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Critiche al DDL sulle semplificazioni amministrative in materia di permessi a costruire in aree coperte da vincoli

DDL Semplificazioni amministrative: che succederà per i permessi a costruire nelle zone soggette a vincoli?

Giorni roventi per il Ministero dei Beni Culturali. Dopo la notizia dell’eliminazione, dal disegno di legge sulle semplificazioni amministrative, del silenzio-rifiuto nei casi in cui venga richiesto un permesso per costruire in luoghi in cui sussistano vincoli ambientali, paesaggistici e culturali, si è scatenata una vera e propria ondata di critiche.

Protagoniste sono state le principali associazioni ambientaliste e culturali tra le quali Legambiente e Comitato per la Bellezza. Queste ritengono che le nuove norme, cancellando il silenzio rifiuto, diano attraverso il silenzio-assenso una tacita autorizzazione a costruire nelle aree coperte da vincoli. Il Presidente di Legambiente, Vittorio Cogliati Dezza ha dichiarato che questa è “una vera e propria follia che rischia di portare un nuovo sacco del patrimonio culturale italiano”. Anche il presidente del Comitato per la Bellezza, Vittorio Emiliani, ha espresso il proprio disappunto in merito facendosi portatore di un appello sottoscritto anche da illustri personaggi del mondo della cultura. Immediata è stata la risposta dei vertici del Ministero dei Beni Culturali i quali hanno assicurato che nel disegno di legge “non c’è nessuna diminuzione del livello di tutela del paesaggio dei beni culturali” al contrario “obbedendo a un principio generale di trasparenza della funzione pubblica, ha solo ribadito il diritto del cittadino ad avere in ogni caso una risposta espressa e motivata (negativa o positiva) sulla propria domanda di permesso di costruire o sulle altre istanze che presenti all’amministrazione”.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Ancora incognite sulla nuova Autorità dei trasporti

Autorità dei trasporti

Dopo la sua nascita, attuata a gennaio dal Decreto Cresci Italia ed accolta con grande entusiasmo sia dai tecnici che dal mondo politico, l’Autorità dei Trasporti ha registrato un lungo periodo di stallo.

Questo è dovuto all’indecisione creatasi in Parlamento per la nomina dei membri dell’organo direttivo. Infatti, pare che la motivazione di tanta lungaggine sia dovuta ai veti incrociati dei due partiti maggioritari emersi dopo l’audizione dei membri designati dal Governo (i quali erano stati individuati in Mario Sebastiani come presidente e Barbara Marinali e Pasquale De Lise come membri). Pertanto ad oggi si è creata una situazione di stallo e di incertezza, aumentata ancor di più da recentissime indiscrezioni che riportano come possibile la nomina di Vito Riggio ai vertici dell’Autorità dei Trasporti (presidente dell’Enac). Sarà vero? E nel caso lo fosse, sarebbe la scelta migliore per il nuovo organismo indipendente? Ai posteri l’ardua sentenza.

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Privacy: nuove norme per la pubblicità?

Nuove norme in materia di Privacy dal DDL semplificazioni bis

Il nuovo DDL semplificazione esclude dalla tutela del Codice della privacy le partite IVA (inclusi liberi professionisti, imprese individuali ed artigiani). Se la norma venisse promulgata avrebbe come effetto, tra gli altri, quello di rendere nuovamente possibile la trasmissione di pubblicità a mezzo fax ed email.

Il Garante della Privacy ha espresso le proprie preoccupazioni in quanto la norma non è conforme a quanto previsto dalla normativa europea. Infatti, qualora il Parlamento non correggesse il testo del DDL, il Garante della Privacy ha già anticipato che solleverà la questione in sede comunitaria. Di seguito il testo del comunicato pubblicato il 16 ottobre u.s. sul sito del Garante:

«L’Autorità garante per la protezione dei dati personali esprime forti preoccupazioni sul testo del Ddl semplificazioni, approvato oggi dal Governo, nella parte relativa alle norme sulla privacy.

Escludere dall’applicazione del Codice in materia di dati personali coloro che agiscono nell’esercizio dell’attività imprenditoriale, anche individuale, anziché semplificare la vita degli imprenditori li priva, in quanto persone fisiche, di ogni garanzia rispetto al trattamento dei loro dati, anche delicatissimi, e si pone in contrasto con la Direttiva europea. Ove il testo venisse confermato, l’Autorità garante si vedrebbe costretta a sollevare la questione in sede comunitaria.

L’Autorità condivide la necessità di ridurre gli oneri a carico delle imprese, ma ritiene che le semplificazioni possano e debbano essere realizzate in forme che non sottraggano tutele, ma agevolino effettivamente l’attività imprenditoriale.

Le continue modifiche alla disciplina della protezione dei dati personali, operate in maniera non organica, rischiano peraltro di determinare difficoltà applicative e dubbi interpretativi tali da vanificare le stesse finalità di semplificazione che si intendono perseguire, come dimostrano gli effetti di alcune recenti modifiche apportate al Codice privacy.

L’Autorità auspica, quindi, che il Parlamento possa correggere il testo conformandolo alle norme europee»

Luca Valerio – Studio Legale Adamo

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H3G affitta due rami d'azienda

Affitto di nuovi rami d’azienda per H3G

 

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’11 luglio 2012, si è espressa in merito all’affitto di due rami d’azienda da parte della Società H3G, attiva nel mondo delle telecomunicazioni.

Le operazioni erano volte ad ottenere la disponibilità di due locali commerciali (di cui uno presso il Centro Commerciale “San Martino 2” di Novara, e l’altro nello “Shopville Gran Reno” di Bologna) per ottimizzare la rete commerciale di H3G ed erano soggette all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16, comma 1 della L. 287/90. Dopo un’attenta valutazione delle due operazioni l’Agcm ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4 della L. 287/90, ritenendo che le operazioni non determinassero la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Affitto di quattro rami d'azienda per H3G

Quattro nuovi rami d’azienda per H3G

 

In data 8 agosto 2012, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato è stata chiamata a pronunciarsi in merito a quattro nuove operazioni di concentrazione poste in essere da H3G S.p.A., società attiva nel settore delle telecomunicazioni.

Le operazioni, che hanno ad oggetto l’affitto di quattro rami d’azienda (il primo costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro Commerciale di Cesano Boscone (MI); il secondo costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro commerciale di Vimodrone(MI); il terzo costituito da un esercizio commerciale sito nel “Centro Lame” di Bologna; il quarto costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro Commerciale “Gli orsi” di Biella), costituiscono delle concentrazioni, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della Legge 287/1990, e sono soggette all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16 della stessa Legge. L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, dopo un’attenta valutazione delle operazioni ed anche a seguito del parere favorevole espresso dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, ha ritenuto che le operazioni in esame non determinassero la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, pertanto ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della legge n. 287/1990.

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Affitto di quattro rami d'azienda per H3G

Novità in casa H3G

In data 8 agosto 2012, l’Autorità Garante della concorrenza e del mercato è stata chiamata a pronunciarsi in merito a quattro nuove operazioni di concentrazione poste in essere da H3G S.p.A., società attiva nel settore delle telecomunicazioni.

Le operazioni, che hanno ad oggetto l’affitto di quattro rami d’azienda (il primo costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro Commerciale di Cesano Boscone (MI); il secondo costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro commerciale di Vimodrone(MI); il terzo costituito da un esercizio commerciale sito nel “Centro Lame” di Bologna; il quarto costituito da un esercizio commerciale sito nel Centro Commerciale “Gli orsi” di Biella), costituiscono delle concentrazioni, ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della Legge 287/1990, e sono soggette all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16 della stessa Legge. L’Autorità Garante della concorrenza e del mercato, dopo un’attenta valutazione delle operazioni ed anche a seguito del parere favorevole espresso dall’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, ha ritenuto che le operazioni in esame non determinassero la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, pertanto ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della legge n. 287/1990.

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Rcs Media Group S.p.A. assume il controllo esclusivo dell'Editoriale Trentino Alto Adige S.r.l.

