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I Giudici tributari di Ravenna hanno riconosciuto l’esatto accertamento dell’Agenzia delle Entrate

 

Un’azienda del ravennate specializzata nella produzione e vendita di software per viodeogiochi è stata intercettata dalla Guardia di Finanza per avere contraffatto le schede delle slot machine e poi assoggettata a controllo da parte dell’Agenzia delle Entrate, la quale ha calcolato 21 milioni di euro di imposte, interessi e sanzioni.

L’accertamento dell’Agenzia è stato convalidato dalla Commissione Tributaria di Ravenna. Secondo la Guardia di Finanza, l’azienda produceva e commercializzava schede di gioco che consentivano vincite superiori al limite massimo di legge fissato in € 50,00. I controlli dell’Agenzia delle Entrate si sono basati su una disposizione di legge secondo cui i costi sostenuti per la produzione e commercializzazione di schede “taroccate” (quindi per attività illecite) non possono essere dedotti dal reddito d’impresa. Conseguentemente, la Commissione Tributaria Provinciale ha riconosciuto il corretto operato dell’Agenzia delle Entrate, la quale ha recuperato i soli costi riconducibili alle ipotesi di reato, in virtù del recente indirizzo che ha trovato accoglimento nella recente modifica normativa in materia di indeducibilità dei costi da reato (art. 8 del Decreto Legge 2 marzo 2012, n. 16).

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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Illegittima l’adozione della misura cautelare dell’iscrizione ipotecaria se il debito è inferiore alla soglia di € 8.000,00

 

Le Sezioni Unite con la sentenza n. 5771, hanno confermato l’orientamento giurisprudenziale che riteneva illegittima l’iscrizione ipotecaria, come misura cautelare, da parte di Equitalia, a fronte di un debito inferiore alla soglia di € 8.000,00.

La stessa Corte ha, inoltre, riconfermato altra pronuncia autorevole per la quale l’ipoteca, essendo equiparata al fermo amministrativo per identità della finalità di espropriazione forzata, deve essere avviata al decorrere di anno dalla notifica dell’intimazione di pagamento di cui all’art. 50 del D.P.R. 602/1973. La mancata attivazione in tale periodo, infatti, determina il venire meno della capacità del ruolo a valere come titolo esecutivo.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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Premio Pulitzer 2012: vincono i media online

Il cambiamento era nell’aria. In una primavera segnata dalla grave crisi economica internazionale, il premio Pulitzer, il più prestigioso riconoscimento nel mondo del giornalismo, viene assegnato a due autori che pubblicano su media online. Infatti i siti all-news Huffington Post (con David Wood) e Politico.com (con il vignettista Matt Wuerker) sono stati insigniti rispettivamente del premio “National Reporting e del premio “Editorial Cartooning.

In particolare Huffington Post è stato premiato per il report di David Wood “Oltre il campo di battaglia: Ricostruire i combattenti feriti” sulle difficoltà che devono affrontare i veterani reduci dei conflitti in Afghanistan e Iraq, i quali hanno riportato gravissime lesioni. Politico.com, invece, è stato premiato per le vignette satiriche del disegnatore Matt Wuerker. I due premi rappresentano il definitivo riconoscimento della qualità dell’informazione sul web. Del resto non v’è chi non veda come il mondo dei bit stia diventando ogni giorno “più reale” e, forse, anche la politica e le imprese dovrebbero volgere lo sguardo in avanti, stirando il collo fuori da modelli “bizantini” e vetusti di una economia fondata sui foraggiamenti dalle tasche dei contribuenti.

Certo, qualcuno (a caso) obbietterà che in rete si trova di tutto. Vero. Ma è proprio questa immensità di informazioni unita alla libertà di fruire dei contenuti che ha reso così dolce il naufragar nel “mare dell’informazione”.

Di seguito alcuni link alle vignette satiriche di Matt Wuerker:

Politico.com

The Great Economic Super Bowl

Avv. Luca Valerio – Studio Legale Adamo

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Intentata causa contro Apple e altri cinque grandi editori con l’accusa di aver concluso accordi illeciti sui prezzi degli ebook per fare aumentare i prezzi dei loro libri più popolari.

 

Il ministero della Giustizia statunitense ha intentato una causa contro Apple e altri cinque tra i maggiori editori con l’accusa di avere fatto cartello sui prezzi degli ebook. Dalle indiscrezioni provenienti dal Dipartimento di Giustizia statunitense, sembrerebbe che le aziende in questione abbiano concluso accordi illeciti al fine di aumentare i prezzi dei loro libri più popolari. Le case editrici sotto il mirino delle indagini, oltre alla Apple, che vende libri elettronici tramite l’applicazione I-Books, sono Hachette, Harper Collins, Simin&Shuster, Penguin e Macmillian. Dalle prime indagini, sembrerebbe che l’azienda di Cupertino e le altre case editrici  avrebbero asseritamente “fatto cartello” per rispondere alla politica adottata da Amazon dei 9.99$ come prezzo massimo per un libro digitale.

