Contraffazione del marchio e inibitoria cautelare

Contraffazione del marchio: il Tribunale di Firenze si pronunzia con uno dei primissimi provvedimenti del 2018 (l’Ordinanza in commento data infatti 3 gennaio 2018) in materia di contraffazione del marchio e inibitoria cautelare.

Contraffazione del marchio: la vicenda

La associazione X nel caso di specie agiva a tutela del proprio diritto all’utilizzo esclusivo del marchio, ed agiva, altresì, quale associazione di categoria, ai sensi dell’art. 2601 c.c., per ottenere la inibitoria del contegno lesivo dei diritti dei propri associati, ritenuti lesi dall’impiego, da parte di un imprenditore non associato, del marchio in questione.

La tutela ai sensi dell’art. 2601 c.c.

Il Tribunale di Firenze ha in primo luogo negato la tutela ai sensi dell’art. 2601 c.c.., sul presupposto che, non essendo l’associazione in un rapporto di concorrenza diretta con l’imprenditore ritenuto sleale, non sarebbe legittimata ad agire nei suoi confronti.

La tutela del marchio

Il Tribunale fiorentino ha invece riconosciuto la tutela contro la contraffazione del marchio, ritenendo che “dalla documentazione versata in atti emerge chiaramente come la resistente sia nella propria insegna, sia nella propria documentazione commerciale, utilizzi indebitamente il marchio registrato dalla ricorrente, in violazione dei diritti di proprietà industriale della medesima. 

Contraffazione del marchio e periculum in mora

Sotto il profilo del periculum in mora, il Giudice ha ritenuto che “la contraffazione del marchio comporta per la ricorrente un pregiudizio di difficile ristoro, determinato dall’attenuazione della forza distintiva del marchio registrato e della propria attività associativa, con conseguente potenziale danno all’immagine e svilimento degli investimenti economici effettuati con il fine di acquisire un vantaggio competitivo nel mercato di riferimento. 

Conclusioni

Alla luce di quanto sopra, pertanto, il Tribunale: 1) inibisce alla resistente l’utilizzo e la pubblicizzazione della denominazione e del marchio; 2) ordina l’immediata rimozione dell’insegna contenente la denominazione ed il marchio ed il ritiro dal commercio di tutto il materiale riportante segni simili o confondibili con il marchio dalla sede del resistente; 3) dispone il sequestro dell’insegna e del materiale di cui al punto che precede; 4) fissa la somma di euro 300,00 per ogni violazione o inosservanza alla disposta inibitoria; 5) ordina la pubblicazione del provvedimento per estratto a cura della ricorrente ed a spese della resistente su due quotidiani.

LEGGI IL PROVVEDIMENTO

 

APPROFONDIMENTI SULLA CONCORRENZA SLEALE

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *