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Privacy – In G.U. il nuovo Regolamento UE

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Privacy. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Ue il nuovo Regolamento sulla protezione dati personali.

A seguito dell’approvazione del Parlamento Europeo del 14 aprile 2016 – dopo un travagliato iter legislativo durato 4 anni – il 4 maggio 2016 è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea il testo del nuovo Regolamento europeo sulla privacy.

Il Regolamento (UE) 2016/679, “relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati” costituisce l’insieme normativo idoneo a definire un quadro comune in materia di tutela dei dati personali per tutti gli Stati membri dell’UE.

La nuova normativa, infatti, sostituisce la Dir. n. 95/46/CE che per venti anni ha fissato i principi generali cui ogni Stato membro doveva attenersi nella regolamentazione della disciplina interna in tema di trattamento dei dati personali. Il nuovo Regolamento introduce, invece, una legislazione uniforme e valida in tutta Europa, che impone direttamente a tutti i soggetti interessati (imprese, professionisti e pubbliche amministrazioni) una serie rilevante di novità.
Obiettivo delle regole contenute nel documento è quello di adeguare le norme di protezione dei dati ai cambiamenti determinati dall’evoluzione delle tecnologie, considerato che la precedente disciplina risale agli anni novanta cioè ad un’epoca “preistorica” se paragonata allo sviluppo attuale delle nuove tecnologie e di internet.

Al contempo vengono codificati diritti già tutelati dalla giurisprudenza comunitaria, quali il diritto all’oblio, il diritto di rettifica e il diritto di limitazione del trattamento.

Il corpo normativo

Il Regolamento è composto da quasi 100 articoli divisi in 11 Capi (I. Disposizioni generali; II. Principi; III. Diritti dell’interessato; IV. Titolare del trattamento e responsabile del trattamento; V. Trasferimento di dati personali verso Paesi terzi o organizzazioni internazionali; VI. Autorità di controllo indipendenti; VII. Cooperazione e coerenza; VIII. Mezzi di ricorso, responsabilità e sanzioni; IX. Disposizioni relative a specifiche situazioni di trattamento; X. Atti delegati e atti di esecuzione; XI. Disposizioni finali)

L’entrata in vigore

L’art. 99, Reg. n. 2016/679 del 27 aprile 2016 stabilisce però che il Regolamento sarà vigente 20 giorni dopo la pubblicazione in GUUE, per diventare definitivamente applicabile in via diretta in tutti i Paesi UE a partire dal 25 maggio 2018, quando dovrà essere garantito il perfetto allineamento fra la normativa nazionale e le disposizioni del Regolamento.

Per leggere il testo completo del Regolamento clicca qui

 

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Franchising, un caso di nullità del contratto

Franchising: nuova Sentenza del Tribunale di Bergamo

Franchising: è nullo, secondo il Tribunale di Bergamo, il contratto di franchising (Legge 129/2004) nel quale non siano chiaramente indicate le royalties da corrispondere al franchisor. Il contratto sarebbe invalido, in questo caso. per l’inosservanza della disposizione dell’art. 1346 c.c. in materia di determinabilità dell’oggetto, in mancanza della quale si profila, appunto, la nullità dell’obbligazione e, dunque, dell’intero contratto: infatti, “una clausola contenuta in un contratto di franchising secondo la quale è del tutto indeterminato, e, comunque, rimesso alla totale discrezionalità dell’affiliante, il corrispettivo dovuto all’affiliato per le proprie prestazioni, non può che violare integralmente il disposto dell’art. 1346 c.c.” Così ha stabilito il Tribunale di Bergamo, sezione terza civile, con la Sentenza n. 1121/2016, pubblicata il 5 aprile 2016 ( e qui di seguito allegata) con la quale ha revocato un decreto ingiuntivo per la nullità integrale del contratto di franchising sottostante tra le parti.

