Imitazione servile e concorrenza sleale

Imitazione servile e concorrenza sleale – Nuova ordinanza del Tribunale di Venezia

Imitazione servile e concorrenza sleale: il Tribunale di Venezia si è espresso con una interessante Ordinanza cautelare, ai sensi dell’art. 700 c.p.c., in data 28 aprile 2017.

Imitazione servile e concorrenza sleale: il caso

Imitazione servile e concorrenza sleale: un’impresa da anni attiva nel settore della realizzazione di arredamenti specializzati per esercizi commerciali esponeva che i propri prodotti venivano pedissequamente e servilmente imitati da un concorrente il quale li proponeva sul mercato “agganciandosi”, fra l’altro, alla maggiore notorietà della ricorrente. Il tutto con l’ “aiuto” di un ex – stagista della concorrente “sleale”, il quale avrebbe in vario modo agevolato l’attività di imitazione servile e la diffusione sul mercato dei beni contraffatti. A parere della ricorrente, inoltre, sussisteva l’urgenza di provvedere, poiché entrambe le parti avrebbero partecipato ad una nota fiera di settore proprio nei giorni immediatamente successivi alla discussione del ricorso.

Imitazione servile e concorrenza sleale: la decisione

Imitazione servile e concorrenza sleale: il Tribunale di Venezia valutava che “parte ricorrente ha documentato che i prodotti contestati in ricorso e elencati sono oggetto di tutela quali brevetto, modello comunitario, modello di utilità, nonché la circostanza che i prodotti di controparte, ancorché con limitate e marginali differenze di allestimento, utilizzano le medesime forme e soluzioni funzionali. La simmetria tra i prodotti tutelati e quelli di parte resistente, i giochi di colore, la disposizione delle vetrine e delle scaffalature consentono di ritenere i prodotti confondibili sul piano commerciale, consentendo alla resistente quell’agganciamento… In tal senso appare accoglibile la domanda di inibitoria della commercializzazione dei prodotti sopra indicati ed oggetto di tutela … la inibitoria della presentazione alla fiera di Bologna di tali prodotti non solo con esposizione, ma anche mediante pubblicizzazione del relativo catalogo. Inoltre appare accoglibile la domanda di accertamento della condotta integrante concorrenza sleale per avere la resistente imitato servilmente i prodotti della concorrente e compiuto atti idonei a creare confusione con i prodotti e l’attività dell’impresa concorrente“.

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