AGCM sanziona per 500.000 euro operatore nel settore energia

Sanzione AGCM da 500.000 euro: l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato commina una sanzione di euro 500.000 complessivi ad un operatore del settore energia.

Sanzione AGCM – gli addebiti

L’AGCM ha contestato ad una Società operante nel settore energia, ai fini dell’applicazione di una sanzione AGCM, tre distinte condotte assunte come “scorrette”:

  • l’attivazione di contratti di fornitura di energia elettrica in assenza di un valido consenso del consumatore, ed il prelievo dai conti correnti dei  consumatori, in assenza di espressa autorizzazione, della somma di euro 130,00;
  • l’utilizzo improprio di dati ed informazioni tecniche, personali e finanziarie dei consumatori;
  • l’opposizione di ostacoli all’esercizio dei diritti contrattuali dei consumatori.

Le difese svolte dall’operatore

In estrema sintesi, l’operatore rappresentava non solo di avere, sostanzialmente, “appaltato” il servizio commerciale e di acquisizione della clientela a società terze specializzate in tale attività, ma altresì che dette società avrebbero omesso di informare l’operatore dei numerosi reclami ricevuti dai consumatori coinvolti. Rilevava, inoltre, di avere provveduto ad effettuare rimborsi ai consumatori stessi anche oltre i limiti di quanto contrattualmente convenuto.

Le valutazioni dell’AGCM

A parere dell’AGCM, “i documenti dimostrano che l’operatore ha sfruttato l’asimmetria informativa che caratterizza il settore interessato, inducendo i consumatori a credere che l’offerta provenisse dal loro stesso fornitore di energia elettrica e avesse ad oggetto una semplice riduzione del costo dell’energia. Le informazioni fornite hanno, dunque, indotto i consumatori ad accettare l’offerta, ignari di fornire il consenso all’attivazione di un contratto di fornitura elettrica con un nuovo operatore del mercato. Dalle evidenze documentali emerge, infatti, che gli operatori del call center, nel presentare l’offerta, non chiarivano che l’operatore era la società con la quale il consumatore avrebbe stipulato un nuovo contratto di fornitura, anzi, confondevano appositamente il cliente sul fatto che la “distribuzione” sarebbe stata effettuata in ogni caso da altra società, lasciando intendere che tale società – deputata alla gestione della rete – fosse la stessa società di fornitura dell’energia elettrica, con la quale il consumatore aveva precedentemente stipulato il contratto“.

La sanzione

Alla luce di tali premesse, pertanto, l’AGCM:

inibiva all’operatore la continuazione delle pratiche ritenute “scorrette”;

comminava altresì la sanzione (complessivamente per le singole violazioni accertate) di euro 500.000.

La sanzione NON è definitiva ed il provvedimento è impugnabile avanti il TAR Lazio.

Consulta il Bollettino AGCM, pagg. 44 e ss.

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