Concorrenza sleale per imitazione servile

Concorrenza sleale per imitazione servile – Nuova Ordinanza del Tribunale di Venezia

Nuova Ordinanza del TRIBUNALE DI VENEZIA in materia di concorrenza sleale per imitazione servile. I Giudici veneziani si sono pronunciati, in sede di reclamo ex art. 669-terdecies c.p.c., su una fattispecie imitativa di arredi per farmacia, a seguito della impugnazione, da parte della reclamante, di una precedente ordinanza cautelare di inibitoria alla commercializzazione ex art. 700 c.p.c.. L’ordinanza cautelare impugnata, in particolare, inibiva alla allora resistente, ed oggi reclamante, la commercializzazione di svariate linee di arredi per farmacia, sul presupposto della natura contraffattoria ed imitativa non solo delle menzionate linee di arredo, ma, più complessivamente, delle “idee” poste alla base della realizzazione delle stesse, e delle “atmosfere” che attraverso di esse l’impresa allora ricorrente intendeva creare.

Concorrenza sleale per imitazione servile: le statuizioni del Tribunale

Il Collegio ha ritenuto sussistente la concorrenza sleale per imitazione servile, fra l’altro, poiché “parte reclamante si è limitata ad allegare l’asserita esistenza di elementi di generica differenziazione tra la “xxx” circolare e i retro banchi a quadri, peraltro senza neppure supportare l’allegazione con una produzione fotografica comparativa dei prodotti”… 

Rilevava, ancora, il Tribunale di Venezia, che “né assumono rilievo le generiche doglianze svolte dalla reclamante in relazione ai singoli prodotti, ovvero all’asserita mancanza did istintività degli arredi per farmacia, tenuto conto che il provvedimento impugnato risulta fondato non solo sul rilievo di singole condotte contraffattive, ma altresì sul rilievo della ravvisata sussistenza di un comportamento concorrenzialmente scorretto, anche a prescindere dalla violazione e contraffazione di privative industriali, consistente nell’attività parassitaria  e comunque non conforme ai principi di correttezza professionale“.

Concorrenza sleale per imitazione servile: le conclusioni

In buona sostanza, ed in sintesi, il Tribunale riteneva sussistenza la concorrenza sleale per imitazione servile non in relazione al singolo prodotto contestato ed oggetto di contraffazione, bensì alla complessiva attività ed alle complessive “atmosfere” create dalla reclamata.

Concludeva, il Tribunale, rigettando integralmente il reclamo e per l’effetto confermando integralmente l’ordinanza del 30 giugno 2017.

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