L’asserito cartello sarebbe costato decine di milioni di dollari ai consumatori. Tale accordo, che risponde al modello c.d. “agenzia”, sembrerebbe prevedere che Apple versi alle case editrici una commissione pari al 30% per ogni copia venduta. L’azione legale promossa dal Dipartimento di Giustizia Usa si affianca a quella avviata da ben 16 stati americani; nel frattempo, però, Hachette, Harper Collins e Simon&Shuster hanno già raggiunto un accordo con le autorità e con gli stati per rivedere le politiche sui prezzi. Secondo tale accordo, tra l’altro, sarebbe prevista la restituzione di 51 milioni di dollari ai consumatori di ebook.

 

Dott.ssa Sandra Sammartino – Studio Legale Adamo

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Agcm: via libera all’acquisizione di sette società attive nella gestione di impianti di risalita da parte della finanziaria regionale Valle d’Aosta

Nell’adunanza del 14 marzo 2012, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si è espressa in merito all’acquisizione da parte della Finanziaria Regionale Valle d’Aosta S.p.A.(di seguito FinAosta), di sette società attive nella gestione di impianti di risalita in comprensori sciistici e prestazione di servizi complementari. La FinAosta è società finanziaria della Regione Valle d’Aosta che ha lo scopo di favorire lo sviluppo socio-economico del territorio regionale.

Oggetto dell’acquisizione, invece, sono state le seguenti società: Chamois Impianti S.p.A.; Funivie di Champorcher S.p.A.; Funivie Gran Paradiso S.p.A.; Società Impianti di Risalita Torgnon S.p.A.; Grand Saint-Bernard S.p.A.; Società Incremento Turistico Invernale Brusson S.p.A.; Società per azioni Gressoney per l’incremento turistico S.p.A.. L’operazione ha riguardato l’acquisizione da parte di FinAosta del controllo esclusivo delle suddette società attraverso la sottoscrizione di distinti aumenti di capitale. Essendo operazioni caratterizzate da interdipendenza funzionale costituiscono un’unica operazione qualificata come concentrazione ai sensi dell’art. 5, comma 1, lettera b), della Legge n. 287/1990, soggetta, inoltre, all’obbligo di comunicazione preventiva, ex. art. 16, comma 1. L’AGCM, nella sua delibera ha ritenuto che l’operazione non determinasse, ai sensi dell’articolo 6, comma 1, della Legge n. 287/90, la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante, tale da eliminare o ridurre la concorrenza e pertanto ha conseguentemente deliberato di non avviare l’istruttoria di cui all’art. 16, comma 4.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani – Studio Legale Adamo

Di seguito il testo integrale del provvedimento:

Provvedimento n. 23412

 

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Corte Europea: l’ora ed il minuto non sono rilevanti al fine di stabilire l’anteriorità della registrazione di un marchio

La Corte europea, con la sentenza del 22 marzo 2012, si è pronunciata su una questione pregiudiziale, sollevata dal Tribunale Supremo spagnolo, riguardante l’interpretazione dell’articolo 27 del regolamento CE n. 40/94 sul marchio comunitario. Nella specie, la società Genesis depositava alle 11.52 e alle 12.30 del 12 dicembre 2003 presso l’UAMI due domande di marchio comunitario, una per un marchio denominato “Rizo” e l’altra per un marchio denominato “Rizo, El Erizo”. Nello stesso giorno la società Pool Angel Tomàs SL alle ore 17,45 chiedeva all’Officina Espanola de Patentes Y Marcas (OEPM) la registrazione del marchio “Rizo’s”.

La Genesis si opponeva alla registrazione del marchio nazionale presentata dalla Pool Angel ritenendo che i marchi comunitari “Rizo” ed “El Erizo” fossero anteriori a questo. L’OEPM respingeva detto reclamo in forza del dettato dell’articolo 27 del regolamento 40/94, decisione che veniva poi confermata anche dal Tribunal Superior de Justicia de Madrid. La Genesis, quindi, contestava l’interpretazione del Tribunale Superiore de Madrid in fronte al Tribunal Supremo, il quale sospendeva il procedimento e sottoponeva la questione sulla corretta interpretazione dell’art. 27 del regolamento n. 40/94 alla Corte Europea. La Prima Sezione della Corte, infine, così si pronunciava: “l’art. 27 del regolamento n. 40/94 del Consiglio sul marchio comunitario, dev’essere interpretato nel senso che non consente di prendere in considerazione, oltre al giorno, anche l’ora e il minuto del deposito della domanda di marchio comunitario presso l’Ufficio per l’armonizzazione del mercato interno, al fine di stabilire l’anteriorità di tale marchio rispetto ad un marchio nazionale depositato lo stesso giorno, anche se, in forza della normativa nazionale che disciplina la registrazione di tale ultimo marchio, l’ora e il minuto del deposito sono elementi rilevanti a tale proposito”.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani – Studio Legale Adamo

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Il comportamento colposo del danneggiato esclude la responsabilità oggettiva della P.A. ai sensi dell’art. 2051 c.c. o ai sensi dell’art. 2043 c.c.

