Concorrenza sleale e correttezza professionale

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Concorrenza sleale e correttezza professionale

Concorrenza sleale e correttezza professionale: una recente sentenza del Tribunale di Torino si è espressa in tema di concorrenza sleale in ambito assicurativo.

Il socio unico della società di assicurazioni lamentava, a seguito delle dimissioni degli altri due soci, il compimento di “plurimi atti di concorrenza sleale rientranti nelle fattispecie ex art. 2598 n. 3 c.c.”

Sostiene il Tribunale che “Ai sensi dell’art. 2301 c.c. il socio non può, senza il consenso degli altri soci, esercitare un’attività concorrente con quella della società, né partecipare come socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Il divieto vale finché persista il vincolo sociale e decade alla sua cessazione. Rientra nell’autonomia delle parti prevederne una più ampia estensione, ma non consta che nel caso di specie i soci si siano avvalsi di tale facoltà, giacché parte ricorrente non ha fatto valere alcun divieto di concorrenza successivo alla perdita della qualità di socio”

Prosegue indicando che “L’acquisizione, conservazione, consultazione e utilizzo a fini contrattuali” di anagrafiche e polizze dei clienti,  “dopo aver perso la qualità di agenti Y e di soci K., configura pertanto un illecito e, al contempo, una modalità concorrenziale non conforme ai principi di correttezza professionale, pertanto colpita da divieto ex art. 2598 n. 3 c.c..”, definendola “concorrenza parassitaria perché resa possibile dal possesso illecito di informazioni riservate del concorrente“.

Ritine inoltre che “è altresì illecito lo sviamento della clientela, fatto con l’utilizzo delle anzidette informazioni riservate e modalità “aggressive” contrarie alla correttezza professionale”.

Pertanto ha inibito alla società di assicurazione  “di utilizzare, consultare, riprodurre o trasferire a terzi i dati contenuti nelle polizze e ogni altra informazione aziendale e commerciale di proprietà X; il tutto direttamente o tramite soci e/o dipendenti e/o altri ausiliari”, nonché “di continuare in danno di X attività di sviamento della clientela, con particolare riferimento all’utilizzo delle informazioni predette e alla sollecitazione della clientela alla disdetta delle polizze assicurative in corso e alla loro riforma presso altra compagnia assicuratrice”.

Ha infine ordinato “la restituzione del materiale cartaceo in originale e informatico di pertinenza di X rinvenuto presso l’ufficio”.

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