembre 2018, un Provvedimento in materia di pratiche commerciali scorrette, sanzionando un produttore di the del quale venivano reclamizzate asserite “capacità antiparassitarie”.

La condotta contestata

La condotta contestata ai fini della eventuale applicazione della sanzione AGCM consisteva nella promozione ingannevole su un sito internet di un tè “antiparassitario”, che veniva pubblicizzato come un prodotto in grado di “prevenire e contrastare infezioni parassitarie e, dall’altro, migliorare la complessiva funzionalità dell’organismo.La condotta veniva contestata nei confronti del produttore, nonché di una società di “Advertising” che si occupa principalmente di inserzioni pubblicitarie su siti internet.

Le difese svolte dagli operatori

Da parte del produttore, al fine di prevenire l’applicazione della sanzione AGCM, non perveniva alcuna memoria difensiva. Presentava, invece, memoria difensiva il secondo dei due professionisti. La condotta di tale società si basava, sostanzialmente, sul ruolo dalla stessa svolto, che sarebbe consistito in quello di mero “inserzionista pubblicitario”. Sosteneva, inoltre, la Società come la stessa non avesse mai avuto contatti con il produttore, avendo svolto solamente funzione di intermediario fra lo stesso e la piattaforma che sponsorizzava il prodotto. In questo senso, secondo la Società, avrebbero dovuto trovare applicazione la Direttiva CE n. 2000/21 in materia di commercio elettronico e l’art. 17 del D.I. n. 70/2003 che regola l’attività degli intermediari della comunicazione. Tale disciplina avrebbe permesso di esonerare da responsabilità coloro che si limitano a prestare servizi di intermediazione non gravando sugli stessi “alcun obbligo di controllo o di sorveglianza dei contenuti delle informazioni che trasmette o memorizza”.

Le conclusioni dell’Autorità

Per l’Autorità “Il professionista ha preso parte alla realizzazione della pratica in esame traendone anche uno specifico e diretto vantaggio economico”. Riteneva, pertanto, l’Autorità, che il Professionista fosse responsabile della violazione ai sensi dell’art. 18 del codice del Consumo. Quanto specificamente alla pratica scorretta contestata, l’Autorità rilevava come le affermazioni utilizzate nel messaggio pubblicitario “sono idonee ad indurre nei consumatori l’erroneo convincimento che il prodotto abbia proprietà terapeutiche che, in realtà, non possono essere vantate dal produttore” e come l’ingannevolezza della vantata efficacia curativa del prodotto fosse rafforzata “dall’enfasi posta in relazione ai vanti prestazionali del prodotto. Tali claims pubblicitari sarebbero quindi contrastanti con l’art. 7 del Regolamento UE n. 1169/2011 con riferimento particolare “sia alle caratteristiche di tale prodotto alimentare sia all’attribuzione a tale prodotto di effetti di natura terapeutica.

La sanzione AGCM

Nell’irrogazione delle sanzioni, l’Autorità ha tenuto conto della particolare diffusione del messaggio pubblicitario nella rete internet e della natura salutistica del claim pubblicitario. Ha differenziato poi la sanzione sulla base della considerazione secondo cui, mentre al produttore sarebbe ascrivibile la creazione e la diffusione del claim pubblicitario, alla società di inserzione pubblicitaria sarebbe ascrivibile l’aver contribuito alla diffusione del messaggio pubblicitario. Tenuto conto di ciò, l’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha irrogato una sanzione pari ad Euro 20.000,00 nei confronti del produttore ed una sanzione pari al minimo edittale, e quindi ad Euro 5.000,00 nei confronti della Società di intermediazione.

Deve darsi atto che tale provvedimento NON è definitivo e potrà essere impugnato avanti il TAR Lazio entro 60 giorni dalla notificazione.

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