Franchising – il contratto è nullo se il franchisee non è autonomo

Franchising: il Tribunale di Bologna si pronuncia nuovamente, con una recentissima Sentenza, pubblicata il 9 agosto 2016, statuendo la nullità di un contratto di Franchising nell’ambito del quale, ad avviso del Tribunale, era eccessiva l’ingerenza del franchisor nell’attività del franchisee.

Per il Tribunale, infatti, “normativamente si richiede che le attività di impresa dei contraenti, per quanto omologhe e coordinate per effetto del contenuto tipico del contratto di affiliazione commerciale, rimangano autonome, il che presuppone non solo l’assunzione da parte di ciascun soggetto del rischio di impresa, ma anche la possibilità, per ciascun operatore economico e segnatamente per l’affiliato, di assumere e gestire le proprie scelte imprenditoriali in modo indipendente dalla controparte. Il coordinamento tra le imprese di affiliante ed affiliato, pur caratterizzante il tipo contrattuale deve quindi essere attuato comunque in modo da garantire ai due soggetti economici l’indipendenza economica e giuridica di cui all’art. 1 L. 129/2004. L’autonomia economica e giuridica tra le parti del Franchising è dunque elemento di portata causale e fondante della disciplina normativa di cui alla L. 129/2004; essa costituisce il limite oltre il quale i legami e la dipendenza economica fra le imprese di affiliante ed affiliato divengono tali da non consentire più di ravvisare il rapporto di Franchising nei termini in cui, ritenendolo meritevole di tutela e facendolo divenire un tipo negoziale, il legislatore lo ha definito“.

In tale contesto, inoltre, secondo il Tribunale, “Il difetto di una causa concreta del contratto che lo renda compatibile con il negozio tipico disciplinato dalla Legge, comporta la nullità del contratto. Nè un contratto di affiliazione commerciale privo di alcuni degli elementi essenziali prescritti dalla L. 129/2004 a pena di nullità, ove considerato alla stregua di un diverso contratto atipico, potrebbe superare il vaglio di meritevolezza di tutela da parte dell’ordinamento giuridico ex art. 1322 c.c., avendo il legislatore dettato in quell’ambito negoziale  precisi ed inderogabili limiti all’autonomia privata

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L. 6 maggio 2004, n. 129