LEGGI LA SENTENZA INTEGRALE

Nullità del contratto per indeterminabilità dell’oggetto: la vicenda

Con atto di citazione in opposizione, la parte attrice ha chiesto “la revoca (del decreto ingiuntivo opposto) in ragione dell’invalidità o della risolubilità del contratto di franchising“, mentre precedentemente, per l’emissione del decreto, la parte ricorrente aveva prodotto monitoriamente delle fatture, a sostegno dell’esistenza del contratto e quindi del credito fatto valere. Tuttavia le ragioni sostenute dalla ricorrente, non costituitasi in giudizio e dichiarata contumace, non convincono il Tribunale di Bergamo: il giudice ha evidenziato che “deve concludersi per la sua inevitabile nullità integrale non essendo stato osservato l’art. 1346 c.c. in materia di determinabilità dell’oggetto”, inoltre la previsione contrattuale secondo la quale “le provvigioni spettanti all’Affiliato potranno in ogni caso essere specificatamente determinate ad insindacabile giudizio dell’Affiliante” è in totale contrasto con l’art. 1346 c.c. in quanto “esclude un corrispettivo direttamente percepito dall’affiliato prevedendo la rimessione dei clienti all’affiliante, e, dall’altro, il corrispettivo riconosciuto per il medio di questi viene individuato in totale discrezionalità e insindacabilità da parte dell’affiliante”.

Ne consegue, secondo il Tribunale, la nullità integrale del contratto per indeterminabilità dell’oggetto e dunque di un elemento essenziale dello stesso.

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Franchising: i doveri del Franchisor

Nuova sentenza sul Franchising e sulla risoluzione del contratto per inadempimento

Deve essere risolto per inadempimento contrattuale il rapporto di franchising tra affiliato ed affiliante, nel momento in cui quest’ultimo viene meno agli elementi contenutistici previsti dalla Legge Franchising (Legge 129/2004), elementi essenziali e necessari al fine di realizzare l’integrazione tra franchisor e franchisee, secondo quanto previsto dall’art. 3, co. 4, della Legge stessa. A stabilirlo la recentissima sentenza n. 1324/2016, pubblicata in data 21 aprile 2016, emessa dal Tribunale di Velletri: infatti le caratteristiche dei servizi offerti dal franchisor in termini di assistenza tecnica e commerciale, progettazione ed allestimento, formazione, costituiscono, al pari del trasferimento del know-how, le componenti principali del contratto.

Formazione e obblighi di assistenza: elementi imprescindibili del Franchising

La vicenda ha visto coinvolte, e legate tra loro da rapporto di affiliazione commerciale, una nota azienda ramificata in tutto il territorio nazionale, che offre servizi di intermediazione immobiliare, leader nel settore e con marchio forte e riconosciuto, nella veste di franchisor; e una agenzia immobiliare con sede ad Anzio. La società affiliata nella rete di affiliazione commerciale citava in giudizio il franchisor affinchè venisse accertato il grave inadempimento contrattuale, consistente nella “mancata formazione del personale, mancata pubblicazione degli annunci immobiliari sulla rivista nazionale della affiliante, difficoltà di funzionamento del sistema informatico gestionale delle agenzie immobiliari affiliate, fornito dalla affiliante, per il quale venivano richiesti indebitamente costi aggiuntivi, e quindi risolto il contratto, ragioni che hanno trovato accoglimento nella recentissima pronuncia (LEGGI LA SENTENZA).

                                                                                                                                                        Sentenza n. 1324/2016

Infatti, ha stabilito il Tribunale che, oltre al trasferimento del know-how, marchio e insegna, gli ulteriori obblighi assunti dal franchisor, sono quelli di “formazione e pubblicitari (rivista e sito internet) della attività e degli annunci di vendita/locazione immobiliare della affiliata, senza ulteriori costi per l’affiliato“, obblighi che costituiscono “una prestazione obbligatoria e non carico degli affiliati“. Il Giudice ha poi statuito che “deve considerarsi corretto il comportamento della attrice che […] negava la corresponsione della “royalty” avvalendosi della eccezione di inadempimento ex art. 1460 c.c.“.

Alla luce di tali considerazioni il Tribunale di Velletri ha risolto il sottostante contratto di franchising tra le parti, e compensato le spese di lite tra le parti per aver parte attrice continuato ad utilizzare, illegittimamente, il marchio e l’insegna della convenuta.

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