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Indennizzo diretto: la Cassazione delinea i limiti alle spese legali risarcibili.
Cassazione Civile, sez. III, sentenza 29/05/2015 n° 11154

Indennizzo diretto: non risarcibili le spese legali se l’assicurato accetta la proposta dell’assicurazione

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Mezzo milione di sanzioni a quattro operatori di commercio elettronico per mancata consegna prodotti

Autorità Garante: sanzionati operatori del commercio elettronico per mancata consegna di prodotti

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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria.

Articolo tratto da Diritto.it, per leggere testo completo clicca qui

“La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno approvato; IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Promulga la seguente legge: Art. 1 1. Il decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83, recante misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria, e’ convertito in legge con le modificazioni riportate in allegato alla presente legge. 2. L’articolo 3 del decreto-legge 4 luglio 2015, n. 92, e’ abrogato. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti salvi gli effetti prodottisi e i rapporti giuridici sorti sulla base del medesimo articolo 3 del decreto-legge n. 92 del 2015. 3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.”

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Poste italiane multate per conflitto di interessi

Articolo tratto da Il Fatto Quotidiano, clicca qui per leggere l’articolo originale.

 

“Le Poste Italiane sono state multate per aver violato l’obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza nel valutare l’adeguatezza degli investimenti. Secondo Consob, il gruppo pubblico che si appresta a sbarcare in Borsa ha venduto ai clienti i prodotti finanziari che voleva spingere per massimizzare le commissioni incassate, senza tener conto delle loro esigenze. Infrangendo le norme che regolano i conflitti di interessi. Per questo l’authority ha sanzionato l’ex amministratore delegato Massimo Sarmi e altri dirigenti, in solido con Poste, per un totale di 60mila euro. Multa poco più che simbolica, anche se i comportamenti censurati sono passibili di aver danneggiato i risparmiatori.

Infatti, si legge nella delibera dell’autorità di vigilanza sui mercati finanziari di cui Il Fatto Quotidiano aveva dato notizia lo scorso dicembre, la società ha compiuto “scelte strategiche, riflesse nei documenti riguardanti la pianificazione commerciale ed i sistemi di incentivazione, tali da orientare, in assenza di adeguata valorizzazione degli effettivi bisogni della clientela, la propria attività di commercializzazione su specifici prodotti o categorie di prodotti (prevalentemente caratterizzati da elevate commissioni up-front)”.

Dalle verifiche è emerso “il ricorso a disinvestimenti anticipati della clientela (effettuati prima della naturale scadenza del prodotto finanziario) anche di carattere massivo (…) strumentali alla utilizzazione delle risorse da essi rivenienti per l’acquisto di altri prodotti “a budget” in collocamento, determinando così un “effetto sostituzione” degli strumenti finanziari collocati presso gli investitori (c.d. switch), senza che si tenesse conto delle esigenze degli investitori”.

Poste si rivarrà su manager chiamati in causa dalla Consob, che ha comminato 20mila euro di multa a Sarmi, ex numero uno dell’azienda passato nel frattempo alla guida della Milano Serravalle, 14 mila euro al responsabile Bancoposta Paolo Martella, 7mila euro a Paolo Marchese, all’epoca responsabile Mercato privati, 6mila euro a Dario Sciacca, responsabile commerciale Privati, e 5mila euro a Francesca Sabetta, responsabile Prodotti finanziari”.