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Vendita di prodotti cosmetici

Alterazione concorrenziale nel settore della vendita al dettaglio di prodotti cosmetici

 

Con Provvedimento n. 23792 del 2 agosto 2012 l’Agcm ha rideterminato gli importo delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate a diverse società tra cui figurano anche le società Henkel Italia S.p.a, Protecter & Gamble s.r.l., Colgate-Palmolive S.p.a., Uniliver Italia Holdings S.r.l., Body Care Italy S.p.a., L’Oreal Italia S.p.a., L.Manetti & Roberts & Co. S.p.a., Johnson&Johnson S.p.a., Paglieri Profumi S.p.a.. Dette società, operanti nel settore della commercializzazione di prodotti cosmetici, erano state condannate, insieme con molte altre, al pagamento, ciascuna, di una sanzione amministrativa pecuniaria, per aver costituito un’intesa restrittiva della concorrenza ai sensi dell’art. 101 del TFUE, avente ad oggetto

la totale alterazione del confronto concorrenziale nel settore dei prodotti cosmetici commercializzati attraverso il canale della Grand Distribuzione Organizzata. In seguito a numerose sentenze del Tar del Lazio dell’11 aprile 2012, intervenute tutte in accoglimento parziale dei ricorsi presentati dalle società sanzionate, il provvedimento sanzionatorio dell’Autorità Garante sopra indicato veniva annullato per la parte relativa alla quantificazione della sanzione irrogata alle ricorrenti. In particolare, il Tar Lazio stabiliva che “ la valutazione della gravità operata dall’Autorità in relazione alla sanzione base deve essere ridotta, in modo proporzionale, in ragione del 25% della percentuale del valore delle vendite applicata all’atto impugnato”. Così statuendo, il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio ha rimesso alla stessa Autorità Garante il compito di ricalcolare le sanzioni irrogate alle parti ricorrenti, secondo il criterio indicato nelle sentenze. Conseguentemente, ed i applicazione del criterio individuato dal Giudice, l’Agcm, con il provvedimento n. 23792 del 2 agosto 2012, ha proceduto a ridurre per ciascuna delle parti ricorrenti, la sanzione irrogata.

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

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La tutela delle foto pubblicate su facebook

La tutela delle foto pubblicate su facebook

A tenore delle “Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità“, le foto pubblicate sul popolare social network vengono cedute a Facebook con una “licenza non esclusiva, trasferibile, che può essere concessa come sottolicenza, libera da royalty e valida in tutto il mondo”, denominata “Licenza IP”. Pertanto le immagini ivi pubblicate possono legittimamente essere utilizzate, gratuitamente, purché vengano menzionati il nome del fotografo (ovvero della ditta da cui il fotografo dipende o del committente, ex art. 88 della LDA), l’anno di produzione della fotografia, il nome dell’autore dell’opera d’arte fotografata (sempreché tali informazionisiano state da Lei inserite nella foto pubblicata su facebook).

Vi è di più, tale licenza è estesa anche ai soggetti non iscritti a Facebook e si può estendete anche oltre la data di cancellazione dell’account facebook, infatti le “Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità” prevedono che

«La Licenza IP termina nel momento in cui l’utente elimina il suo account o i Contenuti IP presenti sul suo account, a meno che tali contenuti non siano stati condivisi con terzi e che questi non li abbiano eliminati.

 

Quando l’utente elimina Contenuti IP, questi vengono eliminati in modo simile a quando si svuota il cestino del computer. Tuttavia, è possibile che i contenuti rimossi vengano conservati come copie di backup per un determinato periodo di tempo (pur non essendo visibili ad altri).

Quando l’utente usa un’applicazione, questa può richiedere l’autorizzazione dell’utente per accedere a contenuti e informazioni condivise da altri. Le applicazioni devono rispettare la privacy dell’utente, ed è l’accordo accettato al momento dell’aggiunta dell’applicazione che controlla il modo in cui l’applicazione può utilizzare, archiviare e trasferire i contenuti e le informazioni. Maggiori informazioni sulla Piattaforma, incluse quelle riguardanti il controllo sulle informazioni che gli altri utenti possono condividere con le applicazioni, sono disponibili nella nostra Normativa sull’utilizzo dei dati e alla Pagina della Piattaforma.

Quando l’utente pubblica contenuti o informazioni usando l’impostazione “Pubblica”, concede a tutti, anche alle persone che non sono iscritte a Facebook, di accedere e usare tali informazioni e di associarle al suo profilo (ovvero al suo nome e alla sua immagine).

I commenti o i suggerimenti degli utenti relativi a Facebook sono sempre benvenuti. Tuttavia, l’utente deve essere al corrente del fatto che potremmo usarli senza alcun obbligo di compenso nei suoi confronti (allo stesso modo in cui l’utente non è obbligato a fornirli)».