 

La Cassazione Civile, con sentenza dd. 30 gennaio 2010, n. 1310 ha affermato che, in materia di danno e responsabilità per insidie stradali, l’esistenza di un comportamento colposo dell’utente danneggiato, se idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa e il danno stesso, sarebbe circostanza idonea ad escludere la responsabilità della P.A. ex artt. 2051 e 2043 c.c..

Al contrario, nell’ipotesi in cui il comportamento colposo del danneggiato non interrompa completamente il nesso di causalità tra la causa del danno e il danno stesso, ma, al più, abbia avuto un’efficienza causale, si configurerebbe un “concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227 c.c., co. 1, con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante (e, quindi, della P.A.) in proporzione all’incidenza causale del comportamento stesso”.

 

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

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Spedizione di rifiuti:obbligo in capo all’intermediario di indicare nella lettera di spedizione il produttore dei rifiuti

 

La Corte di Giustizia europea, nella recente causa C1/11 è stata chiamata a pronunciarsi su una questione pregiudiziale sollevata dal Verwaltungsgericht Mainz tedesco. La domanda verteva sull’interpretazione dell’art. 18 del regolamento CE n. 1013/2006, come modificato dalla direttiva 2009/31: ovvero se il diritto alla tutela dei segreti commerciali potesse limitare l’obbligo di informazione in materia ambientale sancito dall’articolo 18.

Nella specie la Società Interseroh Scrap and Metal Trading Gmbh (d’ora in poi “Interseroh”), operante nella intermediazione di rifiuti speciali, a seguito di controlli era stata condannata dalla Sonderabfall Managemente Gesellschaft Rheinlad Pfalz mbh (d’ora in poi Sam) a pagare una multa per non aver compilato, nel documento di spedizione a cui è tenuta in base all’art. 18 del regolamento n.1013/2006, la parte in cui vengono chieste informazioni per identificare il produttore dei rifiuti. La Interseroh non compilava tale parte, o indicava se stessa quale produttrice, ritenendo che tale obbligo andasse contro il diritto alla tutela dei segreti commerciali. La Quarta Sezione della Corte, dopo un attento vaglio della normativa comunitaria e nazionale, statuiva che l’art. 18 del regolamento n. 1013/2006 non consente a un intermediario di commercio che organizza una spedizione di rifiuti di non divulgare l’identità del produttore dei medesimi rifiuti al destinatario della spedizione, persino quando l’omissione di tale divulgazione sia necessaria alla tutela dei segreti commerciali. Pertanto è obbligo dell’intermediario redigere il documento di spedizione con le corrette informazioni e trasmettere lo stesso al destinatario.

 

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

Dott.ssa Francesca Marchetti

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La Cassazione ha dichiarato responsabile il dirigente pubblico per omessa manutenzione delle strade

 

Con la sentenza 8 marzo 2012, n. 9175, la IV sezione penale della Corte di Cassazione ha sancito la responsabilità penale del dirigente pubblico, tenuto al controllo della manutenzione delle strade, per la morte dell’automobilista dovuta al danno da insidia stradale.

Nei fatti succedeva che un automobilista, perdendo il controllo della macchina a causa dell’allagamento della strada, moriva nello scontro con un furgoncino proveniente dalla corsia opposta. Già i giudici di prime cure, chiamati a pronunciarsi sulla questione, avevano ravvisato la responsabilità per omicidio colposo del dirigente provinciale per omessa manutenzione della strada, a nulla valendo la circostanza che il dirigente fosse in carica da soli due mesi prima dell’evento. Tale orientamento è stato quindi confermato dalla Suprema Corte che, dopo aver ribadito la responsabilità del dirigente pubblico nel caso in cui il sinistro sia causato dall’insufficiente manutenzione delle strade, ha chiarito che tale responsabilità possa essere esclusa solo nel caso in cui la condotta dell’automobilista sia da considerarsi come “evento eccezionale e abnorme, non altrimenti prevedibile né evitabile”.

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

Dott.ssa Francesca Marchetti

 

Di seguito il testo integrale del provvedimento:

Corte di cassazione, sentenza n. 9175.odt

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Energia – Verso il varo dei decreti sulle energie rinnovabili

 

Dopo giorni segnati da polemiche e proteste, portate avanti delle organizzazioni operanti nel settore delle rinnovabili, sembrerebbe più vicino il varo dei due decreti, fortemente voluti dal Ministro Passera, che andranno a disciplinare la materia delle rinnovabili e a ridimensionare vertiginosamente gli aiuti pubblici, ammontanti a quasi 9 miliardi.

Infatti, a quanto sembrerebbe trapelare, i decreti, che probabilmente verrano adottati già in settimana, prevedono un taglio del 30-40% agli incentivi sulle energie verdi, e ciò al fine di rimetterli in linea con quanto disposto dall’UE. Accanto alla riduzione degli incentivi, le altre misure potrebbero riguardare l’introduzione di meccanismi in grado di “tenere i volumi di sviluppo sotto controllo”, aste per impianti di potenza maggiore a 5 megawatt e registri nazionali per impianti “con volumi massimi predefiniti per ciascun anno e per tecnologia e con selezione in base a criteri di priorità”.

 

Dott.ssa Giorgia Mariani – Studio Legale Adamo