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Sanzionate RFI e Trenitalia per abuso di posizione dominante

RFI e Trenitalia impedivano l’attività di Arenaways mediante una serie di azioni delle proprie controllate

L’AGCM ha condannato le società Reti Ferroviarie Italiane e Trenitalia, (entrambe controllate da FS) ad una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 200.000 €, per abuso di posizione dominante. Secondo quanto rilevato, le controllate del gruppo FS avrebbero ostacolato l’ingresso della società Arenaways nel trasporto ferroviario passeggeri, in particolare nella tratta Torino-Milano. Nel dettaglio, pare che RFI, abbia adottato comportamenti dilatori rispetto alle richieste di Arenaways concernenti l’assegnazione delle tracce. Risulterebbe, infatti, che le richieste avanzate da Arenaways nel 2008, siano state effettivamente soddisfatte solamente nel novembre del 2010 e, per di più, attraverso l’assegnazione di tracce che risultavano interdette ad effettuare fermate intermedie perché ritenute, secondo una decisione della URSF (Ufficio per la Regolazione dei Servizi Ferroviari), lesive dell’equilibrio dei contratti di servizio.

Tuttavia, dalle rilevanze acquisite, è emerso anche che la decisione presa dalla URSF, risultava veicolata dalla stessa Trenitalia, la quale avrebbe rappresentato in modo non corretto i fatti per orientare la decisione del regolatore a proprio favore. Trenitalia avrebbe infatti fornito dati assai alterati circa l’analisi di compromissione dell’equilibrio finanziario, tali da condurre l’URSF a rigettare la richiesta di fermate intermedie fra Milano e Torino. Inoltre, la stessa, avrebbe utilizzato i propri treni commerciali e quelli programmati per i contratti di servizio in modo strategicamente strumentale all’ampliamento ed alla modulazione della propria offerta, così da imporsi e sovrapporsi in modo assai importante, in termini di orari e percorsi, ai servizi che la nuova Arenaways intendeva prestare. Pertanto, insieme con la sanzione irrogata, l’AGCM ha altresì diffidato il gruppo a mettere in atto in futuro comportamenti analoghi, ostativi all’apertura del mercato.

 

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

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Distribuzione gas e intese restrittive

Distribuzione gas: antitrust sanziona 2Igas, linea distribuzione e le loro controllanti per intesa restrittiva della concorrenza

A seguito di una approfondita istruttoria, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha rilevato l’esistenza di una intesa restrittiva della concorrenza messa appunto da due società attive nella distribuzione di gas naturale in circa 300 comuni italiani. Si tratta, in particolare di 2iGas (già E.ON Rete) e di LD (Linea Distribuzione), quest’ultima operante nelle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Padova, Parma, Pavia e Vicenza. È stato accertato che le due società e le loro controllanti, pur potendo competere autonomamente facendosi concorrenza fra loro, abbiano partecipato alla gara indetta dal comune di Casalmaggiore in forma congiunta, attraverso la costituzione di una ATI (associazione Temporanea d’Impresa) che, fra l’altro, risultava essere l’unica partecipante alla gara. Inoltre, in corso di istruttoria, è emerso che l’atto di costituzione della ATI veniva posto in essere tra le due società proprio allo scopo di eliminare la concorrenza reciproca attraverso la partecipazione congiunta e di ottenere le condizioni economiche più vantaggiose previste dal bando. Pare infatti che l’accordo prevedesse espressamente, da un lato, il costante e regolare aggiornamento delle società controllanti circa le problematiche e le strategie più vantaggiose in ordine alla partecipazione alle gare per l’aggiudicazione delle concessioni di distribuzione del gas, e, dall’altro lato, una volta vinta la gara, che ognuna delle due società continuasse a gestire in maniera autonoma il servizio di distribuzione del gas esattamente nei Comuni nei quali aveva in precedenza la concessione secondo la logica dello status quo ante. Per l’illecito concorrenziale accertato, dunque, l’Antitrust ha deciso di sanzionare le società E.ON Italia (all’epoca controllante di E.ON Rete, in seguito diventata 2iGas) e 2iGas, in solido per la somma complessiva di € 1.205.308, e le società Linea Group Holding e Linea Distribuzione, in solido fra loro, per complessivi € 129.675.

Dott.ssa Sandra Sammartino

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Avviata istruttoria nei confronti di Nostromo e Rio Mare

La multinazionale Bolton (marchio Rio Mare) acquista il controllo congiunto della società Calvo (marchio Nostromo)

La notizia dell’acquisizione del controllo congiunto della società Calvo (marchio Nostromo) da parte della multinazionale Bolton (marchi Rio Mare, Palmera e Alco), ha suscitato non poche preoccupazioni per il rischio di probabili effetti restrittivi della concorrenza nei mercati della produzione e commercializzazione di conserve a base di tonno e salmone, con l’inevitabile conseguenza di un aumento dei prezzi.