Vi sono due soluzioni per ovviare al problema. La prima è quella di “marchiare la foto” con una scritta (Ad esempio “© Nome Autore” ovvero “www.nomesitoautore.it”) in modo tale da renderla inutilizzabile per il plagio. Un’altra soluzione potrebbe essere quella di riprodurre una miniatura della foto di qualità molto bassa, con un link esterno a facebook che punta verso l’immmagine di qualità superiore. In entrambi i casi nessuno potrà leggittimamente “sottrarre” l’opera, in quanto non ricade nella “Licenza IP”.

Luca Valerio, Studio Legale Adamo

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Frecciarossa 1000 – da Milano a Roma in 2:20

Frecciarossa 1000 – da Milano a Roma in 2:20

Roma-Milano in due ore e venti minuti. Non è il claim di una compagnia aerea ma il tempo per collegare le due città con il nuovo “Frecciarossa 1000″.

Il Frecciarossa 1000 è stato presentato, domenica 19, al Meeting di Comunione e liberazione di Rimini. Alla cerimonia ha partecipato il premier Mario Monti che ha visitato il mock up a grandezza naturale del treno che inizierà a circolare con i primi esemplari dal 2014. Con una velocità massima di 400 Km/h il Frecciarossa 1000 innalzerà la velocità commerciale sulla rete AV italiana a 360 km/h.

A tenore di quanto pubblicato da il Sole 24 Ore online “Frecciarossa 1000 punta a imporsi sul mercato europeo dell’Alta velocità ferroviaria. Il nuovo treno sarà bidirezionale, con due cabine di guida alle estremità e avrà la trazione multitensione, ossia in grado di utilizzare le differenti tipologie di alimentazione elettrica in uso sulla rete europea. Frecciarossa 1000 potrà viaggiare su tutte le reti Av d’Europa (Francia, Germania, Spagna, Austria, Svizzera, Olanda e Belgio), adattandosi in maniera rapida ai diversi sistemi di segnalamento e di alimentazione elettrica di ogni Paese”.

 

Il treno più veloce mai prodotto in serie in Europa è… made in Italy.

Luca Valerio – Studio Legale Adamo

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Oviesse S.p.A acquista ramo d'azienda di un affiliato

Oviesse S.p.A acquista ramo d’azienda di un affiliato

Con il provvedimento n. 23819 dell’8 agosto 2012, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa in merito all’acquisizione di un ramo di azienda da parte di Oviessae S.p.A., società interamente controllata da Gruppo Coin S.p.A..

Il ramo d’azienda oggetto di acquisizione, sito in Canicattì e di proprietà della Moda service S.r.l., risultava essere già affiliato in un rapporto di franchising con Oviesse S.p.A. e quindi già sottoposto al controllo dello stesso. L’operazione, pertanto, è stata ritenuta non comportare mutamenti nell’assetto di controllo e non costituire una concentrazione ai sensi dell’articolo 5 della L. 287/90. L’Agcm ha così deliberato il non luogo a provvedere.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Otis servizi s.r.l. acquisisce Baruffi Ascensori

Otis servizi s.r.l. acquisisce Baruffi Ascensori

Nella sua adunanza dell’11 luglio 2012, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata in merito all’acquisizione da parte di Otis Servizi S.r.l., del controllo di Baruffi Ascensori S.r.l..

L’operazione si configurava come una concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della legge 287/90 ed era pertanto soggetta all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16. Il mercato interessato dall’operazione è quello degli impianti di trasporto orizzontale e verticale, ovvero ascensori, montacarichi, scale mobili ecc.. Dopo un’attenta valutazione, l’Agcm ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4, della Legge n. 287/90, visto che l’operazione non comportava la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante nei mercati interessati.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

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H3G affitta due rami d'azienda

H3G affitta due rami d’azienda

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza dell’11 luglio 2012, si è espressa in merito all’affitto di due rami d’azienda da parte della Società H3G, attiva nel mondo delle telecomunicazioni.

Le operazioni erano volte ad ottenere la disponibilità di due locali commerciali (di cui uno presso il Centro Commerciale “San Martino 2” di Novara, e l’altro nello “Shopville Gran Reno” di Bologna) per ottimizzare la rete commerciale di H3G ed erano soggette all’obbligo di comunicazione preventiva disposto dall’art. 16, comma 1 della L. 287/90. Dopo un’attenta valutazione delle due operazioni l’Agcm ha deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4 della L. 287/90, ritenendo che le operazioni non determinassero la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante sul mercato interessato.

Dott.ssa Giorgia Mariani

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Abolite le tariffe professionali – Nuovi criteri di liquidazione

Abolite le tariffe professionali – Nuovi criteri di liquidazione

Il Decreto Legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla Legge 24 marzo 2012, n. 27, ha introdotto importanti riforme, tra l’altro, nel settore delle libere professioni. In particolare il D.L. n. 1/12 ha deabolito le tariffe professionali, ha introdotto l’obbligo, su richiesta del cliente, di pattuire un compenso (non necessariamente scritto) per l’incarico nonché l’obbligo di assicurazione professionale. La norma abrogata, però, disponeva che il giudice dovesse riferirsi alle tariffe nella liquidazioni delle spese legali nel caso di soccombenza.