L’Agcm non avvia l’istruttoria nei confronti di RCS

 

La Società RCS MediaGroup S.p.A., operante nel settore dell’editoria quotidiana con contenuto informativo generale, ha posto in essere un’operazione di concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b) della Legge 287/90.

Tale concentrazione consiste nell’acquisizione da parte di RCS del 50% del capitale sociale dell’Editoriale Trentino Alto Adige S.r.l. e quindi fa sì che RCS passi dal controllo congiunto al controllo esclusivo dell’impresa. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’8 agosto 2012, stante anche il parere favorevole dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della legge n. 287/90, poiché l’operazione non determina la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, tale da eliminare o ridurre in modo sostanziale o durevole la concorrenza.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Ferrero acquisisce imprese del Gruppo Stelliferi

Il Gruppo Ferrero acquisisce il controllo di diverse società del Gruppo Stelliferi

 

Il Gruppo Ferrero ha posto in essere un’operazione di concentrazione, ai sensi dell’art. 5 comma 1, lettera b), della L. 287/90, soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva.

Nella specie l’operazione riguardava l’acquisizione del controllo esclusivo di diverse società del Gruppo Stelliferi, attive nell’acquisto e nella vendita di nocciole allo stato naturale, nonché del controllo congiunto delle società del Gruppo Stelliferi attive nella vendita di prodotti semilavorati a base di nocciola. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’8 agosto 2012, ritenendo che l’operazione in esame non determinasse la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sui mercati interessati, ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’articolo 16, comma 4, della legge n. 287/90.

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Aelia acquisisce il controllo esclusivo di ADR RETAIL

La società di diritto Francese Aelia acquisisce il controllo esclusivo di ADR Retail

 

 

La Società di diritto francese Aelia SAS, soggetta al controllo esclusivo di Legardère Services SAS, ha posto in essere un’operazione di concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della legge n. 287/90.

Tale concentrazione, soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva ai sensi dell’art. 16, comma 1, L.287/90, ha avuto ad oggetto l’acquisizione del controllo esclusivo di ADR Retail (società controllata da Aeroporti di Roma S.p.A. ed operante nell’attività di vendita al dettaglio di prodotti in regime duty free e duty paid) mediante l’acquisto dell’intero capitale sociale. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, nella sua adunanza del 6 settembre 2012, dopo aver valutato gli effetti dell’operazione in discorso, ha ritenuto che la stessa non determinasse la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato, pertanto ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della Legge 287/90.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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E' reato utilizzare l'auto sottoposta a fermo amministrativo

E’ reato utilizzare l’auto sottoposta a fermo amministrativo

La Corte di Cassazione Penale torna sulla vexata quaestio dell’interpretazione dell’art. 5 c.p. (ignoranza della legge penale) e dell’art. 349 c.p. (violazione dei sigilli) con riferimento all’utilizzazione dell’automobile sottoposta a fermo amministrativo.

Nel caso di specie il dubbio interpretativo nasceva dal fatto che sull’auto sottoposta a sequestro non (sempre) vengono fisicamente apposti i sigilli.

Il recente intervento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione, sentenza n. 5385/2010, aveva fugato ogni dubbio statuendo che il reato di violazione di sigilli è configurabile anche quando la condotta tipica abbia riguardo sigilli apposti per impedire l’uso illegittimo della cosa.

Pertanto la Corte di Cassazione, Sez. III penale, con sentenza 18.07.2012 n° 28979, aderendo alla interpretazione delle sezioni unite, ha statuito che il custode dell’autovettura sottoposta a fermo amministrativo non può invocare l’errore scusabile sulla interpretazione della norma incriminatrice ed in particolare che l’incertezza derivante da contrastanti orientamenti giurisprudenziali nella interpretazione e applicazione di una norma, non configura (sa sola) la condizione soggettiva di ignoranza inevitabile della legge penale. Al contrario, il dubbio sulla liceità o meno deve di una determinata condotta deve indurre il soggetto ad un atteggiamento più prudente e volto alla esclusione di qualsiasi dubbio in ordine alla liceità del proprio contegno.

Luca Valerio – Studio Legale Adamo