Ad affermarlo è l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che ha deciso, nella riunione del 25 luglio u.s., di avviare un’istruttoria deputata a valutare l’operazione e verificarne eventuali profili anticoncorrenziali.

Infatti, la multinazionale Bolton, con i marchi Rio Mare, Palmera ed Alco, detiene, nel mercato della produzione e commercializzazione di conserve a base di tonno, una quota pari al 35/40%, a fonte del 10/15 % detenuto dalla società Calvo con il marchio Nostromo. Sul fronte del mercato del salmone, invece, le quote delle due società si equivalgono, attestandosi entrambe intorno al 75/80%.

Secondo l’Antitrust, dunque, l’operazione annunciata, rafforzando la posizione della Bolton, potrebbe determinare effetti restrittivi della concorrenza, essendo potenzialmente idonea a creare una posizione dominante nel mercato di riferimento, con conseguente aumento dei prezzi del tonno e del salmone nei diversi canali commerciali.

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

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AGCM -Ancora sanzioni per le promozioni via internet

Con provvedimento n. 23743 l’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è pronunciata in merito alla scorrettezza di pratiche commerciali poste in essere via web. La vicenda ha visto coinvolti i principali operatori telefonici operanti sul mercato italiano per alcuni dei quali, tuttavia, è stata riconosciuta l’estraneità ai fatti oggetto di censura. In particolare, il procedimento ha riguardato il contegno della soc. Buongiorno s.p.a. consistente nell’aver diffuso informazioni via internet relative ad un concorso a premi settimanale che prevedeva l’attribuzione di un “Ipad”. Tali informazioni venivano diffuse tramite banner presenti sui siti “www.premieconcorsi.com”e “cellulare.blinkogold.it” e rappresentate da un serie di collegamenti ipertestuali attivati mediante un banner visibile per pochi secondi durante la visita sul alcuni siti web riconducibili ad operatori diversi da Buongiorno S.p.A.. Da tali banner si giungeva ad una pagina recante semplici domande per partecipare al concorso ed aggiudicarsi il premio previsto; sia nella pagina dedicata alla soluzione del quesito, sia in quella in cui si accedeva dopo aver fornito la risposta corretta, erano indicati gli operatori di telefonia mobile Telecom, Vodafone, Wind e H3G.

A parere dell’ Autorità, solo alla conclusione dell’intero percorso e con modalità grafiche ingannevoli e poco espressive, inidonee a richiamare l’attenzione del consumatore, veniva indicato che la partecipazione al concorso era subordinata alla attivazione di un abbonamento per la fornitura di contenuti multimediali per cellulari e smartphone.

Eseguita l’istruttoria e sentito anche il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Agcm ha ritenuto le informazioni propalate oggetto del procedimento “non sufficientemente chiare e complete” e dunque idonee ad indurre in errore il consumatore. L’Autorità, poi, si è occupata di inquadrare il ruolo assunto dai gestori di telefonia mobile coinvolti nella pratica commerciale oggetto di censura, ravvisando la responsabilità per l’illecito contegno per la sola Wind Telecomunicazioni S.p.A., che avrebbe agito in qualità di service provider veicolando i servizi offerti dalla Buongiorno S.p.A. in qualità di content service provider. Sussistendo tale rapporto tra le due società (provato, fra l’altro, anche da un apposito contratto sottoscritto tra i due soggetti ed acquisito agli atti) l’Autorità ha ravvisato anche la piena responsabilità della Wind Telecomunicazioni S.p.A. che avrebbe avuto “la facoltà di visionare ed autorizzare preventivamente la diffusione di qualsiasi messaggio pubblicitario che la vede coinvolta”. Per tali ragioni è stata rilevata in capo a Wind “una responsabilità editoriale, assunta mediante il contratto stipulato con il content service provider, consistente nell’obbligo (preventivo e successivo) di verificare il contenuto dei messaggi pubblicitari in questione” anche alla luce del fatto che, in virtù del contratto stipulato, Wind a titolo di corrispettivo corrispondeva a Buongiorno una quota dei ricavi provenienti dalla sottoscrizione degli abbonamenti.

Nessuna responsabilità, a parere dell’ Autorità, è sorta in capo agli altri operatori in quanto dalle risultanze istruttorie nessun rapporto contrattuale parrebbe sussistere tra Buongiorno S.p.A. e H3G, Telecom e Vodafone.