In assenza di pattuizione sul compenso, però, l’abolizione delle tariffe ha generato una vacatio legis (vuoto normativo) in quanto la magistratura si è trovata priva di qualsiasi criterio per la liquidazione delle spese di giustizia. Pertanto in attesa del D.M. per i criteri di liquidazione i giudici hanno applicato gli usi, e quindi il vecchio tariffario.

Il 20 luglio 2012 u.s. è stato finalmente adottato il Decreto del Ministero della Giustizia, n. 140, entrato in vigore il 23 agosto u.s. che determina i parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della Giustizia.

In particolare:

 

A) Viene abolita la distinzione tra diritti e onorari

B) L’attività giudiziale (penale, civile, amministrativa e tributaria) è distinta in fasi:
1. Fase di studio (art. 11, co. 3)
2. Fase di introduzione del procedimento (art. 11, co. 4)
3. Fase istruttoria (art. 11, co. 5)
4. Fase decisoria (art. 11, co. 6)
5. Fase esecutiva (art. 11, co. 7)

C) Il Giudice può sempre aumentare o diminuire il compenso (purché motivi la decisione)

E) il valore della controversia viene determinato a norma dell’art. 10 c.p.c. ma nei giudizi di pagamento somme, anche a titolo di danno, occorre avere riguardo alla somma attribuita alla parte vincitrice e non alla somma domandata. Qualora il valore della controversia risulti manifestatamente diverso dalla somma liquidata alla parte vincitrice si avrà riguardo al valore effettivo della controversia (con riferimento agli interessi delle parti).

F) Favore per la conciliazione:
1.Quando l’attività stragiudiziale si conclude con una conciliazione il compenso è aumentato fino al 40% (ex art. 3, co. 3)
2.Quando l’attività giudiziale si conclude con una conciliazione il compenso è aumentato fino al 25% (ex art. 4, co. 5)

 

Allegate al D.M. 140/2012 vi sono alcune Tabelle con i parametri specifici per la determinazione del compenso dei professionisti, ed in particolare:

Avvocati

Dottori commercialisti ed esperti contabili

Notai

Professioni dell’area tecnica

Agli occhi dei meno esperti potrebbe sembrare che i criteri introdotti facciano “rientrare dalla finestra” le tariffe abolite. Tale consiederazione potrebbe avere anche un qualche fondamento nella misura in cui i criteri indicati nelle tabelle sono stati ricavati, in parte, proprio dalle tariffe abolite. La critica, però, non ha fondamento in quanto, per forza di cose, non vi sono fonti consuetudinarie dalle quali poter ricavare criteri di quantifcazione diversi dalle abrogate tariffe, che hanno regolato per anni il compenso degli avvocati.

Luca Valerio – Studio Legale Adamo

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Gare Assicurative ASL

Gare assicurative ASL e aziende ospedaliere campane

Con provvedimento n. 23793 del 2 agosto 2012, l’Agcm ha rideterminato l’importo delle sanzioni amministrative pecuniarie irrogate alle società HDI Gerling Versicherung AG (Gerling), Navale Assicurazioni S.p.a (Navale) e Primogest S.r.l. (Primogest), per aver realizzato un’intesa restrittiva della concorrenza avente ad oggetto la ripartizione e l’alterazione del confronto concorrenziale nell’ambito degli affidamenti del servizio assicurativo RTC/RCO per ASL e AO campane. La rideterminazione dell’importo delle sanzioni irrogate fa seguito alla sentenza del TAR del Lazio n. 6044, del 3 luglio 2012, in cui veniva disposto, in parziale accoglimento del ricorso di Gerling e UGF, e in parziale accoglimento del ricorso di Primogest, l’annullamento del summenzionato provvedimento per la parte relativa alla quantificazione delle sanzioni irrogate alla luce della “rilevata illegittimità della determinazione dell’incremento del 10% ed alla necessaria riconduzione al valore massimo dell’importo relativamente al fatturato del 2010”.

Nel dettaglio, il TAR del Lazio ha ritenuto illegittimo il calcolo della soglia legale massima, di cui all’art. 15 della legge n. 287/90, effettuato dall’Autorità Garante con riferimento al fatturato del 2009, in quanto, lo stesso, sarebbe dovuto essere calcolato in riferimento ai bilanci del 2010. Conseguentemente, il TAR, annullando il provvedimento dell’Agcm n. 22838/2011, (limitatamente alla parte in cui venivano calcolate le entità delle delle sanzioni irrogate con l’incremento del 10% dell’importo base sanzionatorio, ed alla parte in cui gli stessi venivano computati al fatturato 2009), demandava all’Autorità Garante la rideterminazione degli importi. Alla luce di quanto sopra, pertanto, le sanzioni sono state ricalcolate nella misura di € 5.335.185 per la Gerling, €4.973.789 per la UGF ed € 186.980 per la Primogest.

Dott.ssa Sandra Sammartino

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