Autonomia del franchisee: nuova sentenza della Cassazione

Autonomia del franchisee: la Corte Suprema di Cassazione si pronuncia con la Sentenza n. 29096 del 13 novembre 2018 in materia di autonomia del franchisee rispetto al franchisor.

L’orientamento già maturato presso la giurisprudenza di merito

Viene accreditandosi, in questo modo, l’orientamento della giurisprudenza di merito che si era già pronunciata in questo senso (segnatamente Trib. Bologna, 28 giugno 2016, per la quale “in mancanza -dell’autonomia, n.d.r.-, qualora si configuri di fatto, attraverso le specifiche previsioni negoziali adottate dai contraenti, una dipendenza dall’affiliante dell’attività e dell’operatività dell’impresa affiliata, viene meno lo “scopo pratico, la sintesi, cioè, degli interessi che lo stesso è concretamente diretto a realizzare (c.d. causa concreta), quale funzione individuale della singola e specifica negoziazione, al di là del modello astratto utilizzato“.

Le statuizioni della Corte di Cassazione

La Sentenza n. 29096 del 13 novembre 2018 matura in ambito tributaristico (si trattava, infatti, della imputabilità alla impresa franchisor di imposte di pubblicità relative ad attività svolte dai franchisee). Ma contiene rilevanti implicazioni civilistiche proprio in materia di autonomia delle parti quale requisito obbligatorio del contratto di franchising, poiché afferma espressamente come “infatti un requisito imprescindibile del contratto di franchising è quello dell’indipendenza economica e giuridica dei soggetti contraenti così come riconosciuto dalla L. n. 129 del 2004, art. 1 che ha tipizzato i requisiti fondamentali di tale tipologia contrattuale“.

Il franchisor dunque è soggetto del tutto autonomo rispetto al franchisee e solo quest’ultimo deve considerarsi responsabile verso i terzi per quanto concerne l’esercizio della propria attività imprenditoriale, compresa l’esecuzione della pubblicità del marchio concesso in godimento“.

Conclusioni sull’indipendenza economica e giuridica del franchisee

A seguire il ragionamento (come si è visto, già sviluppato anche dalla giurisprudenza di merito in tempi recenti) della Corte di Cassazione, pertanto, va necessariamente esclusa l’autonomia e/o l’indipendenza economica e giuridica dei contraenti, con conseguente necessaria declaratoria di invalidità del contratto di franchising, in tutti quei casi nei quali, per effetto di previsioni negoziali o di prassi negoziale invalsa tra le parti, le stesse non godano – o non godano più – della indispensabile indipendenza giuridica e/o economica (si pensi al caso, pure recentemente trattato dalla giurisprudenza di merito, nel quale il franchisor finanzi il franchisee al fine di far sì che quest’ultimo possa effettuare pagamenti al primo).

CONTATTACI PER APPROFONDIMENTI

 

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.