Cancellazione del protesto – nuova Ordinanza ottenuta dallo Studio

Cancellazione del protesto: la vicenda

Cancellazione del protesto: con ricorso ex art. 700 c.p.c. il ricorrente esponeva di aver subìto l’iscrizione nel registro dei protesti presso la Camera di Commercio per l’emissione di assegni senza l’autorizzazione del trattario. Assegni di cui contestava la sottoscrizione, che sarebbe risultata apocrifa  (anche sulla base di una già disposta CTU grafologica che confermava la natura apocrifa della stessa).

Ricorreva, quindi, nei confronti della Banca, rilevando l’inadempimento di questa ai doveri di diligenza “dell’accorto banchiere” e la cancellazione del proprio nominativo dal registro, con ogni necessario ordine a carico della Camera di Commercio, tenutaria del registro.

Le difese della Banca

La Banca si costituiva rilevando, tra l’altro, il difetto di potere in capo a sé di provvedere alla cancellazione, trattandosi di potestà configurata in capo alla Camera di Commercio.

Le valutazioni del Tribunale

Il Tribunale rilevava che:

  •  quanto alla questione di legittimazione, che “in linea generale l’attività della camera di commercio consiste in una mera operazione materiale di verifica della “regolarità dell’adempimento o della sussistenza della illegittimità o dell’errore del protesto”, mentre le contestazioni circa la nullità deltitolo di credito e/o inesistenza del rapporto sottostante come nel caso di specie, involgono la responsabilità della banca convenuta e l’interpretazione costituzionalmente orientata consente al Giudice ordinario di emettere in sede cautelare e di merito ogni eventuale provvedimento“;
  • quanto alla giurisdizione, che “la domanda volta ad ottenere il divieto di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Camera di commercio di un protesto già elevato rientra nella giurisdizione del giudice ordinario“;
  • quanto all’impiego del procedimento ex art. 700 c.p.c., che esso “conserva la sua funzione sussidiaria, non costituendo la possibilità del ricorso al Presidente della Camera di commercio un strumento giurisdizionale autonomo in grado di tutelare nelle medesime forme di urgenza e stabilità il diritto del ricorrente alla sospensione della pubblicazione nel bollettino dei protesti, tanto a maggior ragione nelle ipotesi in cui da un lato si tratta di dichiarazione di illegittimità o erroneità del protesto di assegni bancari e non di titoli cambiari, e dall’altro di contestazioni circa la nullità del titolo di credito e/o inesistenza del rapporto sottostante e non di ipotesi che non rientrano propriamente nei vizi del protesto in sé (illegittimità o errore nel protesto)“.

Conclusioni

Per i motivi esposti, dunque, il Tribunale di Venezia, “ORDINA la cancellazione dal registro informati dei protesti del nominativo del ricorrente, da svolgersi a cura degli uffici competenti della Camera di Commercio“.

 

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