Alla luce delle risultanze istruttorie, sentito anche il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, l’Agcm ha irrogato due sanzioni amministrative: una diretta alla Buongiorno S.p.A., pari ad € 100.000 (centomila), l’altra inflitta alla Wind Telecomunicazioni S.p.A., pari ad € 70.000 (settantamila).

Dott. Marialisa Taglienti

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L'iscrizione ipotecaria non è un atto dell'espropriazione forzata

La Cassazione Civile, Sez. VI-T, con ordinanza del 20 giugno 2012 n. 10234, ha affermato la possibilità per Equitalia di iscrivere ipoteca anche in mancanza della notifica dell’intimazione di pagamento al contribuente moroso

La società di riscossione trasmetteva al contribuente moroso differenti cartelle di pagamento e provvedeva a iscrivere ipoteca su determinati beni senza aver prima recapitato l’intimazione di pagamento.

I giudici della Suprema Corte, discostandosi dalla decisione della Commissione provinciale tributaria e regionale, ribadendo un’impostazione già adottata, ha affermato che l’iscrizione ipotecaria non può essere considerato un mezzo preordinato all’espropriazione forzata. Tale atto deve essere considerato come una procedura alternativa all’esecuzione forzata vera e propria.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

 

 

Di seguito il testo integrale del provvedimento:

Cass. Civ. Sez. VI-T, ordinanza n. 10234.odt

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Ridotti a 31 il numero dei Tribunali soppressi

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera definitivo al provvedimento sulla revisione della geografia giudiziaria

Sembrerebbe che il numero dei tribunali soppressi sarebbe stato ridotto da 37 a 31.

Sono stati mantenuti come attivi gli uffici nelle aree a forte presenza di criminalità organizzata. Resta confermato, invece, il taglio delle 220 sedi distaccate.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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La spending review è legge

Il decreto è stato approvato con 371 voti a favore, 86 contrari e 22 astensioni, dopo il si alla fiducia arrivato in mattinata

 

Ecco alcune delle principali novità introdotti dal decreto:

 

 

le tasse universitarie più alte per i fuoricorso;

il blocco delle tasse universitarie per i meno abbienti fino al 2016;

l’addizionale irpef più cara per le regioni in deficit sanitario;

tetto di 300mila euro per gli stipendi dei manager e dei dirigenti delle aziende partecipate dello Stato;

tagli ai posto letto negli ospedali: 3,7 ogni 1000 abitanti (oggi è ogni 4);

riduzione del 20% dei dirigenti pubblici e del 10% del personale non dirigente;

non saranno retribuite ferie, permessi e riposi non fruiti;

taglio del 50% alla spesa per il noleggio delle auto blu e per i buoni taxi rispetto al 2011;

obbligo del medico di indicare il principio attivo del farmaco nella ricetta, con la possibilità di indicarne anche il nome (possibilità che deve essere debitamente motivata);

“riordino” per le province (restano invariati i criteri minimi di dimensione e popolazione residente).

Tante le proteste che hanno accompagnato le votazioni.

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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Greenpeace vs. Enel

Greenpeace assolta: “la sua campagna non diffama Enel”

L’azienda aveva fatto ricorso contro l’associazione per una presunta diffamazione insita in una campagna di sensibilizzazione.

Il Giudice, ha stabilito che si tratta di legittimo esercizio di critica e che i dati riportati dall’associazione sono “conformi” a quelli scientifici sui danni prodotti, dati peraltro, almeno così sembrerebbe, non sono stati smentiti da Enel. Conseguentemente, la campagna di Greenpeace “FacciamoLuceSuEnel.org” contro le centrali a carbone dell’azienda, non è diffamatoria. Il sito web, pertanto, rimarrà operativo. Enel, preso atto della decisione del Tribunale di Roma, ribadisce in ogni caso la sua posizione sulla natura diffamatoria della campagna e ha sottolineato che le sue centrali rispettano i limiti prestabiliti dalle autorità italiane ed europee.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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Ilva: Il riesame conferma il sequestro

Il Tribunale del Riesame ha confermato il sequestro degli impianti Ilva di Taranto, vincolando la messa a norma e non chiusura degli impianti

Il Tribunale del Riesame, confermando il sequestro ha confermato anche i domiciliari per Nicola Riva, Emilio Riva e Luigi Capogrosso.

Il Tribunale ha disposto che i custodi garantiscano la sicurezza degli impianti, i quali dovranno essere utilizzati in funzione della realizzazione di tutte le misure tecniche necessarie per eliminare le situazioni di pericolo e per la realizzazione di un sistema di monitoraggio continuo delle emissioni inquinanti.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti