Internet

Condannato per omicidio colposo plurimo a 7 anni e 6 mesi di reclusione l’amministratore della soc. Umbria Olii

Il Tribunale di Spoleto ha condannato l’allora presidente del consiglio di amministrazione della Umbria Olii, Del Papa, per l’esplosione de silos che ha provocato la morte di 4 operai.

L’amministratore non avrebbe adottato “misure tecniche e organizzative adeguate al fine di prevenire la formazione di atmosfere esplosive o comunque di evitarne l’accensione”. La condanna comminata prevede anche il risarcimento di circa tre milioni di euro per i parenti delle vittime, nonché il risarcimento per oltre un milione di euro al Ministero dell’Ambiente e alla Regione per i danni provocati dall’olio fuoriuscito dai silos.

 

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

Internet

Approvato il regolamento che riforma l’informazione a favore del consumatore nel settore alimentare

Il 22 novembre 2011 è stato pubblicato il Regolamento Comunitario n. 1169/2011/UE in sostituzione delle esistenti direttive europee e dei decreti di attuazioni statali vigenti fino ad oggi in materia di etichettature dei prodotti.

In particolare, sono stati inseriti nuovi obblighi informativi a favore del consumatore. Dal 13 dicembre 2014, in via del tutto esemplificativa e non esaustiva, i prodotti destinati alla vendita al dettaglio devono indicare:

 

-la tabella nutrizionale;

-informazioni aggiuntive obbligatorie sul paese di origine o sul paese di provenienza (cfr, art. 26 “Paese d’origine e luogo di provenienza”);

-redazione dell’etichetta in una lingua comprensibile al consumatore finale (ogni Stato Membro avrà piena autonomia nell’individuare il numero delle lingue ufficiali da utilizzare – cfr. art. 15 “Requisiti linguistici”);

-indicazione specifica degli allergeni (la presenza dovrà essere evidenziata tramite l’utilizzo di un carattere o di uno sfondo tale da attirare l’attenzione del consumatore – cfr. artt. 9, 21 e 13);

-denominazione di vendita (esempio, se un prodotto è stato congelato o surgelato prima della vendita e viene venduto scongelato, la denominazione di vendita dovrà essere indicare la dicitura “scongelato”);

-indicazione del peso e della scadenza. Con particolare riferimento alla scadenza, la stessa dovrà essere riportata su ogni porzione individuale di prodotto e non più solo sull’imballo esterno che contiene più imballi singoli. Inoltre, per carne e pesce è stato introdotto l’obbligo di indicazione della data della prima surgelazione o congelamento.

Le incombenze di cui sopra dovranno essere applicate anche a quei prodotti destinati ai canali di vendita a distanza quali internet (cfr. art. 14 “Vendita a distanza”).

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

 

Per il testo integrale del regolamento:  Reg11692011.pdf

Internet

Azienda milanese si scontra con il comitato locale Monte Faggiola per la creazione di un parco eolico nella zona incontaminata dell’alto Mugello

La società Infrastrutture S.p.A. di Milano vorrebbe creare un parco eolico sul Monte Faggiola, zona definita fiabesca per le caratteristiche con le quali si presenta, nonché per la presenza di animale quali il gatto selvatico, l’aquila reale e il falco pellegrino.

Il progetto prevede l’innalzamento di ben 9 aerogeneratori di 130 metri ognuno. Il comitato locale con 450 firmatari si sono opposti alla creazione di tale impianto in quanto deturperebbe per sempre questo paesaggio di straordinaria bellezza. Inoltre, nelle vicinanze del Monte Faggiola sono presenti alcuni siti di interesse naturalistico comunitario. La costruzione del parco eolico, conseguentemente, modificherebbe, con effetto distruttivo, le caratteristiche naturali che permettono alle specie di animali sopra citati di continuare a vivere in questo posto, costringendo gli stessi a fuggire in altro e diverso ambiente. Numerosi studio, poi, hanno dimostrato che il rumore prodotto dalle pale eoliche può avere effetti nocivi anche per gli abitanti dei piccoli paesini presenti attorno al Monte. Unico favorevole al parco è il Sindaco di Firenzuola, il quale intravede in questo progetto la futura soluzione economica del Comune. Nel frattempo, il 9 settembre 2011, i tecnici dell’ufficio per la VIA (Valutazione dell’impatto ambientale) della Regione Toscana hanno bocciato l’impianto. L’ultima parola sul destino del parco eolico spetterà, comunque, alla giunta regionale, la quale non è vincolata dal parere dei suoi tecnici.

 

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

Internet

Il Consiglio comunale di Casale Monferrato ha dato parere favorevole al risarcimento di 18,3 milioni offerto dalla multinazionale dell’amianto.

Nell’ambito del processo per i morti da amianto contro la soc. Eternit, il consiglio comunale di Casale Monferrato ha accettato il risarcimento offerto dalla multinazionale dell’amianto.

Conseguentemente, l’accettazione di tale proposta comporta il ritiro della costituzione a parte civile nel processo in corso, nonché la rinuncia ad intraprendere, in futuro, qualsiasi azione legale con generale “scontento” dei famigliari delle vittime. Il Sindaco, Giorgio Demezzi, ha dichiarato che i soldi derivanti dal risarcimento verrano impiegati in opere di bonifica dall’amianto, nonché nel sostegno delle famiglie delle vittime e della ricerca medica.

 

 

Dott.ssa Francesca Marchetti

Internet

Ritenuti ingannevoli i messaggi pubblicitari del solare “Bionike – Defence Sun spf 6

L’AGCM, con il provvedimento n. 23044 del 30 novembre 2011, ha condannato la ICIM International S.r.l., nota società del gruppo PHARMACOS attiva nella preparazione, fabbricazione e commercio di cosmetici, profumi e specialità medicinali, ad una sanzione amministrativa pecuniaria pari a € 70.000 (settantamila euro).

La pratica commerciale ritenuta scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, co. 1 lett b) del Codice del Consumo, aveva ad oggetto la diffusione, (su internet, a mezzo stampa, per via televisiva e radiofonica, su cartellonistica e sulle confezioni del prodotto), di messaggi pubblicitari relativi al prodotto solare Bionike – Defence Sun spf 6. Dalle evidenze acquisite, l’AGCM ha rilevato che la campagna promozionale era diretta a dare estremo risalto, argomentativo e grafico, all’incremento di abbronzatura ottenibile, fino al + 64%, in seguito all’utilizzo del suindicato prodotto; in particolare ha ritenuto che «la spendita con grande evidenziazione del suddetto valore percentuale preceduto dal segno “più” (“+ 64%”), risulta ingannevole anche in quanto non si riferisce in alcun modo all’efficacia incrementale derivante dall’applicazione del prodotto bensì, […], ad un valore assoluto misurato sulla zona irraggiata trattata col prodotto, […]e deve, pertanto, ritenersi idonea a indurre in errore il consumatore medio circa i risultati che si possono attendere dal suo uso, soprattutto in quanto è su tale percentuale che si incentra tutta la pubblicità».

 

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

 

di seguito il testo integrale del provvedimento

 

 

PS7407 – SOLARI BIONIKE-DEFENCE SUN

Provvedimento n. 23044

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2011;

SENTITO il Relatore Dottor Antonio Pilati;

VISTA la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e

successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);

VISTO il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette” (di seguito,

Regolamento), adottato dall’Autorità con delibera del 15 novembre 2007;

VISTI gli atti del procedimento;

I. LA PARTE

1. ICIM International S.r.l. (di seguito anche ICIM), in qualità di professionista ai sensi dell’articolo 18, lettera b), del

Codice del Consumo. La società, con sede a Garbagnate Milanese (MI), fa parte del gruppo PHARMACOS1 ed è attiva,

anche sul mercato estero, nella preparazione, fabbricazione, ricerca e commercio di specialità medicinali, cosmetici,

profumi e affini.

Il fatturato realizzato dalla società, al 31 dicembre 2010, è di oltre 45 milioni di euro e gli utili di esercizio superano gli

8 milioni.

II. LA PRATICA COMMERCIALE

2. Il procedimento concerne il comportamento posto in essere dal professionista, consistente nella diffusione – su

internet, a mezzo stampa, per via televisiva e radiofonica, su cartellonistica e sulle confezioni del prodotto (sia gli

involucri primari che quelli esterni cartonati) – di messaggi pubblicitari relativi al prodotto solare Bionike-Defence Sun

spf 6, nelle tre referenze esistenti crema, latte e latte spray, come atto a garantire una abbronzatura “intensa e

duratura” fino allo specifico incremento percentuale ivi indicato (+64%).

3. Il messaggio stampa diffuso nel 2010 e l’identico cartello vetrina recano, sullo sfondo di un paesaggio marino, le

immagini di una ragazza – che protende il braccio verso il sole – e tre confezioni (per crema, latte e latte spray) del

prodotto Bionike Defence Sun SPF 6. In alto, a caratteri dimensionalmente e cromaticamente evidenziati, è apposta la

dicitura “DEFENCE SUN – PADRONA DEL TUO SOLE – ABBRONZATURA + 64 %”. Nella parte inferiore della pagina è

aggiunto: “LA PROTEZIONE SOLARE AD ALTA TOLLERABILITÀ. PROTETTA, SICURA, ABBRONZATA“ e, ancora più sotto,

a caratteri minori: “ABBRONZATA: abbronzatura luminosa, uniforme e duratura anche per la pelle più sensibile e

intollerante. Tre prodotti che intensificano l’abbronzatura del + 64 % grazie ad un peptide biomimetico che promuove

la produzione di melanina” (Versione A).

1 [La Capogruppo PHARMACOS S.A., avente sede in Lussemburgo, è proprietaria del 100% delle quote di ICIM International S.r.l. e di

altre due società con sede in Italia. Oltre il 96% del fatturato del Gruppo deriva dall’attività di “fabbricazione di prodotti per toletta:

profumi, cosmetici, saponi e simili” (dati CERVED). ]

4. Nella campagna stampa diffusa nel 2011, il messaggio è stato sostituito da un’immagine simile a quello della

precedente campagna,ma riferita ad un gruppo di prodotti della linea Bionike -Defence Sun (recanti fattori di

protezione diversi e distinte versioni in spray, stick, etc.) al centro dei quali si distingue chiaramente il flacone della

crema Defence Sun SFP 6 recante sul fronte la percentuale “+ 64%” (Versione B).

5. La campagna promozionale nel 2010 si è svolta anche attraverso messaggi radiofonici da 5, 10 e 30 secondi che

enfatizzano (tranne quello più breve) la performance abbronzante del prodotto attraverso la spendita del suindicato

valore percentuale. Il testo dello spot da 10 secondi è: “Defence Sun protezione 6: protetta, sicura, abbronzata! Il 64

% più abbronzata! Da Bionike: salute e bell’essere. In farmacia”. Lo spot da 30 secondi aggiunge, inoltre: “64 sogni

d’estate, 64 passeggiate sulla sabbia, 64 volte ho sognato la mia pelle più abbronzata del 64%! Ora ho

scoperto Defence Sun protezione 6: tre prodotti che intensificano l’abbronzatura del 64 % grazie ad uno

speciale peptìde biomimetico che aumenta la quantità di melanina prodotta dalla pelle!” (grassetti aggiunti).

6. E’ stato, infine, diffuso anche uno spot televisivo nel 2011, della durata di 1’ e 31”, per l’intera linea di prodotti solari

Bionike – Defence Sun in cui vengono riporoposte, senza la spendita della suddetta percentuale, alcune delle

affermazioni sopradescritte quali “Le speciali formule aiutano a prevenire i danni da radicali liberi, stimolano le naturali

difese biologiche, contrastano l’invecchiamento cutaneo e assicurano una corretta idratazione.” (grassetto

aggiunto).

7. Anche sul fronte della confezione cartonata e dei flaconi delle tre referenze del prodotto in esame2 risulta

graficamente evidenziato un riquadro recante la dicitura “abbronzatura + 64 %”. Detto valore percentuale è speso

anche nella descrittiva – analoga a quella sopra riportata – apposta sul retro delle medesime confezioni.

8. Nel sito internet del professionista www.bionike.it3, risultavano pubblicizzati vari prodotti della linea solare Bionike-

Defence Sun. In particolare, con riferimento a Defence Sun crema spf 6, la pagina web dedicata recava, accanto

all’immagine del flacone e del packaging cartonato del prodotto, la seguente descrizione: “Protezione bassa per

pelli sensibili e intolleranti – Tubo da 50 ml (…) Potenzia l’abbronzatura del 64% grazie ad un peptide biomimetico

che stimola la produzione di melanina e assicura un’abbronzatura intensa e duratura. Aiuta a prevenire

l’invecchiamento cutaneo. (…) Consigliabile per: ottenere una pigmentazione intensa già dopo pochi giorni di

esposizione
al sole. Adatto in qualsiasi stagione, è consigliato anche a chi fa uso di lampade UV per potenziarne

l’effetto abbronzante” (sottolineature aggiunte).

9. Nella distinta pagina accessibile dal link “Defence Sun latte e latte spray spf 6”, sotto alla denominazione dei

prodotti – corredata della specifica “Protezione bassa per pelli sensibili e intolleranti – Tubo da 125 ml e flacone spray

da 150 ml” – compariva l’immagine dei prodotti ed un testo illustrativo assai simile al precedente, reiterante il claim:

“Potenzia l’abbronzatura del 64% grazie ad un peptide biomimetico che stimola la produzione di melanina e assicura

un’abbronzatura intensa e duratura”.

III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO

1) L’iter del procedimento

10. In data 26 maggio 2011 sono state acquisite d’ufficio le pagine del sito web del professionista ove, con riferimento

alle distinte referenze di Bionike-Defence Sun SPF 6, è stata rinvenuta la presentazione del prodotto agli indirizzi

http://www.bionike.it/it/prodotti_dettaglio.php?categoria=2&sub=1&id=41&cod_art=14401 e

http://www.bionike.it/it/prodotti_dettaglio.php?categoria=2&sub=1&id=1704

11. Sulla base dei dati acquisiti d’ufficio, in data 4 luglio 2011 è stato comunicato alla Parte l’avvio del procedimento

istruttorio PS 7407 per presunta violazione degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo.

Contestualmente all’avvio, è stata formulata una richiesta di informazioni ed è stato attribuito alla Parte l’onere della

prova su individuate questioni connesse alla pratica commerciale in esame.

12. L’8 agosto 2011 ICIM ha trasmesso una nota di risposta, corredata di varia documentazione.

13. In data 17 ottobre 2011 è stata comunicata alla Parte la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi

dell’articolo 16, comma 1, del Regolamento.

2 [Crema solare spf 6, protezione bassa pelli sensibili e intolleranti, Tubo da 50 ml.; Latte solare spf 6, protezione bassa pelli sensibili e

intolleranti, Tubo da 125 ml; Latte solare spray spf 6, protezione bassa pelli sensibili e intolleranti, Tubo da 150 ml. ]

3 [Cfr. http://www.bionike.it/it/prodotti_dettaglio.php?categoria=2&sub=1&id=41&cod_art=14401 e

http://www.bionike.it/it/prodotti_dettaglio.php?categoria=2&sub=1&id=170, verificati d’ufficio il 26 maggio 2011.]

4 [Ad oggi, con riferimento a tali indirizzi, risulta una presentazione dei prodotti diversa da quella riscontrata d’ufficio. ]

2) Le evidenze acquisite

La commercializzazione dei prodotti

14. Il prodotto solare Bionike-Defence Sun SPF 6 – nelle versioni in crema, latte e latte spray – viene commercializzato

fin dal 1° marzo 2007, attraverso i canali distributivi delle farmacie e parafarmacie. Siffatti cosmetici hanno avuto un

nuovo lancio sul mercato nel marzo del 2010 in occasione del quale, ancorché sia rimasta inalterata la formula

compositiva, è stato modificato il relativo packaging, tuttora in commercio, oggetto del presente procedimento.

15. Nel 2010 sono state vendute più di 100.000 confezioni, raggiungendo il fatturato di [omissis]5 euro. Nel primo

semestre del 2011, invece, sono state vendute più di 50.000 confezioni per un importo totale di [omissis] euro.

La campagna promozionale: durata e modalità

16. La crema, il latte e il latte spray Bionike-Defence Sun SFP 6 sono oggetto di campagna promozionale nella quale è

riservato estremo risalto, argomentativo e grafico, alla percentuale di abbronzatura ottenibile di “+64%”. Nel corso

degli anni 2010 e 2011 la campagna è stata modulata su diversificati supporti media.

In particolare:

i) il messaggio a stampa nella versione A) è stato diffuso, nel periodo maggio-luglio 2010 – per un totale di 18 uscite

su riviste ad ampia diffusione nazionale. Il costo complessivo di detta campagna è stato pari a [omissis]6 euro. Nel

periodo maggio – luglio 2011, oltre ad un messaggio relativo specificamente ai solari per bambini7, è stato diffuso

anche il messaggio a stampa nella versione B) mediante 28 passaggi su noti settimanali e mensili a tiratura nazionale:

il costo complessivo di detta campagna stampa è stato pari a [omissis] euro. Comunque, tale campagna è proseguita

anche oltre, come risulta dall’acquisizione d’ufficio di detto messaggio pubblicitario anche su settimanali in edicola nel

mese di agosto 20118;

ii) mediante campagna radiofonica che, nel corso del 2010, si è articolata in n. [omissis] spot complessivi trasmessi

dall’emittente RDS-Radio Dimensione Suono, concentrandosi nei giorni dal 7 al 26 giugno. Il costo complessivo è stato

pari a [omissis] euro;

iii) attraverso spot televisivi trasmessi, nei mesi di giugno e luglio 2011, dall’emittente “Canale 5” per un totale di 46

passaggi al costo di [omissis ] euro;

iv) a mezzo cartelli vetrina9, nel corso del 2010, per un costo complessivo di [omissis] euro;

v) nel sito internet aziendale, ove le informazioni pubblicitarie relative ai prodotti in esame sono state pubblicate, nelle

sezioni dedicate, a far tempo dal 1° marzo 201010.

vi) sulla confezione cartonata e sul flacone dei medesimi prodotti, a far tempo dal lancio commerciale e a tutt’oggi.

17. ICIM ha trasmesso, altresì, copia della bozza dei nuovi imballaggi esterni e dei contenitori primari (flaconi) di

Defence Sun SPF 6 asserendo che essi sono “già predisposti e che verranno utilizzati per il prossimo futuro”11 senza,

tuttavia, specificare la data di immissione in commercio.

I prodotti reclamizzati e la documentazione scientifica inviata dal professionista

18. La crema, il latte ed il latte spray Bionike-Defence Sun SPF 6 sono cosmetici solari la cui vantata performance

consiste nelle azioni di potenziamento (“+ 64%”), velocizzazione e durevolezza dell’abbronzatura – grazie ad una

peculiare composizione che stimola e incrementa la melanogenesi – nonché di protezione preventiva dell’epidermide

dai danni da radiazioni UVA prevenendo l’invecchiamento cutaneo.

19. Al professionista è stato richiesto di dimostrare l’esattezza dei dati individuati nella comunicazione di avvio del

procedimento connessi alla pratica commerciale in esame ed è stato invitato a produrre idonea documentazione, anche

scientifica (letteratura, sperimentazioni e test clinici mirati ai prodotti de quibus), attestante:

a) il conseguimento del brevetto in relazione alla dichiarata “associazione β-Glucano/L-Carnosina che stimola le

naturali difese biologiche della pelle”;

b) la veridicità delle caratteristiche ascritte ai prodotti e dei seguenti vanti prestazionali:

5 [Nella presente versione alcuni dati sono omessi, in quanto si sono ritenuti sussistenti elementi di riservatezza o di segretezza delle

informazioni.]

6 [Il dato economico fornito dal professionista si riferisce, infatti, alla diffusione non solo del messaggio sub A) ma anche di altra

versione diramata – nello stesso periodo – per promuovere la linea di prodotti solari Defence Sun nel suo complesso, ove, accanto

all’immagine di una giovane mamma col proprio bambino, compare il claim “Defence Sun – Il sole per amico”. ]

7 [“Defence Sun Baby”]

8 [Segnatamente, a pag. 76 del settimanale Gente, n. 33 del 13 agosto 2011.]

9 [Il cartello vetrina relativo al prodotto Defence Sun SFP 6, è identico al messaggio a stampa sopra riportato sub A. Ne è stata diffusa

anche una distinta versione con il claim “Il sole per amico” illustrativa, però, della linea complessiva dei solari “Defence Sun”.]

10 [Ad oggi, agli indirizzi consultati d’ufficio il 26 maggio 2011, l’originaria presentazione dei prodotti in esame appare modificata solo in

relazi
one all’assenza del valore percentuale “+ 64 %”. ]

11 [Si tratta, precisamente, dell’astuccio cartaceo della crema da 50 ml, del latte da 125 ml e del latte spray da 150 ml. nonché del

flacone di quest’ultimo. Su tali bozze non compare il riquadro recante la percentuale “+ 64%” già presente sulle confezioni oggetto del

presente procedimento.]

i) “Potenzia l’abbronzatura del 64% grazie ad un peptide biomimetico che stimola la produzione di melanina e assicura

un’abbronzatura intensa e duratura. Aiuta a prevenire l’invecchiamento cutaneo”;

ii) “Garantisce una protezione sicura dai raggi UVA-UVB”;

iii) “Alta tollerabilità, sicurezza ed efficacia sono evidenziate da: > Test in vitro su un modello che ripropone

caratteristiche e reazioni della pelle umana; > Test clinici effettuati sotto controllo medico su soggetti volontari”.

20. A supporto dei dichiarati vanti prestazionali ed in specifico riscontro all’attribuzione dell’onere della prova , il

professionista ha trasmesso varia documentazione tra cui la domanda di brevetto italiano depositata il 4 marzo 2004

presso l’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi per l’invenzione “Associazione di L-Carnosina a Beta-Glucano e composizioni

che la contengono”. Il 2 novembre 2011, è stata consultata d’ufficio la banca dati telematica del Ministero dello

Sviluppo Economico-UIBM, ove è stata riscontrata la concessione, in data 23 febbraio 2009, del brevetto alla predetta

invenzione.

21. Sono stati trasmessi, inoltre, due studi scientifici sul Melitane® (sostanza contenuta in Defence Sun SPF 6, in

grado, tra l’altro, di stimolare la melanogenesi)12 e varie sperimentazioni in vitro e in vivo sui cosmetici in esame

(fattore di protezione solare ivi impiegato13, resistenza all’acqua14, fototossicità15, potenziale irritativo

sull’epidermide umana16).

22. Infine, ICIM ha trasmesso un’unica sperimentazione effettuata presso uno Studio di Fototerapia Dermatologica di

Roma circa l’efficacia pigmentogena del prodotto Defence Sun Latte 8 (poi rinominato SPF617) effettuato il 30 giugno

2006.

23. Tale studio (“Valutazione dell’efficacia pigmentogena del prodotto Defence Sun Latte 8 in volontari sani dopo

irradiazione ripetuta con UV”) è stato condotto al fine di valutare l’efficacia abbronzante del predetto solare su un

gruppo di quindici volontari (maschi e femmine) di razza caucasica, appartenenti ai fototipi cutanei III o IV secondo la

classificazione Fitzpatrick. Nel report è testualmente premesso che “sono stati deliberatamente esclusi i soggetti

con fototipo I e II in quanto la risposta pigmentogena in questi fototipi è scarsa o assente e le irradiazioni

ripetute con simulatore solare sono suscettibili di provocare danni”. Il test si è svolto nell’arco di una settimana durante

la quale i volontari, mediante simulatore solare, sono stati sottoposti ad irradiazione tre volte, nel pomeriggio dei

giorni alterni, con una dose equivalente a tre volte la MED predeterminata di ciascuno18.

24. In un’area delimitata della schiena di ciascun volontario è stata applicata (la mattina di ciascuno dei sette giorni

del test) una dose di ca. 2mg/cmÇ di prodotto19. I risultati conseguiti segnalano l’incremento significativo dell’IM

cutaneo sulle zone trattate con il prodotto e sottoposte contemporaneamente ad irradiazione ripetuta con il simulatore

solare. I valori percentuali incrementali di IM, così registrati – e raccolti in apposita tabella – vanno da un minimo di +

12 [Si tratta di due rapporti (“Biological Documentation” e “Tolerance studies”) redatti, nel 2004, dall’Institut Européen de Biologie

cellulaire, avente sede a Ramonville Saint Agne (Francia), che ha sviluppato, assieme ad altri, questo esapeptide. I rapporti illustrano,

attraverso i risultati di diversi test in vitro e in vivo, le caratteristiche costitutive, funzionali e di tollerabilità cutanea di questa sostanza

che è in grado, tra l’altro, di stimolare l’attività dei melanociti umani incrementando la produzione di melanina, nonché di ridurre le

reazioni infiammatorie della pelle in esito all’esposizione al sole. ]

13 [Si tratta, in particolare, di quattro studi condotti nel 2009, due dei quali (eseguiti presso il laboratorio cosmetologico

Eurofins/Biolab S.p.A. di Vimodrone (MI), e concernenti la “Determinazione del fattore di protezione solare (SPF)” del prodotto Defence

Sun 6, nelle versioni Latte/crema e Latte Spray) riportano che, in base alla raccomandazione europea EC 22/09/2006, il prodotto può

essere classificato come “a bassa protezione con valore SPF nominale in etichetta = 6”. Gli altri due studi condotti dal laboratorio di

analisi Biologiche e Chimiche ABICH S.r.l., con sede a Verbania, relativamente alla “Valutazione in vitro del fattore di protezione solare”

sia di Defence Sun latte/crema 6 che di Defence Sun Latte Spray, attribuiscono a ciascun prodotto, in conformità alla citata

raccomandazione europea, una capacità di protezione “moderata”.]

14 [Lo studio in vivo (“Determinazione del fattore di protezione solare (SPF) e della resistenza all’acqua di un prodotto cosmetico

(Metodo Colipa)-” 29 ottobre 2010) attesta che detto prodotto “è resistente all’acqua secondo le linee Guida Colipa 2005” .]

15 [Il 13 ed il 17 maggio 2010, ABICH S.r.l. ha effettuato un “Test di fototossicità in vitro secondo OECD 432 (test 3T3 NRU)” per,

rispettivamente, il latte spray e il latte/crema Defence Sun SPF 6. Dalle sperimentazioni è risultato che ciascun prodotto “non ha

mostrato effetti fototossici in vitro su fibroplasti 3T3. Secondo i dati ricavati dal modello predittivo in vitro” essi risultano “quindi, non

fototossici/non fotoirritanti”.]

16 [Il professionista ha prodotto due studi effettuati dal Centro di Cosmetologia dell’Università di Ferrara sul Latte (2004) e sul Latte

spray (2009) concernenti la “Valutazione del potere irritante mediante patch test occlusivo” nonché altre due sperimentazioni effettuate

da Abich S.r.l. (“Valutazione in vitro del potenziale di irritazione cutanea di un prodotto cosmetico su epidermide ricostituita”)

effettuate, nel 2005, sul Latte e, nel 2009, sul Latte Spray. Tutti e quattro gli studi concludono nell’ escludere effetti irritanti derivanti

dai prodotti esaminati sull’ epidermide umana. ]

17 [All’epoca dell’effettuazione del test, al cosmetico era stato attribuito un SPF 8, riportato anche nella denominazione. In esito alla

raccomandazione europea EC 22/09/2006 ed alle successive sperimentazioni sull’individuazione del fattore di protezione solare –

riportate in nota 18 – al cosmetico è stato attribuito un SPF più basso, pari a 6. Pertanto, la denominazione è mutata in Defence Sun

SPF 6, restando immutata, rispetto al passato, la composizione. ]

18 [Prima dell’esecuzione del test, un’area cutanea posta sul dorso di ciascun volontario è stata esposta a dosi crescenti di radiazioni SS

(Spettro Solare totale – UVA+UVB, compreso nei limiti prescritti dal Colipa per la determinazione del fattore di protezione SPF dei

prodotti cosmetici antisolari) al fine di determinare la MED (minima dose eritematogena) percettibile sulla pelle esposta dopo 20-24

ore.]

19 [La zona irraggiata è stata esaminata con un dermaspettrometro, uno strumento in grado di misurare un Indice di Eritema ed un

Indice di Melanina (IM) che corrispondono, rispettivamente, al contenuto di emoglobina e al contenuto di melanina presenti nella cute.

Ai fini della ricerca è stato preso in considerazione l’IM misurato, con il dermaspettrometro, all’inizio (T0) e alla fine (T7) del test

sull’area tratt
ata.]

45% ad un massimo di + 76% rispetto al rispettivo valore iniziale (T0), attestandosi su un valore percentuale medio di

+ 63 %. Nelle conclusioni è precisato che “questo studio ha dimostrato che l’uso del prodotto Defence Sun latte 8,

in combinazione con l’esposizione alla radiazione UV solare a dosi sopra-eritemigene è in grado di indurre

una intensificazione importante della pigmentazione costituzionale, limitatamente all’uso nei fototipi III e

IV” (enfasi aggiunta).

25. Dietro richiesta contenuta nella comunicazione di avvio del procedimento, ICIM ha trasmesso anche la scheda

tecnica di ciascuno dei solari in esame recanti l’elenco degli ingredienti (INCI) e la relativa composizione 20.

3) Le argomentazioni difensive della Parte

26. Nella memoria pervenuta l’8 agosto 2011, il professionista ha dichiarato di “aver abbandonato”, nella campagna

pubblicitaria diffusa dal secondo semestre 2010 e per tutto il 2011, “alcuni vanti prestazionali come quelli oggetto del

presente procedimento” Pertanto, il claim “Potenzia l’abbronzatura del 64%”, pur presente sul sito internet aziendale al

momento (26 maggio 2011) della verifica effettuata d’ufficio dall’Autorità, “è da considerarsi un piccolo non voluto

refuso”.

Con riferimento alla campagna promozionale svolta nel 2011, ICIM ha precisato di aver diffuso solo messaggi afferenti

all’intera linea di prodotti solari Bionioke-Defence Sun e non, invece, specifici per il cosmetico in esame.

Infine, “a dimostrazione della volontà aziendale di abbandonare l’utilizzo di alcuni comportamenti che potrebbero

integrare una violazione degli articoli del Codice del Consumo”, la società ha prodotto, in bozza, le nuove confezioni di

Defence Sun SPF 6 come “già predisposte e che verranno utilizzate per il prossimo futuro”.

IV. PARERE DELL’AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

27. Poiché la pratica commerciale oggetto del presente provvedimento è stata diffusa anche attraverso internet, spot

tv e messaggi a stampa, in data 28 ottobre 2011 è stato richiesto il parere all’Autorità per le Garanzie nelle

Comunicazioni, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, del Codice del Consumo.

28. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni non ha comunicato il proprio parere entro il termine di trenta giorni

dal ricevimento della richiesta e non ha rappresentato ulteriori esigenze istruttorie.

V. VALUTAZIONI CONCLUSIVE

29. Dall’istruttoria svolta emerge la scorrettezza, ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del

Consumo, della pratica commerciale posta in essere da ICIM, consistente nella diffusione – a mezzo stampa, tramite

spot radiofonici e televisivi, internet, mediante cartellonistica e sulle confezioni – di messaggi pubblicitari intesi a

presentare il prodotto Bionike-Defence Sun SPF 6, nelle tre referenze esistenti di crema, latte e latte spray, come

idoneo a garantire un’elevata stimolazione dell’abbronzatura, evidenziata ed enfatizzata in una specifica percentuale –

“+64%” – e a contrastare l’invecchiamento cutaneo. Tale indicazione di efficacia del cosmetico non trova una puntuale

e corretta corrispondenza nella documentazione scientifica versata in atti e, pertanto, l’onere della prova sul punto non

risulta adempiuto.

30. Del materiale scientifico prodotto dal professionista, l’unico studio dal quale è rintracciabile la descritta efficacia del

prodotto è la sperimentazione scientifica mirata al prodotto Bionike-Defence Sun SPF 621.

31. Le risultanze della sperimentazione evidenziano che l’aumento delle variazioni cromatiche della pelle ivi registrate

derivano dalla semplice misurazione operata, su ciascun volontario, della zona specificamente trattata con il prodotto

in esame e sottoposta ad irraggiamento UVA. L’assunto è evidente anche in seno alle conclusioni dello studio

medesimo: “l’uso del prodotto Defence Sun latte 8, in combinazione con l’esposizione alla radiazione UV solare

a dosi sopra-eritemigene è in grado di indurre una intensificazione importante della pigmentazione costituzionale,

limitatamente all’uso nei fototipi III e IV”.

32. Tale misurazione, pertanto, è stata effettuata senza raffronto non solo verso placebo22, ma anche verso area

distinta dell’epidermide, non trattata con il prodotto in esame, ma sottoposta parimenti ad irraggiamento UVA. Il

valore registrato di variazione cromatica non può, quindi, essere riferito al prodotto, non essendo distinguibile la

variazione derivante dal prodotto rispetto a quella dovuta all’irraggiamento UVA.

33. Per tale ragione, la spendita con grande evidenziazione del suddetto valore percentuale preceduto dal segno “più”

(“+64%”), risulta ingannevole anche in quanto non si riferisce in alcun modo all’efficacia incrementale derivante

20 [Le schede recano la denominazione e la concentrazione (in percentuale) di ognuna delle sostanze componenti la crema, il latte e il

latte spray. Esse attestano la presenza nei prodotti, tra altro, di [omissis] (nella percentuale [omissis] per crema e latte nonché nella

percentuale di [omissis] per il latte spray), di [omissis] (nella percentuale [omissis] per crema e latte nonché nella percentuale di

[omissis] per il latte spray),nonché di [omissis] (nella percentuale [omissis] per crema e latte nonché nella percentuale di [omissis] per

il latte spray).]

21 [“Valutazione dell’efficacia pigmentogena del prodotto Defence Sun Latte 8 in volontari sani dopo irradiazione ripetuta con UV” . ]

22 [Va, al riguardo, osservato, che, già in precedenza (cfr. provv. n. 22097 e 22099 del 9 febbraio 2011, in Boll. n 6-7/11) l’Autorità,

dietro indicazione di consulenti esperti, ha richiamato la necessità di ricorrere, nei test di efficacia cosmetica, a metodologia

sperimentale che contemplasse, tra l’altro, “studi con confronto con il semplice veicolo o prodotto similare in commercio”, in linea con le

vigenti Linee Guida COLIPA 2008 (European Cosmetic, Toiletry and Perfumery Association). ]

dall’applicazione del prodotto bensì, come già accennato, ad un valore assoluto misurato sulla sola zona irraggiata

trattata col prodotto.

34. Sempre con riferimento al vanto prestazionale del potenziamento dell’abbronzatura, va, altresì, sottolineata la

circoscritta rappresentatività del campione utilizzato nella suddetta sperimentazione: ivi, infatti, la descritta

performance del solare risulta testata esclusivamente su 15 volontari appartenenti ai fototipi III o IV, ossia su (pochi)

soggetti la cui epidermide non è molto delicata, bensì mediamente più resistente, secondo la classificazione di

Fitzpatrick23, ai rischi derivanti dall’esposizione al sole. L’evidenza – e il limite – di tale procedura emergono dalle

stesse conclusioni del test secondo cui, infatti, una “intensificazione importante della pigmentazione costituzionale”

dopo l’impiego di Defence Sun Latte “in combinazione con l’esposizione alla radiazione UV solare” risulta dimostrata

“limitatamente all’uso nei fototipi III e IV”.

35. I consumatori, peraltro, non sono sempre edotti dello stato di salute della propria epidermide e della reazione di

essa all’esposizione solare anche quando il prodotto da utilizzare è, come in questo caso, uno stimolatore di melanina

la cui efficacia è risultata, tuttavia, testata soltanto su soggetti appartenenti a due fototipi determinati (peraltro, i più

resistenti e predisposti all’abbronzatura) 24.

36. Nessuna conferma, poi, circa l’efficacia del prodotto si evince nei due rapporti scientifici sul Melitane®25 –

elaborati dallo stesso istituto prod
uttore della sostanza – nei quali (segnatamente, nelle sperimentazioni ivi riportate),

non si rinviene traccia alcuna della percentuale vantata in pubblicità. Tali studi, se attestano, in generale, l’efficacia di

detto esapeptide al fine di stimolare la melanogenesi, non possono, tuttavia, costituire automaticamente anche una

mirata conferma dello specifico e puntualmente indicato potenziale abbronzante accreditato, in pubblicità, al cosmetico

in esame26.

37. Ne consegue che l’indicazione pubblicitaria della percentuale di incremento dell’abbronzatura “+ 64%”, all’indirizzo

di una pluralità indistinta di consumatori, non risulta confermata e non può ritenersi corrispondente alla reale efficacia

abbronzante del cosmetico, con riguardo non solo all’effettivo valore incrementale conseguibile, ma anche con riguardo

alle caratteristiche soggettive dei destinatari del prodotto. E ciò a fronte dell’innegabile suggestione rappresentata, per

i potenziali acquirenti, dalla percentuale medesima per via del prospettato supporto scientifico (“intensificano

l’abbronzatura del 64 % grazie ad uno speciale peptìde biomimetico”).

38. Il vanto di efficacia assertivamente espresso e rappresentato nella pubblicità in esame deve, pertanto, ritenersi

idoneo a indurre in errore il consumatore medio circa i risultati che si possono attendere dal suo uso, soprattutto in

quanto è su tale percentuale che si incentra tutta la pubblicità.

39. Va aggiunto, da ultimo, che non risulta soddisfatto l’onere della prova attribuito al professionista anche con

riferimento al vanto prestazionale “Aiuta a prevenire [contrastano] l’invecchiamento cutaneo” accreditato al prodotto

nella pubblicità in esame in quanto dalla documentazione scientifica complessivamente trasmessa da ICIM non

emergono riscontri, né sperimentazioni in grado di supportare detta indicazione.

40. In merito alla contrarietà alla diligenza professionale della pratica descritta, nel caso di specie, non si riscontra da

parte di ICIM – azienda affermata nel settore cosmetico e facente parte di un rilevante gruppo societario -, il normale

grado di competenza e attenzione che ragionevolmente ci si può attendere, avuto riguardo alla qualità del

professionista e alle caratteristiche dell’attività svolta, in relazione a prodotti specificamente dedicati per l’esposizione

solare e destinati, quindi, ad un uso per il quale è richiesta, in ogni caso, una particolare avvertenza da parte dei

consumatori.

41. Alla luce di tutto quanto sopra evidenziato – e del mancato assolvimento, ex articolo 27, comma 5, del Codice del

Consumo, dell’onere della prova sul punto specifico dell’efficacia abbronzante del prodotto fino alla percentuale indicata

– si ritiene che la pratica in esame integri una violazione degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del

Consumo.

23 [Il fototipo della pelle (TSS) è un sistema tradizionale di classificazione sviluppato dal dermatologo Thomas Fitzpatrick e basato sulla

variabile sensibilità epidermica dell’individuo alla luce del sole. La tabella che segue riproduce schematicamente tale classificazione

(fonte: AIDECO-Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia):

 

I fototipi bassi (I, II) sono i più sensibili e, pertanto, risultano maggiormente esposti a rischi – e danni – derivanti dall’esposizione

solare. Non sono, tuttavia, del tutto immuni al fotodanneggiamento (radiazioni ultraviolette e fotosensibilizzazione) anche i fototipi

successivi (III, IV e V), nonché il più alto (VI) tipico delle razze “di colore”. L’ individuazione del fototipo è, pertanto, elemento

imprescindibile per scegliere la corretta protezione solare della pelle, nonché per valutare efficacia e non nocività dei prodotti intesi,

invece, a stimolare la melanogenesi. ]

24 [Provv. n. 22233 del 23 marzo 2011, PS6131 – COLLISTAR-ACCELERATORE ABBRONZATURA +71,5, in Boll. n. 12/11; provv. n.

22758 del 7 settembre 2011, PS7147 – PLANTER’S SUN-INTENSIFICATORI ABBRONZATURA, in Boll. n. 36/11.]

25 [In nota 14. ]

26 [Anche in precedenza, l’Autorità ha reputato non esaustiva – a sostenere, in pubblicità, i vanti prestazionali di un cosmetico – la

documentazione scientifica relativa esclusivamente a singole sostanze e principi attivi contenuti nel prodotto, in assenza di

sperimentazioni sul punto mirate al prodotto stesso. (Cfr. provv. n. 21914 del 15 dicembre 2010, PS4915 SILVER CROSS -SOLARI SUN

BARTH, in Boll. n. 49/10). ]

VI. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

42. Ai sensi dell’articolo 27, comma 9, del Codice del Consumo, con il provvedimento che vieta la pratica commerciale

scorretta, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, tenuto

conto della gravità e della durata della violazione.

43. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati

dall’articolo 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’articolo 27, comma 13, del Codice del Consumo:

in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della

personalità dell’agente, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa.

44. Con riguardo alla gravità della violazione, deve tenersi conto, nella fattispecie in esame, dell’importanza e della

dimensione economica del professionista: ICIM – che fa parte del gruppo Pharmacos – è presente in posizione

consolidata sul mercato nazionale attraverso i canali delle farmacie e parafarmacie ed opera anche all’estero. Va

aggiunto che la società presenta, nel bilancio 2010, ricavi pari a oltre quarantacinque milioni di euro ed utili di esercizio

superiori agli otto milioni di euro, dati che risultano in crescita rispetto al 200927.

45. La gravità si apprezza, inoltre, in ragione dell’ampia e capillare diffusione del messaggio che – soprattutto su

internet, ma anche mediante spot televisivi e radiofonici reiteratamente diffusi su emittenti nazionali28 – è idonea a

raggiungere un vasto pubblico di utenti ed ha, in concreto, contribuito ai consistenti risultati di vendita del prodotto

Defence Sun SPF 6, come risulta dai dati forniti dalla Società.

46. Proprio la diffusività della promozione impedisce di tener conto delle iniziative intraprese dal professionista poco

dopo la comunicazione di avvio del presente procedimento – come la rimozione, dal sito internet, della percentuale

oggetto di contestazione, nonché la prospettata modifica del packaging dei cosmetici de quibus (senza alcuna

indicazione circa la tempistica d’immissione in commercio delle nuove confezioni).

47.Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la pratica commerciale

contestata è stata posta in essere dal 1° marzo 2010 e, per le confezioni in commercio, dura a tutt’oggi.

48. Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile a

ICIM nella misura di 70.000 € (settantamila euro).

RITENUTO, pertanto, sulla base delle considerazioni suesposte, che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai

sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale

e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione alle

caratteristiche dei prodotti pubblicizzati dal professionista e ai risultati conseguibili dal relativo utilizzo;

RITENUTO inoltre, ai sensi dell’articolo 27, comma 10, del Codice del Consumo,
che l’Autorità è chiamata ad assegnare

all’operatore pubblicitario un termine per procedere all’adeguamento delle confezioni di prodotto che riportano

messaggi ritenuti ingannevoli;

DELIBERA

a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalla società ICIM

International S.r.l., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai

sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo e ne vieta la diffusione o continuazione;

b) di irrogare alla società ICIM International S.r.l. una sanzione amministrativa pecuniaria di 70.000 € (settantamila

euro);

c) che il professionista comunichi all’Autorità, entro il termine di novanta giorni dalla notifica del presente

provvedimento, le iniziative assunte in ottemperanza alla diffida di cui al punto a).

La sanzione amministrativa di cui alla precedente lettera b) deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dalla

notificazione del presente provvedimento, utilizzando l’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al

Decreto Legislativo n. 241/1997. Tale modello può essere presentato in formato cartaceo presso gli sportelli delle

banche, di Poste Italiane S.p.A. e degli Agenti della Riscossione. In alternativa, il modello può essere presentato

telematicamente, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, attraverso i servizi di home-banking e

CBI messi a disposizione dalle banche o da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia

delle Entrate, disponibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Ai sensi dell’articolo 37, comma 49, del decreto-legge n. 223/2006, i soggetti titolari di partita IVA, sono obbligati a

presentare il modello F24 con modalità telematiche.

Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di

mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino

27 [Nell’esercizio 2009, è stato raggiunto un fatturato di oltre 36 milioni di euro ed un utile di esercizio pari a quasi sei milioni di euro. ]

28 [Vedasi, in seno alla Parte III, sub “Le evidenze acquisite”, il paragrafo “La campagna promozionale: durata e modalità”.]

alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’articolo 27, comma 6, della legge

n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal

giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario

per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.

Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello

attestante il versamento effettuato.

Ai sensi dell’articolo 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera l’Autorità

applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità

può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

ASSEGNA

alla società ICIM International S.r.l. un termine di novanta giorni dalla notifica del presente provvedimento, ai sensi

dell’articolo 27, comma 10, del Codice del Consumo, per il necessario adeguamento della confezione di vendita dei

diversi prodotti della linea Bionike – Defence Sun SPF 6, attraverso l’eliminazione – sia dall’involucro primario sia da

quello esterno cartonato – della percentuale “+ 64%”.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della

Concorrenza e del Mercato in considerazione della natura dell’illecito e per assicurare al pubblico la più ampia

conoscenza della propria attività istituzionale.

Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’articolo 135, comma 1,

lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni

dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui all’articolo 41, comma 5, del

Codice del processo amministrativo, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai

sensi dell’articolo 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di

centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

IL SEGRETARIO GENERALE

Luigi Fiorentino

IL PRESIDENTE

Giovanni Pitruzzella

 

Internet

Ingannevolezza delle condizioni economiche dei finanziamenti previsti in favore dei dipendenti pubblici

I profili di ingannevolezza, oggetto di valutazione da parte dell’Autorità, riguardano in questo caso le condizioni economiche con le quali venivano sponsorizzati alcuni possibili finanziamenti in favore di dipendenti pubblici attraverso la cessione di un quinto dello stipendio o con delegazione di pagamento. Nelle risultanze del procedimento è apparso che il TAEG effettivamente applicato ai finanziamenti risultava essere maggiore di quello prospettato nella pubblicità.

In particolare dai contratti versati in atti dai professionisti (Unicredit s.p.a. e Family Credit Network s.p.a.) risulta che in un numero rilevante di casi (7 sui 20 prodotti), a fronte del costo complessivo massimo indicato nella misura del 7,35%, il TAEG relativo agli atti sottoscritti raggiungeva la misura del 7,54%. Ne conseguiva che i professionisti rappresentavano ingannevolmente le condizioni economiche dell’offerta e la pratica commerciale risultava scorretta ai sensi degli articoli 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a indurre in errore il consumatore. Pertanto, l’Autorità Garante della Concorrenza e del mercato nell’adunanza del 30 novembre 2011 emetteva il provvedimento n. 23043, con cui irrogava alla società Unicredit S.p.A. una sanzione amministrativa di € 70.000 e alla società Family Credit Network S.p.a. una sanzione di € 50.000.

 

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

 

Di seguito il testo integrale del provvedimento

 

 

PS7388 – FAMILY CREDIT-PUBBLICITÀ FINANZIAMENTI

Provvedimento n. 23043

 

 

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2011;

SENTITO il Relatore Professore Carla Bedogni Rabitti;

VISTA la Parte II, Titolo III del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);

VISTO il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette” (di seguito, Regolamento), adottato dall’Autorità con delibera del 15 novembre 2007;

VISTI gli atti del procedimento;

 

I. LE PARTI

1. UniCredit S.p.A. (di seguito anche “UniCredit”), in qualità di professionista, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo. La società, che svolge l’attività di banca commerciale, ha realizzato nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2010 un fatturato, calcolato applicando in via analogica i criteri utilizzati in materia di comunicazione delle concentrazioni nel settore bancario di cui all’art. 16, comma 2, della legge n. 287/90, pari a circa 41 miliardi di euro.

2. Family Credit Network S.p.A. (di seguito anche “FC Network”), in qualità di professionista, ai sensi dell’art. 18, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo. La società, che promuove e colloca i prodotti di finanziamento di UniCredit S.p.A. tramite la rete dei suoi agenti ed intermediari convenzionati, ha realizzato nell’esercizio chiuso il 31 dicembre 2010 un fatturato, calcolato applicando in via analogica i criteri utilizzati in materia di comunicazione delle concentrazioni nel settore bancario di cui all’art. 16, comma 2, della legge n. 287/90, pari a circa 19 milioni di euro.

3. Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Catania, in qualità di segnalante.

 

II. LA PRATICA COMMERCIALE

4. Il procedimento concerne la diffusione di un volantino pubblicitario volto a promuovere l’offerta di finanziamenti in favore di dipendenti pubblici con cessione del quinto dello stipendio o delegazioni di pagamento. 5. Nel messaggio segnalato campeggia l’indicazione Family Credit Network seguita da alcune informazioni relative alle caratteristiche dei finanziamenti prospettati. Più in basso viene riportato un numero verde da utilizzare per richiedere informazioni e, con caratteri di piccole dimensioni, viene rappresentato quanto segue: “Rivolgersi alle Nostre Agenzie di Napoli […], Salerno […], Catania […], Roma […], Bari […]”. A margine del messaggio è fornita la seguente specificazione: “Prodotti UniCredit Family Financing, marchio di UniCredit S.p.A. – Banca Erogante – Distribuiti dalla rete di Agenti monomandatari di Family Credit Network S.p.A.”. Sul retro del volantino è presente una tabella con alcuni esempi di importi erogabili, durata e ammontare delle rate per il rimborso. In calce alla tabella, con caratteri di ridotte dimensioni, tra l’altro, viene specificato “TAN min 5,10% – max 5,25% – TAEG max 7,35%”.

6. Secondo il segnalante la mancata indicazione nel messaggio del TAEG effettivo, pur in presenza di esempi di finanziamento, impedirebbe al consumatore di percepire il costo effettivo del prestito e di operare un confronto con altre proposte.

 

III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO

 

1) L’iter del procedimento

7. A seguito di informazioni acquisite ai fini dell’applicazione del Codice del Consumo e della segnalazione proveniente dalla Camera di Commercio Industria Artigianato Agricoltura di Catania, in data 18 agosto 2011 è stato comunicato alle Parti l’avvio del procedimento istruttorio n. PS7388 nei confronti dei professionisti in relazione alla pratica commerciale sopra descritta, per presunta violazione degli artt. 20, 21 e 22 del Codice del Consumo.

8. Unitamente alla comunicazione di avvio è stata trasmessa a UniCredit e a FC Network una richiesta di informazioni alla quale i professionisti hanno risposto, con due distinte memorie, in data 20 settembre 2011.

9. Il 12 ottobre 2011 è stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento.

 

2) Le evidenze acquisite

10. FC Network conclude e gestisce – in nome e per conto di UniCredit – contratti di finanziamento contro cessione del quinto dello stipendio o delegazioni di pagamento. UniCredit è il soggetto che eroga il credito e, al contempo, presta a FC Network alcuni servizi tra i quali il servizio legale, il servizio di compliance e il servizio di campaign management & marketing communication1.

11. FC Network ha preventivamente sottoposto il messaggio pubblicitario oggetto del procedimento a UniCredit per la verifica della conformità dello stesso alla normativa di settore in tema di pubblicità di prodotti di finanziamento. UniCredit, anche sulla base delle informazioni fornite da FC Network, ne ha approvato il contenuto2.

12. Per ciò che concerne le condizioni economiche alle quali vengono effettivamente concessi i prestiti personali (riportate nel messaggio con l’indicazione: “TAN min 5,10% – max 5,25% – TAEG max 7,35%”), FC Network ha prodotto copia di n. 20 contratti sottoscritti da consumatori nel periodo di riferimento. Nell’ambito di tali contratti, in 7 casi il TAEG relativo alle operazioni di finanziamento risulta più elevato rispetto a quello prospettato nella pubblicità raggiungendo la misura del 7, 54%.3.

13. Quanto alla diffusione del messaggio pubblicitario, risulta che il volantino è stato stampato in numero pari a 199.000 unità e distribuito nelle province di Napoli, Catania, Bari e Palermo nel mese di marzo 20114.

 

3) Le argomentazioni difensive dei professionisti

14. UniCredit ha fatto presente che il messaggio segnalato reca la sola indicazione del TAEG massimo raggiungibile relativamente agli esempi di finanziamenti reclamizzati per l’impossibilità di indicare nel volantino tutte le possibili combinazioni
di TAEG ottenibili in considerazione della durata, dell’importo del prestito e delle caratteristiche del soggetto finanziato (queste ultime rilevanti per la determinazione degli oneri delle polizze assicurative contro il rischio di decesso che, in quanto obbligatorie per la tipologia di operazione prospettata, sono da ricomprendersi nel calcolo del TAEG). Peraltro, a dire dello stesso professionista, il messaggio non esaurirebbe la gamma di informazioni sui finanziamenti in quanto, come specificato nel volantino, il consumatore per quanto non espressamente indicato e per la polizza assicurativa può fare riferimento ai fogli informativi ed al fascicolo informativo da leggere prima della sottoscrizione disponibili presso il collocatore o può acquisire ogni ulteriore necessaria informazione direttamente dagli agenti.

15. FC Network, oltre a evidenziare la difficoltà di riportare l’esatta misura del TAEG per ogni operazione di prestito, ha rappresentato che il numero dei contratti di finanziamento stipulati successivamente alla data di iniziale diffusione del messaggio non ha subito alcun significativo incremento e quindi la diffusione del volantino non avrebbe prodotto alcun impatto in termini di incremento di sottoscrizione dei contratti ivi pubblicizzati.

 

IV. VALUTAZIONI CONCLUSIVE

 

Professionisti interessati

16. Nel caso di specie devono qualificarsi come professionisti – e quindi destinatari del presente provvedimento – sia la società FC Network che la società UniCredit, ciascuna delle quali ha contribuito a porre in essere la pratica oggetto di contestazione. 17. In particolare, il volantino pubblicitario appare come un documento direttamente riconducibile a FC Network in quanto sullo stesso sono presenti la ragione sociale e i recapiti di alcune agenzie della rete facente capo alla stessa società. In effetti, dalle risultanze istruttorie emerge il ruolo esclusivo assunto dal professionista nella predisposizione (salva l’approvazione del contenuto del messaggio da parte di UniCredit) e diffusione della comunicazione promozionale segnalata.

18. Di chiara evidenza risulta anche il coinvolgimento di UniCredit nella pratica commerciale, seppure con particolare riferimento alla fase di verifica del contenuto del messaggio pubblicitario diffuso da FC Network. Inoltre, il professionista ha tratto un diretto vantaggio economico dall’iniziativa promozionale in quanto soggetto che provvede all’erogazione dei prestiti reclamizzati.

 

La valutazione della pratica commerciale

19. I profili di scorrettezza oggetto di valutazione con riferimento alla comunicazione pubblicitaria diffusa dai professionisti riguardano le condizioni economiche alle quali vengono concessi i finanziamenti prospettati.

20. Il messaggio, contenendo delle indicazioni relative ad alcuni esempi di finanziamenti e alle relative rate di rimborso non riporta, tuttavia, chiaramente, gli elementi essenziali da cui ricavare con esattezza i costi del prestito. Infatti, il TAEG, indicatore che consente al consumatore di valutare e calcolare l’esatto importo dell’intera operazione finanziaria è menzionato unicamente attraverso la specifica “TAEG max 7,35%”; in ragione della sua genericità, tale espressione non consente evidentemente al consumatore di calcolare l’entità degli oneri economici conseguenti all’erogazione del prestito e di effettuare un’adeguata valutazione della reale convenienza dell’offerta, perché lo priva della possibilità di avere contezza del costo complessivo dell’operazione, cioè del costo comprensivo degli interessi e di tutti gli oneri da sostenere per utilizzare il credito.

21. Al riguardo, i professionisti hanno rilevato che la mancanza di indicazioni circa le effettive condizioni economiche del finanziamento sarebbe riconducibile all’esigenza di evitare l’inclusione nel volantino di una moltitudine di TAEG che avrebbe reso il messaggio confusorio. L’argomentazione svolta dai professionisti appare irrilevante in quanto, pur volendo considerare non desiderabile la prospettazione di un numero rilevante di TAEG, lo scopo di garantire la chiarezza delle informazioni rese ai consumatori avrebbe comunque richiesto l’ulteriore indicazione – del tutto assente nel messaggio – delle voci di spesa che comportano variazioni dello stesso indicatore di costo.

22. In ogni caso il messaggio risulta non veritiero proprio in relazione alla misura del TAEG massimo al quale i prestiti sarebbero concessi. In particolare, dai contratti versati in atti da FC Network risulta che in un numero rilevante di casi (7 contratti su 20 prodotti in atti) il TAEG relativo alle operazioni di finanziamento risulta più elevato rispetto a quello prospettato nella pubblicità. In particolare, a fronte del costo complessivo massimo dell’operazione indicato nella misura del 7, 35%, il TAEG relativo agli atti negoziali sottoscritti raggiunge la misura del 7, 54%. Ne consegue che i professionisti hanno rappresentato ingannevolmente le condizioni economiche dell’offerta.

23. Va inoltre evidenziato come la comunicazione commerciale effettuata a fini promozionali esaurisca la sua specifica funzione nell’indurre il destinatario a rivolgersi al professionista; il rinvio del consumatore a ulteriori fonti di informazione (come, nel caso di specie, i fogli informativi da leggere prima della sottoscrizione del contratto o gli stessi agenti FC Network), non può pertanto ritenersi idoneo a sanare l’incompletezza delle informazioni fornite su elementi essenziali dell’offerta, quali le condizioni economiche del servizio pubblicizzato.

24. Ad escludere la valutazione in termini di ingannevolezza della pratica neppure rileva la circostanza, evidenziata da FC Network, che la diffusione del volantino pubblicitario non avrebbe prodotto alcun impatto in termini di incremento di sottoscrizione dei contratti di finanziamento offerti alla clientela. La disciplina in materia di pratiche commerciali scorrette delinea una fattispecie di illecito di mero pericolo, di talché ai fini della configurazione dello stesso non è necessaria l’analisi degli effetti prodotti dalla condotta, essendo invece sufficiente che, sulla base di un giudizio prognostico, la stessa sia semplicemente ritenuta idonea ad incidere sulle scelte dei consumatori5.

25. La pratica in esame risulta inoltre contraria alla diligenza professionale ragionevolmente esigibile in base ai principi di correttezza e buona fede che dovrebbero generalmente informare le comunicazioni commerciali di un operatore dello specifico settore di attività, garantendo la chiarezza e la completezza delle informazioni fornite alla clientela; ciò anche in considerazionedella sensibile asimmetria informativa che caratterizza, in un ambito di tale complessità, i rapporti tra professionisti e consumatori.

26. La pratica commerciale, costituita dalla diffusione del messaggio pubblicitario descritto, risulta pertanto scorretta ai sensi degli articoli 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a indurre in errore il consumatore medio con riferimento alle condizioni economiche dei finanziamenti pubblicizzati.

 

V. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

 

27. Ai sensi dell’art. 27, comma 9, del Codice del Consumo, con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione.

28. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’art. 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’art. 27, comma 13, del Codice del Consumo: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa.

29. Con riguardo alla
gravità della violazione, si tiene conto nella fattispecie in esame, oltre che dell’opera svolta da ciascun professionista nella realizzazione della pratica, anche della specifica dimensione economica di ciascuno dei professionisti. Viene inoltre in rilievo il ridotto volume di prestiti perfezionati nel periodo di riferimento, in quanto associato a una condotta attuata soltanto da alcuni agenti FC Network.

30. Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la pratica commerciale è stata posta in essere nel mese di marzo 2011.

31. Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile alla società UniCredit S.p.A. nella misura di 70.000 € (settantamila euro) e l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile alla società Family Credit Network S.p.A. nella misura di 50.000 € (cinquantamila euro).

RITENUTO, pertanto, sulla base delle considerazioni suesposte, che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli artt. 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento del consumatore medio in relazione alle condizioni economiche dei finanziamenti reclamizzati dai professionisti;

 

DELIBERA

 

a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalle società UniCredit S.p.A. e Family Credit Network S.p.A., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20, comma 2, 21 e 22 del Codice del Consumo, e ne vieta la diffusione o continuazione;

b) di irrogare alla società UniCredit S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di 70.000 € (settantamila euro);

c) di irrogare alla società Family Credit Network S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di 50.000 € (cinquantamila euro);

Le sanzioni amministrative di cui alle precedenti lettere b) e c) devono essere pagate entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, utilizzando l’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997. Tale modello può essere presentato in formato cartaceo presso gli sportelli delle banche, di Poste Italiane S.p.A. e degli Agenti della Riscossione. In alternativa, il modello può essere presentato telematicamente, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, attraverso i servizi di home-banking e CBI messi a disposizione dalle banche o da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, disponibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Ai sensi dell’art. 37, comma 49, del decreto-legge n. 223/2006, i soggetti titolari di partita IVA, sono obbligati a presentare il modello F24 con modalità telematiche.

Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’art. 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.

Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.

Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in considerazione della natura dell’illecito e per assicurare al pubblico la più ampia conoscenza della propria attività istituzionale.

Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’art. 135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui all’art. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

 

 

 

IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE

Luigi Fiorentino Giovanni Pitruzzella

Internet

Giudicata ingannevole la pubblicità veicolata sul sito internet www.incarose.it circa il prodotto Maxibronze Perfect Tan + 108%

Con adunanza del 30 novembre 2011, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato è stata chiamata a pronunciarsi su pratiche commerciali poste in essere dalla Società DI-VA S.r.l..

Tale Società sponsorizzava sul sito internet www.incarose.it un prodotto denominato “MAXIBRONZE PERFECT TAN +108%”, il quale grazie alla vantata efficacia di un principio attivo (UNIPERTAN VEG 2002) avrebbe accelerato la produzione di melanina del 108%. Dalle risultanze del procedimento è apparso che il suddetto principio attivo, UNIPERTAN VEG 2002, non risultava essere presente nel prodotto pubblicizzato. Il professionista nelle argomentazioni difensive presentava l’impegno a eliminare le pubblicità presenti sul sito, nonché quelle sulla confezione cartonata e giustificava la sponsorizzazione del principio attivo come un mero errore materiale dovuto ad un refuso dell’incaricato alla redazione pubblicitaria. L’Autorità, con provvedimento n. 23045, dichiarava scorrette ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b) del codice del Consumo, le pratiche commerciali poste in essere dalla società DI-VA S.r.l., irrogando alla stessa una sanzione amministrativa di € 30.000 e assegnava un termine di 90 giorni dalla notifica del procedimento per l’eliminazione dell’indicazione “+108%” dalla confezione destinata alla vendita.

 

 

Dott.ssa Giorgia Mariani

 

Di seguito il testo integrale del provvedimento:

 

 

 

 

 

PS7431 – PERFECT TAN INCAROSE-INTENSIFICATORE ABBRONZATURA

Provvedimento n. 23045

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2011;

SENTITO il Relatore Dottor Antonio Pilati;

VISTA la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del Consumo” e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);

VISTO il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette” (di seguito, Regolamento), adottato dall’Autorità con delibera del 15 novembre 2007;

VISTI gli atti del procedimento;

 

I. LA PARTE

1. DI-VA S.r.l., in qualità di professionista ai sensi dell’art. 18, lettera b), del Codice del Consumo. La società fa parte del gruppo PLANET PHARMA S.p.A. ed è attiva, prevalentemente, nella produzione e nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti cosmetici e di erboristeria. Nel 2010 il professionista ha realizzato un fatturato pari a circa 8 milioni di euro, con un utile di esercizio pari a circa 108.000 euro.

II. LA PRATICA COMMERCIALE

2. In esito a verifiche effettuate d’ufficio in data 30 maggio 2011, nel sito www.incarose.it, facente capo al professionista, nella pagina web1 dedicata agli acceleratori e prolungatori di abbronzatura, viene presentata la linea MAXI BRONZE nei seguenti termini: “Grazie all’efficacia dell’UNIPERTAN VEG 2002®, un principio attivo acceleratore e intensificatore dell’abbronzatura, i prodotti della linea sono in grado di attivare, intensificare, prolungare e fissare l’abbronzatura …”.

3. Dal link relativo al prodotto “MAXI BRONZE Perfect Tan + 108%”, si accede a una pagina web2 con il seguente testo: “Perfect Tan + 108% consente di ottenere un’abbronzatura rapida ed intensa, in quanto accelera la produzione di melanina del 108% riducendo i tempi di esposizione al sole e proteggendo il DNA delle cellule dai raggi solari. Particolarmente indicata per pelli chiare, aiuta a prevenire i danni da esposizione al sole … racchiude in un’unica formulazione l’efficacia del complesso attivo acceleratore di abbronzatura MelatimeTM3, e preziosi fattori idratanti e ristrutturanti cutanei.

BENEFICI: + attiva e intensifica la produzione di melanina del 108% + riduce di circa la metà i tempi di esposizione al sole + idratazione, elasticità e protezione del DNA PRINCIPI ATTIVI PRESENTI

*Melatime®: accelera la produzione di Melanina favorendo un’abbronzatura rapida e durevole. Garantisce un colorito dorato riducendo i tempi di esposizione ai raggi UV …” (Sottolineature aggiunte). 4. Nella medesima pagina web appare anche la rappresentazione fotografica della confezione cartonata del prodotto in esame e il relativo flacone. Sul fronte della confezione è apposta con evidenza cromatica e dimensionale la scritta “tan +108% maxi Bronze PERFECT TAN Acceleratore di abbronzatura viso e corpo”. Si riproduce l’immagine della confezione cartonata del prodotto commercializzato:

 

III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO

1) L’iter del procedimento

5. In relazione alla pratica commerciale sopra descritta, in data 4 luglio 2011 è stato comunicato alla Parte l’avvio del procedimento istruttorio PS7431 per possibile violazione degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo. Nell’ambito della comunicazione di avvio, è stato richiesto al professionista, ai sensi dell’art. 27, comma 5, del Codice del Consumo e dell’art. 15 del Regolamento, di fornire prove sull’esattezza materiale dei dati di fatto connessi alla pratica commerciale oggetto di istruttoria.

6. In data 25 e 26 luglio4, 17 e 26 ottobre 20115 sono pervenute da parte del professionista documentate memorie difensive corredate da istanza di accoglimento di impegni, presentati ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo. 7. In data 7 e 13 ottobre 2011 è stata comunicata alla Parte la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento6.

 

2) Le evidenze acquisite

 

La diffusione dei messaggi

8. Dalla documentazione prodotta dalla Parte risulta che il prodotto “MAXIBRONZE PERFECT TAN +108%” è stato immesso in commercio nel marzo 2011. In particolare, il messaggio contestato è stato diffuso attraverso: a. il sito web www.incarose.it fino al luglio 20117;

b. la confezione cartonata del prodotto8 tuttora distribuito attraverso diversi canali di vendita costituiti da concessionari, erboristerie, farmacie, parafarmacie dislocate sul territorio nazionale. Alla data del 22 luglio 2011 risultano essere stati venduti complessivamente 13.706 pezzi – 31 dei quali acquistati on-line – con un fatturato pari ad euro 104.4559. Ad oggi il prodotto non risulta essere stato più commercializzato sul sito internet.

 

In merito all’efficacia del prodotto

9. Con riferimento alla vantata efficacia del principio attivo UNIPERTAN VEG 2002®10, il professionista ha precisato che il suddetto principio attivo non è contenuto nel prodotto pubblicizzato.

10. Secondo l’elenco degli ingredienti contenuti nel prodotto espresso e realizzato utilizzando la nomenclatura INCI11, il principio attivo inserito per intensificare l’abbronzatura è il Melatime (formula INCI DD06417: butylene glicol 5%, palmitoyl tripeptide40)

11. A supporto scientifico degli effetti prestazionali vantati, il professionista ha trasmesso: a. la scheda della composizione del prodotto “Inca Rose Crema Acceleratore Maxi Bronze Perfect Tan” dove figurano, tra gli ingredienti del solare13, le due sostanze che compongono il peptide denominato Melatime (il butylene glycol e il palmitoyl tripeptide-40); b. domanda di brevetto internazionale (PCT) intitolato “Peptides used in the treatment and/or care of the skin and/or hair and their use in the cosmetic or pharmaceutical compositions”14; c. registrazione del marchio MELATIME15; d. scheda tecnica MELATIME recante la formula quali-quantitativa del prodotto solare re
clamizzato16; e. scheda sicurezza17, scheda composizione18 e certificato di origine19 del MELATIMETM redatte dalla Lipotec S.A.; f. test in vitro MELATIME20; g. test in vivo MELATIME21; h. rapporto tecnico MELATIME22;

i. nota informativa sul parametro utilizzato per quantificare il grado della pigmentazione cutanea (“angolo ITA23”) e relativo depliant esplicativo intitolato:”Guideline for the colorimetric determination of skin color typing and prediction of the minimal erythemal dose (med) without Uv exposure – Edition of 2007)”.

12. In particolare, nella domanda di brevetto sopra citata relativa al peptide, a pagina 44 e 47, viene illustrato fra i possibili impieghi in campo cosmetico, quello di accelerazione, intensificazione e prolungamento dell’abbronzatura. In particolare, si legge: “Un aumento della riduzione del valore ITA del 109% e della luminosità del 58% è stata ottenuta dopo 7 giorni di trattamento sotto induzione UV con riguardo al placebo, mostrando un’accelerazione dell’abbronzatura della pelle 28 giorni dopo aver cominciato il trattamento e 14 giorni dopo l’ultima esposizione UVA, le aree trattate con la crema contenente il peptide hanno mostrato una riduzione della luminosità del 48% e dell’ITA del 40% con riferimento al placebo. Questi risultati dimostrano che il trattamento intensifica e prolunga l’abbronzatura”24;

13. Dal test in vitro – effettuato allo scopo di determinare la potenziale attività pro-melanogenica del MelatimeTM nei melanociti umani misurando i suoi effetti diretti sui cAMP (cyclic adenylyl monophosphate) levels – le colture di melanociti hanno mostrato un incremento della melanogenesi dopo 4 giorni di incubazione in presenza di DD06417 (MelatimeTM), raggiungendo valori incrementali del 180% nella produzione di melanina in colture di cellule nella massima concentrazione sperimentata.

14. Con riferimento al test in vivo svolto nel 2009, si premette che si tratta di un pre-test, svolto su 5 volontari ed i cui risultati devono considerarsi preliminari. Nelle conclusioni si indica poi che l’applicazione del prodotto (“cream B”) induce una più alta decrescita nei parametri L* e nei valori ITA° rispetto a quelli prodotti dal placebo (“cream C”). Questi risultati dimostrano che il prodotto è in grado di aumentare e mantenere l’abbronzatura meglio del placebo.

 

3) Le argomentazioni difensive della Parte

15. Con memorie pervenute in data 25 e 26 luglio 2011, integrate con ulteriore documentazione in data 17 ottobre 2011, la Parte – che in via cautelativa ha provveduto ad eliminare la pubblicità inesame dal sito www.incarose.it dichiarandosi disponibile a cessare definitivamente tale iniziativa pubblicitaria – ha sostenuto che nessuna violazione degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo è ad essa ascrivibile. Ciò in base alle seguenti considerazioni:

a. con riferimento alla vantata presenza del principio attivo UNIPERTAN VEG 2002®, non contenuto nel prodotto pubblicizzato, il professionista ha precisato che “trattasi di mero errore materiale effettuato dalla persona che ha redatto il testo pubblicitario”; b. grazie alla presenza di MELATIMETm, così come risultante dal brevetto Internazionale, un’applicazione quotidiana del prodotto apporta evidenti benefici all’epidermide in termini di idratazione ed emollienza, aumentando la percentuale di melanina prodotta, così da incrementare le naturali difese cutanee contro le radiazioni UV;

c. con riferimento all’ulteriore documentazione scientifica prodotta sul MELATIMETM (scheda tecnica, scheda di sicurezza, scheda relativa alla composizione, certificazione d’origine, rapporto tecnico) sarebbe notorio e scientificamente provato che le melanine, sostanze peculiari della fisiologia cutanea, svolgono un essenziale ruolo protettivo nei confronti dell’esposizione solare;

d. come meglio specificato nel relativo brevetto, dai test effettuati in merito all’efficacia del MELATIMETM, dai test in vitro e, più esplicitamente, dal test in vivo, in doppio cieco, risulterebbe che l’applicazione di una crema contenente il 5% di MELATIMETM fa diminuire del 108%, dopo una sola settimana di applicazione, l’angolo ITA° (inversamente proporzionale all’intensità della pigmentazione cutanea); La medesima quantità di MELATIMETM (5%) è stata inserita nella formulazione del prodotto “maxiBronze PERFECT TAN”;

e. stante l’esiguità della campagna pubblicitaria contestata (anche per l’irrisorio numero di visualizzazioni sul sito web), del numero dei prodotti commercializzati e del fatturato relativo realizzato, considerata la flessione nei ricavi economici e negli utili d’esercizio ricavati da Di-VA, tra l’altro in relazione ad una serie di attività rispetto alle quali la commercializzazione dei prodotti cosmetici non assume esclusiva rilevanza, considerata la buona fede di DI-VA nella realizzazione del messaggio pubblicitario contestato, la tipologia del mezzo di pubblicitario e la brevità della sua diffusione, ed infine valutati gli impegni presentati, la Parte chiede si proceda alla chiusura del procedimento senza accertare l’infrazione.

 

IV. GLI IMPEGNI PRESENTATI DAL PROFESSIONISTA

 

16. In data 25 e 26 luglio 2011, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo, e dell’art. 8, del Regolamento, il professionista ha presentato impegni volti a rimuovere i profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto di contestazione. In particolare – a seguito della sospensione in via cautelativa della pubblicità in esame dal sito www.incarose.it – ha formulato le seguenti proposte:

“a) cessare definitivamente ogni e qualsiasi pubblicità anche on line inerente alla percentuale d’efficacia del principio attivo MELATIMETM;

b) modificare la confezione cartonata eliminando ogni e qualsiasi riferimento alla suddetta percentuale o comunque, all’esito dell’esame dei documenti, quivi offerti in comunicazione, apportare le modifiche eventualmente suggerite da codesta Autorità”.

 

V. PARERE DELL’AUTORITÀ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

 

17. Poiché la pratica commerciale oggetto del presente provvedimento è stata diffusa via internet, in data 24 ottobre 2011 è stato richiesto il parere all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, ai sensi dell’art. 27, comma 6, del Codice del Consumo.

18. Con parere pervenuto in data 23 novembre 2011, la suddetta Autorità ha ritenuto che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, sulla base delle seguenti considerazioni:

– la documentazione trasmessa dall’operatore pubblicitario in risposta al provvedimento ai sensi dell’art. 26, comma 5, del Codice del Consumo, non appare idonea a comprovare l’esattezza materiale delle affermazioni contenute nel messaggio pubblicitario sopra individuato in quanto non risultano esser state fornite prove documentali a sostegno delle informazioni richieste. Siffatta circostanza rende l’onere probatorio inadempiuto;

– allo stato della documentazione in atti, la veridicità e la non omissione dell’affermazione contenuta nel messaggio segnalato risulta non dimostrata; – i dati di fatto contenuti nel messaggio pubblicitario devono ritenersi inesatti e, conseguentemente, il messaggio deve ritenersi ingannevole.

 

VI. VALUTAZIONI CONCLUSIVE

 

19. Dall’istruttoria svolta emerge l’ingannevolezza della pratica commerciale posta in essere da DI- VA, consistente nella diffusione – su internet, sulle confezioni cartonate del prodotto – di un messaggio che pone in grande enfasi l’efficacia abbronzante del prodotto “Maxi Bronze Perfect Tan” attraverso l’indicazione “+ 108%”, posta accanto al nome e con maggiore evidenza grafica del nome stesso. In tal modo, il prodotto viene presentato come in grado di garantire un’elevatissima stimolazione ed incremento dell’abbronzatura.

Tale indicazione di efficacia del prodott
o è stata provata dal professionista in quanto rimasta priva di corrispondenza nella documentazione scientifica versata in atti.

20. invero, a supporto della suddetta percentuale indicativa dell’efficacia abbronzante conseguibile – come esaltata nella comunicazione pubblicitaria – il professionista ha prodotto due studi, un test in vitro ed un test in vivo su taluni componenti presenti nel solare (elaborati dalla Lipotec S.A., società titolare della domanda di brevetto internazionale). In nessuno di questi test si rinvengono elementi a conferma della specifica efficacia abbronzante accreditata al prodotto nel suo complesso. In particolare, appaiono generiche le conclusioni dello studio in vivo in cui, peraltro, non si formulano asserzioni circa la precisa efficacia del prodotto atteso che – come indicato in fatto – trattasi di meri risultati preliminari tenuto anche conto dell’esiguità del campione utilizzato (composto solo da 5 soggetti).

L’unica indicazione in tal senso si trova in uno degli esempi depositati con la domanda di brevetto del peptide contenuto nel prodotto, documento che tuttavia in alcun modo costituisce documentazione scientifica che possa validare il suddetto claim.

21. Il messaggio risulta, altresì, mendace a causa dell’enfatizzata efficacia dell’ UNIPERTAN VEG 2002®, quale principio attivo acceleratore e intensificatore dell’abbronzatura che, per espressa ammissione della Parte, non è contenuto nel prodotto.

22. Il messaggio descritto al punto II della presente comunicazione integra, pertanto, una violazione dell’art. 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo in quanto idoneo a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione alla natura e alle caratteristiche del prodotto offerto, ai risultati che si possono attendere dal suo utilizzo e agli esiti di prove e controlli effettuati sul prodotto stesso.

23. La pratica in esame risulta, inoltre, contraria alla diligenza professionale di cui all’art. 20 del Codice del Consumo, avuto riguardo alla non veridicità delle informazioni concernenti la composizione del prodotto. Priva di pregio risulta l’argomentazione difensiva del professionista secondo cui l’indicazione della presenza nella formulazione del prodotto del principio attivo UNIPERTAN VEG 2002® sarebbe riconducibile a un mero “errore materiale” in quanto la veridicità delle indicazioni contenute in una comunicazione promozionale rientra nella sfera di controllo del professionista e, pertanto, la diffusione di una versione scorretta del messaggio contrasta con “il normale grado di specifica competenza e attenzione” che è tenuto ad osservare un operatore dello specifico settore di attività.

24. Alla luce delle precedenti considerazioni si ritiene, infine, che gli impegni proposti dal professionista nel corso del procedimento non possano essere accolti in quanto inidonei a rimuovere i profili di scorrettezza contestati nella comunicazione di avvio del procedimento. In particolare, pur prendendo atto della eliminazione dal sito del professionista dei messaggi contestati, è evidente, tuttavia, che gli impegni hanno un’esclusiva valenza de futuro.

25. Sussiste, peraltro, nel caso di specie, l’interesse dell’Autorità a procedere all’accertamento dell’infrazione.

 

VII. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

 

26. Ai sensi dell’art. 27, comma 9, del Codice del Consumo, con il provvedimento che vieta la pratica commerciale scorretta, l’Autorità dispone l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da 5.000 a 500.000 euro, tenuto conto della gravità e della durata della violazione. 27. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’art. 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’art. 27, comma 13, del Codice del Consumo: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, della personalità dell’agente, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa.

28. Con riguardo alla gravità della violazione, si tiene conto nella fattispecie in esame della dimensione economica del professionista, il cui fatturato annuo nel 2010 è stato pari a circa 8 milioni di euro. 29. La gravità si apprezza, inoltre, in ragione della penetrazione del messaggio e, in modo specifico, in ragione della presenza della ingannevole indicazione di efficacia del prodotto sia sulla confezione, sia sul sito internet del professionista risultando, quindi, in grado di raggiungere una molteplicità di consumatori, come dimostrano i dati di vendita forniti dalla società.

30. Per quanto riguarda la durata della violazione, dagli elementi disponibili in atti risulta che la pratica commerciale è stata posta in essere dal 1° marzo al 24 luglio 2011 per quanto riguarda il messaggio diffuso sul sito, mentre la confezione è tuttora in distribuzione.

31. Sulla base di tali elementi, si ritiene di determinare l’importo della sanzione amministrativa pecuniaria applicabile a DI-VA S.r.l. nella misura di 30.000 € (trentamila euro).

RITENUTO, pertanto, in conformità al parere dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, sulla base delle considerazioni suesposte, che la pratica commerciale in esame risulta scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea – mediante la presentazione del prodotto come capace di garantire un incremento percentuale elevatissimo dell’abbronzatura, con indicazioni non veritiere e non suffragate da puntuali riscontri scientifici – idonee a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio in relazione al prodotti pubblicizzati dal professionista;

RITENUTO infine, ai sensi dell’art. 27, comma 10, del Codice del Consumo, che l’Autorità è chiamata ad assegnare all’operatore pubblicitario un termine per procedere all’adeguamento delle confezioni di prodotto che riportano messaggi ritenuti ingannevoli;

 

DELIBERA

 

a) che la pratica commerciale descritta al punto II del presente provvedimento, posta in essere dalla società DI-VA S.r.l., costituisce, per le ragioni e nei limiti esposti in motivazione, una pratica commerciale scorretta ai sensi degli artt. 20 e 21, comma 1, lettera b), del Codice del Consumo, e ne vieta la diffusione o continuazione;

b) di irrogare alla società DI-VA S.r.l., una sanzione amministrativa pecuniaria di 30.000 € (trentamila euro).

La sanzione amministrativa di cui alla precedente lettera b) deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, utilizzando l’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997. Tale modello può essere presentato in formato cartaceo presso gli sportelli delle banche, di Poste Italiane S.p.A. e degli Agenti della Riscossione. In alternativa, il modello può essere presentato telematicamente, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, attraverso i servizi di home-banking e CBI messi a disposizione dalle banche o da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, disponibili sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it.

Ai sensi dell’art. 37, comma 49, del decreto-legge n. 223/2006, i soggetti titolari di partita IVA, sono obbligati a presentare il modello F24 con modalità telematiche.

Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’art. 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a deco
rrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo. Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.

Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

 

ASSEGNA

 

alla società DI-VA S.r.l. un termine di novanta giorni dalla notifica del presente provvedimento, ai sensi dell’art. 27, comma 10, del Codice del Consumo, per il necessario adeguamento della confezione di vendita di “maxiBronze PERFECT TAN +108%”, mediante eliminazione della indicazione percentuale “+ 108%”.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in considerazione della natura dell’illecito e per assicurare al pubblico la più ampia conoscenza della propria attività istituzionale.

Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’art. 135, comma 1, lettera b), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui all’art. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199 entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

 

IL SEGRETARIO GENERALE IL PRESIDENTE

Luigi Fiorentino Giovanni Pitruzzella

Internet

Presentata una idonea proposta di impegni da parte della Banca di Credito Cooperativo di Roma

La Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa, (di seguito “BCC di Roma”), ha diffuso e pubblicizzato a mezzo Internet, radio, brouchure e locandine in distribuzione presso le filiali, un prodotto di conto di deposito denominato “Conto Depositattivo BCC” che prospettava un tasso di interesse creditore “fino al 3% lordo”.

L’AGCM ha dichiarato, in seguito alla segnalazione dell’associazione di consumatori Altroconsumo, rilevanti profili di scorrettezza in riferimento alla pratica commerciale di cui sopra, in quanto, in particolare:

 

1) il tasso di remunerazione del 3% sarebbe conseguibile solo depositando somme particolarmente elevate, persino superiori a €150.000,00;

2) il consumatore sarebbe obbligato a sottoscrivere una polizza assicurativa abbinata al conto, oltre che a mantenere una consistente giacenza minima sul conto stesso.

Pertanto, il BCC di Roma, ricevuta dall’AGCM la comunicazione relativa all’apertura di un procedimento istruttorio nei propri confronti, provvedeva, con nota pervenuta in versione integrata in data 5 ottobre 2011, a presentare una proposta di impegni, i quali implicano in particolare, da un lato l’applicazione del tasso prospettato per la fascia d’appartenenza sull’intera giacenza; dall’altro lato, con riferimento alla polizza BCC Vita Basic abbinata al conto, il rimborso ai consumatori dei costi di caricamento e la possibilità di recedere anticipatamente senza alcun onere aggiuntivo. L’AGCM ha ritenuto le misure proposte dalla BCC di Roma idonee a ristorare i consumatori del pregiudizio economico eventualmente subito.

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

 

Di seguito il testo integrale del provvedimento.

 

PS7250 – BCC DI ROMA-CONTO DEPOSITATTIVO

Provvedimento n. 23041

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2011;

SENTITO il Relatore Dottor Salvatore Rebecchini;

VISTA la Parte II, Titolo III del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del

Consumo” e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);

VISTO il “Regolamento sulle procedure istruttorie in materia di pratiche commerciali scorrette”

(di seguito, Regolamento), adottato dall’Autorità con delibera del 15 novembre 2007;

VISTA la comunicazione, pervenuta in data 19 settembre 2011, successivamente integrata in data 5

ottobre 2011, con la quale la società BCC di Roma Società Cooperativa ha presentato impegni ai

sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 8 del Regolamento;

VISTO il proprio provvedimento del 28 settembre 2011, con il quale, ai sensi dell’art. 7, comma 3,

del Regolamento, è stata disposta la proroga del termine di conclusione del procedimento, per la

valutazione degli impegni proposti dal professionista in data 19 settembre 2011, ai sensi dell’art.

27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 8, del Regolamento;

VISTI gli atti del procedimento;

I. LE PARTI

1. Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa (di seguito, anche “BCC di Roma”

o “la Banca”), in qualità di professionista, ai sensi dell’art. 18, lettera b ), del Codice del Consumo.

La società, banca capogruppo del Gruppo Cassa Rurale e Artigiana di Roma, ha realizzato nel

2010 un fatturato, calcolato applicando in via analogica i criteri utilizzati in materia di

comunicazione delle concentrazioni nel settore bancario di cui all’articolo 16, comma 2, della

legge n. 287/90, pari a circa 73 milioni di euro e un utile netto di circa 23 milioni di euro.

2. L’associazione di consumatori Altroconsumo, in qualità di segnalante.

II. LA PRATICA COMMERCIALE

3. Il procedimento concerne il comportamento posto in essere dal professionista, consistente nella diffusione di messaggi pubblicitari potenzialmente ingannevoli con riferimento al prodotto di conto di deposito denominato “Conto Depositattivo BCC” (di seguito, anche “il Conto”). In particolare, i messaggi pubblicitari, diffusi a mezzo Internet , radio, brochure e locandine in distribuzione presso le filiali della Banca:

a) prospetterebbero un tasso di interesse creditore “fino al 3% lordo ”, mentre tale remunerazione sarebbe conseguibile solo depositando somme particolarmente elevate (superiori ai 150.000 euro);

b) ometterebbero di informare il consumatore in merito ad alcune limitazioni dell’offerta, quali il periodo di applicazione della remunerazione pubblicizzata, il tasso creditore previsto al termine di detto periodo, l’obbligatorietà della sottoscrizione della polizza BCC Vita Basic abbinata al Conto, il vincolo relativo al mantenimento di una consistente giacenza minima sul Conto stesso (pari a 6.000 euro), la necessità che il “conto corrente d’appoggio” sia acceso anch’esso presso la BCC di Roma e che le somme depositate provengano, in misura pari almeno all’80%, da altri istituti di credito.

III. LE RISULTANZE DEL PROCEDIMENTO: LA PRESENTAZIONE DEGLI IMPEGNI

1) L’iter del procedimento

4. In relazione alla condotta sopra descritta, in data 6 giugno 2011 è stato comunicato alle Parti l’avvio del procedimento istruttorio n. PS7250. In tale sede è stato ipotizzato che la condotta di BCC di Roma fosse suscettibile di integrare una violazione degli articoli 20, 21 e 22 del Codice del Consumo, in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a falsare in misura apprezzabile il comportamento economico del consumatore medio riguardo alle caratteristiche del prodotto pubblicizzato e alle relative condizioni di fruibilità.

5. Contestualmente alla comunicazione di avvio, al fine di acquisire elementi conoscitivi utili alla valutazione della pratica commerciale in esame, è stato chiesto al professionista, ai sensi dell’art. 27, commi 3 e 4, del Codice del Consumo e dell’art. 12, comma 1, del Regolamento, di fornire informazioni e relativa documentazione circa il periodo di commercializzazione del Conto, il numero di sottoscrittori del prodotto (specificando quanto avessero avuto accesso alla remunerazione del 3% lordo), la giacenza media presente sui conti accesi e la programmazione dei messaggi pubblicitari contestati.

6. In data 15 settembre 2011 il professionista è stato sentito in audizione.

7. In data 13 ottobre 2011 è stata comunicata alle Parti la data di conclusione della fase istruttoria ai sensi dell’art. 16, comma 1, del Regolamento.

8. In data 23 novembre 2011 è pervenuto il parere dell’Autorità per le Garanzie nelle

Comunicazioni.

2) Gli elementi acquisiti

9. Il prodotto Conto DepositAttivo BCC, nella sua prima versione oggetto dei messaggi pubblicitari contestati, è stato commercializzato dalla Banca tra la prima decade di marzo e la prima metà di maggio 2011. I messaggi pubblicitari oggetto del presente procedimento, diffusi a partire dal 9 marzo 2011, sono stati tuttavia ritirati per iniziativa della Banca in data precedente (22

aprile 2011).

10. Nella seconda metà del mese di maggio 2011 la versione originaria del prodotto è stata sostituita da una nuova versione (“Conto Depositattivo BCC 1.0”), notevolmente semplificata (in particolare, è stato eliminata la sottoscrizione obbligatoria della polizza vita). Il conto è stato definitivamente ritirato dal commercio in data 22 giugno 2011.

11. La prima edizione del prodotto prevedeva una modalità di remunerazione a scaglio
ni (non illustrata nei messaggi pubblicitari, che si limitavano a riportare il tasso di interesse massimo del 3%). In particolare, veniva riconosciuto un tasso di interesse creditore nominale annuo così determinato:

sulle giacenze fino a 5.000 euro: 0%;

da 5.000 a 40.000 euro: 0,75%;

da 40.000 a 100.000 euro: 1,5 %;

da 100.000 a 150.000 euro: 2,25%;

da 150.000 a 300.000 euro: 3%;

0ltre 300.000 euro: 0%.

12. Tali rendimenti sono relativi a un periodo promozionale la cui conclusione è fissata al 30 aprile 2012; successivamente il rendimento per qualunque giacenza sarà pari allo 0,5%.

13. Con riguardo alle limitazioni dell’offerta, la più rilevante risulta la sottoscrizione obbligatoria della polizza BCC Vita Basic. Tale polizza, abbinata al Conto allo scopo di fidelizzare la clientela, richiedeva il versamento minimo di 5.000 euro una tantum o, alternativamente, di 500 euro mensili e prevedeva costi di gestione consistenti nel caricamento dell’1,75% sul premio versato, nei “Diritti Fissi al versamento iniziale e ai versamenti aggiuntivi” (rispettivamente, 30 e 3 euro) e nelle commissioni di gestione dell’1%. Inoltre, le condizioni di polizza prevedevano la possibilità di riscatto solo dopo il primo anno e costi di riscatto tra il secondo e il quinto anno (decrescenti dal 2% allo 0,5%), rendendo poco conveniente sotto il profilo economico il disinvestimento anticipato. 14. Il numero di consumatori che ha sottoscritto il prodotto nella versione oggetto dei messaggi contestati è di cinquantacinque; di essi, ventitre hanno avuto accesso al rendimento del 3%, avendo depositato almeno 150.000 euro.

3) Gli impegni presentati dal professionista

15. Con nota pervenuta in data 19 settembre 2011, successivamente integrata in data 5 ottobre 2011, il professionista ha presentato una proposta di impegni, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 8 del Regolamento.

16. In particolare, tali impegni – che nella loro versione definitiva sono allegati al presente provvedimento e ne costituiscono parte integrante – prevedono:

– con riferimento alla remunerazione delle somme depositate, l’applicazione sull’intera giacenza (e non solo sul differenziale tra la somma depositata e la soglia inferiore dello scaglione di pertinenza, come originariamente previsto) del tasso prospettato per la fascia di appartenenza fino al termine del periodo promozionale, ovvero fino al 30 aprile 2012;

– con riguardo alla polizza BCC Vita Basic abbinata alla prima versione del Conto, il rimborso ai consumatori dei costi di caricamento, nonché il riconoscimento della possibilità di recedere anticipatamente e senza alcun onere a loro carico.

IV. VALUTAZIONE DEGLI IMPEGNI

17. L’Autorità ritiene che gli impegni proposti dal professionista siano idonei a sanare i possibili profili di illegittimità della pratica commerciale contestati nella comunicazione di avvio del 6 giugno 2011. In particolare, si ritiene che le misure proposte relativamente al riconoscimento sull’intera giacenza depositata del tasso previsto per la fascia di appartenenza siano in grado di ristorare i consumatori del pregiudizio economico che potrebbero aver subito a seguito delle modalità potenzialmente ingannevoli con cui il rendimento era prospettato. Per quanto attiene alla polizza vita, gli impegni presentati, consistenti nella restituzione dei costi di caricamento sopportati dal consumatore e nella rimozione delle barriere all’uscita in caso di recesso anticipato dal prodotto, risultano in grado di eliminare gli effetti pregiudizievoli per il consumatore derivanti dall’imposizione della sottoscrizione della polizza.

18. Alla luce delle suesposte considerazioni, si ritiene che gli impegni presentati soddisfino i requisiti previsti dall’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo.

RITENUTO, pertanto, che gli impegni presentati dalla Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa, nei termini sopra esposti, siano idonei a far venir meno i possibili profili di scorrettezza della pratica commerciale oggetto di istruttoria;

RITENUTO, di disporre l’obbligatorietà dei suddetti impegni nei confronti della Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa;

RITENUTO, pertanto, di poter chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione;

DELIBERA

a) di rendere obbligatori, nei confronti della società Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 8, comma 2, lettera a), del Regolamento, gli impegni dalla stessa società proposti in data 19 settembre 2011, successivamente integrati in data 5 ottobre 2011, come descritti nella dichiarazione allegata al presente provvedimento;

b) di chiudere il procedimento senza accertare l’infrazione, ai sensi dell’art. 27, comma 7, del Codice del Consumo e dell’art. 8, comma 2, lettera a), del Regolamento;

c) che la società Banca di Credito Cooperativo di Roma Società Cooperativa, entro sessanta giorni dalla data di notifica della presente delibera, informi l’Autorità delle modalità di attuazione degli impegni.

Ai sensi dell’articolo 8, comma 3, del Regolamento, il procedimento potrà essere riaperto d’ufficio, laddove:

a) il professionista non dia attuazione agli impegni;

b) si modifichi la situazione di fatto rispetto ad uno o più elementi su cui si fonda la decisione;

c) la decisione di accettazione di impegni si fondi su informazioni trasmesse dalle Parti che siano incomplete, inesatte o fuorvianti.

Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza alla presente delibera, l’Autorità applica la sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro. Nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività di impresa per un periodo non superiore a trenta giorni.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Luigi Fiorentino

IL PRESIDENTE

Giovanni Pitruzzella

Internet

Eccessiva onerosità della procedura imposta ai consumatori per la richiesta di rimborso delle tasse e degli oneri aeroportuali per un biglietto aereo non fruito.

L’AGCM con provvedimento n. 23036 ha comminato alla nota società Blu Panorama Airlines S.p.a. una sanzione amministrativa pecuniaria di € 80.000,00.

Tale decisione è stata presa in seguito alla reiterazione da parte della Blu Panorama di condotte ritenute scorrette ed ingannevoli dall’AGCM e per questo oggetto già di apposita diffida contenuta nella delibera n. 19953. La pratica commerciale vietata dall’Autorità consiste nell’eccessiva onerosità della procedura imposta ai consumatori che si trovano a richiedere il rimborso di tasse e oneri aeroportuali di un biglietto aereo non fruito. In particolare :

 

1) veniva richiesto il pagamento di una fee di 15 € per costi amministrativi che rende sostanzialmente inutile l’esercizio del diritto al rimborso;

2) si imponeva la necessità di contattare il call center attraverso un numero telefonico a pagamento del tipo 199;

3) le informazioni relative alla procedura per la richiesta di rimborso non risultavano agevolmente accessibili poiché poste in sezioni diverse dalla pagina web dedicata alla prenotazione del volo.

 

Dott.ssa Sandra Sammartino

 

Il testo integrale del provvedimento:

 

IP92 – BLU EXPRESS-COMMISSIONI NON CHIARE

Provvedimento n. 23036

L’AUTORITÀ GARANTE DELLA CONCORRENZA E DEL MERCATO

NELLA SUA ADUNANZA del 30 novembre 2011;

SENTITO il Relatore Dottor Antonio Pilati;

VISTA la Parte II, Titolo III, del Decreto Legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante “Codice del

Consumo” e successive modificazioni (di seguito, Codice del Consumo);

VISTO, in particolare, l’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in base al quale, in caso di inottemperanza ai provvedimenti di urgenza e a quelli inibitori o di rimozione degli effetti, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro e nei casi di reiterata inottemperanza l’Autorità può disporre la sospensione dell’attività d’impresa per un periodo non superiore a trenta giorni;

VISTA la legge 24 novembre 1981, n. 689;

VISTA la propria delibera n. 19953 del 11 giugno 2009, con la quale l’Autorità ha accertato, tra l’altro, la scorrettezza della pratica commerciale consistente nell’eccessiva onerosità e nell’inadeguatezza delle informazioni rese per l’attivazione della procedura di rimborso di un biglietto aereo non fruito, posta in essere da Blu Panorama Airlines S.p.A. (di seguito anche Blu Panorama) almeno a far data dal mese di dicembre 2008;

VISTA la propria delibera n. 22609 del 19 luglio 2011, con la quale l’Autorità ha contestato a Blu Panorama la violazione dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo per non avere ottemperato alla suddetta delibera n. 19953 del 11 giugno 2009;

VISTI gli atti del procedimento;

CONSIDERATO quanto segue:

I. PREMESSA

1. Con provvedimento n. 19953 del 11 giugno 2009, notificato in data 22 giugno 2009, l’Autorità, tra l’altro, ha ritenuto scorretta la pratica commerciale posta in essere da Blu Panorama consistente nelle modalità di attivazione e nell’eccessiva onerosità della procedura imposta ai consumatori che vogliano richiedere la restituzione degli importi relativi agli elementi rimborsabili di un biglietto aereo non fruito (tasse e oneri aeroportuali per il controllo dei bagagli).

2. In particolare, i profili contestati al professionista che hanno concorso a configurare come scorretta la pratica commerciale in questione hanno riguardato: i) il pagamento di una cifra considerevole (15 euro) per costi amministrativi oggettivamente non giustificabile e tale da annullare e rendere di fatto non utile l’esercizio del diritto al rimborso; ii) la necessità, per conseguire i rimborsi, di contattare il call center del professionista attraverso un numero telefonico a pagamento (199); iii) la collocazione, all’interno del sito internet del vettore (http://www.bluexpress.com/it/index.html), delle informazioni relative alle richieste di rimborso non immediatamente ed agevolmente accessibili al consumatore in quanto contenute in sezioni

diverse dalle pagine web dedicate al processo di prenotazione dei voli.

3. Alla luce di tali considerazioni l’Autorità ha vietato l’ulteriore diffusione della pratica commerciale.

4. Sulla base della richiesta di intervento di un consumatore, pervenuta in data 26 febbraio 2010, delle informazioni rese da Blu Panorama in data 17 dicembre 2010 e 26 aprile 2011 in risposta a due distinte richieste di informazioni, nonché delle verifiche effettuate d’ufficio attraverso l’acquisizione, in data 12 luglio 2011, di alcune pagine web tratte dal sito del professionista, è risultata la reiterazione della pratica commerciale inerente l’eccessiva onerosità delle procedure di rimborso dei biglietti aerei non fruiti, oggetto del provvedimento sopra citato ed in particolare: i) l’invarianza dell’ammontare della fee richiesta per le domande di rimborso (15 euro); ii) l’invito a contattare, a tal fine, esclusivamente il call center a pagamento; iii) l’immutata collocazione, all’interno del sito internet del vettore, delle informazioni sul costo e sulle modalità per richiedere i rimborsi.

5. La pratica commerciale presenta, quindi, il medesimo profilo di scorrettezza già accertato.

6. Pertanto, con provvedimento del 19 luglio 2011, n. 22609, l’Autorità ha contestato a Blu Panorama di aver violato la delibera del 11 giugno 2009, n. 19953.

II LE ARGOMENTAZIONI DELLA PARTE

7. Successivamente alla comunicazione del provvedimento di contestazione dell’inottemperanza, avvenuta in data 2 agosto 2011, nel corso dell’audizione tenutasi il 9 settembre 2011, il professionista ha evidenziato che sin dalla seconda metà del mese di luglio 2011 è possibile per i consumatori presentare le proprie richieste di rimborso inviando una mail ad un indirizzo di posta elettronica dedicato e gratuito per il passeggero, denominato rimborsi@blu-express.com.

8. Con riferimento alla fee (pari a 15 euro) richiesta ai consumatori per le domande di rimborso, Blu Panorama ha comunicato, con memorie depositate in data 14 e 24 ottobre 2011, di averla eliminata specificando, altresì, che l’informativa relativa all’utilizzabilità del servizio (già attivo) di posta elettronica dedicato alle richieste di rimborso, attualmente denominato rimborsotasse@blu-express.com, è stata appositamente inserita nel documento Termini e Condizioni di viaggio Blu Panorama e nelle FAQ.

III VALUTAZIONI

9. Alla luce delle risultanze istruttorie si ritiene che il comportamento posto in essere dal professionista costituisce inottemperanza alla delibera del 11 giugno 2009, n. 19953 in quanto le condotte contestate riguardano la riproposizione dei medesimi comportamenti sanzionati con la citata delibera.

10. In particolare, avuto riguardo al mantenimento della fee di 15 euro per le richieste di rimborso, la documentazione disponibile in atti conferma che, ancora alla data del 12 luglio 2011, il pagamento di detta cifra veniva preteso dal professionista quale ristoro dei costi amministrativi sopportati dalla società.

11. Sempre alla stessa data del 12 luglio 2011, nel sito Internet di Blu Panorama, nelle sezioni dedicate alle Condizioni Generali di Acquisto e alle FAQ, divers
amente da quanto sostenuto nella risposta pervenuta nella fase precedente all’avvio del presente procedimento (26 aprile 2011), veniva prevista la necessità, ai fini del conseguimento dei rimborso per voli non fruiti, di contattare il call center del professionista, raggiungibile attraverso un numero telefonico a pagamento ( 199).

12.Come già accertato nella delibera del 11 giugno 2009, n. 19953, tali condotte sono da considerarsi scorrette avuto riguardo sia all’eccessiva entità della fee, sia dell’onerosità della procedura di rimborso, oggettivamente non giustificabile e preordinata a scoraggiare il consumatore dall’esercizio del diritto alla restituzione degli importi relativi alle voci rimborsabili del biglietto aereo.

13. Infine, si rileva che il professionista non ha ancora provveduto ad informare i consumatori, nel corso del processo di prenotazione del biglietto, circa le modalità di attivazione delle procedure per le richieste di rimborso, risultando immutata la loro collocazione all’interno del sito internet di Blu Panorama (Condizioni Generali di Acquisto e FAQ).

14. Infatti, il professionista non ha ancora dato seguito a quanto prospettato nel corso dell’audizione svoltasi in data 9 settembre 2011 e, cioè, all’inserimento, prima della conclusione della procedura di acquisto del biglietto, di un link ipertestuale diretto ad una pagina web esplicativa di tutte le modalità offerte ai consumatori per presentare una richiesta di rimborso.

15. Alla luce di quanto esposto, la reiterazione delle condotte nei termini ritenuti scorretti e ingannevoli con la delibera del 11 giugno 2009, n. 19953, costituisce violazione della diffida imposta dall’Autorità.

IV. QUANTIFICAZIONE DELLA SANZIONE

16. Ai sensi dell’art. 27, comma 12, del Codice del Consumo, in caso di inottemperanza ai provvedimenti inibitori, l’Autorità applica una sanzione amministrativa pecuniaria da 10.000 a 150.000 euro.

17. In ordine alla quantificazione della sanzione deve tenersi conto, in quanto applicabili, dei criteri individuati dall’art. 11 della legge n. 689/81, in virtù del richiamo previsto all’art. 27, comma 13, del Codice del Consumo: in particolare, della gravità della violazione, dell’opera svolta dall’impresa per eliminare o attenuare l’infrazione, nonché delle condizioni economiche dell’impresa stessa.

18. Con riguardo alle condizioni economiche del professionista, si tratta di una società di importanti dimensioni, con ricavi nel 2010 pari ad oltre 263 milioni di euro, particolarmente nota presso il pubblico.

19. La condotta deve, inoltre, considerarsi grave in ragione della sua natura, in quanto si riferisce, per i diversi profili esaminati, all’eccessiva onerosità della procedura di rimborso ed all’inadeguatezza delle informazioni rese per la sua attivazione, nonché in ragione della significativa capacità di penetrazione del mezzo utilizzato (internet) e del pregiudizio economico concreto al quale ha esposto i consumatori.

20. Per quanto concerne la durata della violazione, dagli elementi acquisiti in atti emerge che tale pratica è stata realizzata dal mese di giugno 2009 e, almeno per ciò che concerne il profilo della collocazione delle informazioni relative alla procedura di rimborso sul proprio sito internet, tuttora in corso.

21. Considerati tali elementi e tenuto conto che il professionista ha proceduto all’eliminazione della fee prevista per le richieste di rimborso e modificato la procedura, sostanzialmente eliminando i relativi profili di scorrettezza, si ritiene di irrogare a Blu Panorama Airlines S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria pari a 80.000 € (ottantamila euro).

22. Tutto ciò premesso e considerato;

DELIBERA

a) che il comportamento della società Blu Panorama Airlines S.p.A., consistito nell’aver violato la delibera dell’11 giugno 2009, n. 19953, costituisce inottemperanza a quest’ultima;

b) di comminare alla società Blu Panorama Airlines S.p.A. una sanzione amministrativa pecuniaria di 80.000 € (ottantamila euro).

La sanzione amministrativa di cui alla precedente lettera b) deve essere pagata entro il termine di trenta giorni dalla notificazione del presente provvedimento, utilizzando l’allegato modello F24 con elementi identificativi, di cui al Decreto Legislativo n. 241/1997. Tale modello può essere presentato in formato cartaceo presso gli sportelli delle banche, di Poste Italiane S.p.A. e degli Agenti della Riscossione. In alternativa, il modello può essere presentato telematicamente, con addebito sul proprio conto corrente bancario o postale, attraverso i servizi di home-banking e CBI messi a disposizione dalle banche o da Poste Italiane S.p.A., ovvero utilizzando i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate, disponibili sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it.

Ai sensi dell’art. 37, comma 49 del decreto legge n. 223/2006, i soggetti titolari di partita IVA, sono obbligati a presentare il modello F24 con modalità telematiche.

Decorso il predetto termine, per il periodo di ritardo inferiore a un semestre, devono essere corrisposti gli interessi di mora nella misura del tasso legale a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino alla data del pagamento. In caso di ulteriore ritardo nell’adempimento, ai sensi dell’art. 27, comma 6, della legge n. 689/81, la somma dovuta per la sanzione irrogata è maggiorata di un decimo per ogni semestre a decorrere dal giorno successivo alla scadenza del termine del pagamento e sino a quello in cui il ruolo è trasmesso al concessionario per la riscossione; in tal caso la maggiorazione assorbe gli interessi di mora maturati nel medesimo periodo.

Dell’avvenuto pagamento deve essere data immediata comunicazione all’Autorità attraverso l’invio di copia del modello attestante il versamento effettuato.

Il presente provvedimento verrà notificato ai soggetti interessati e pubblicato nel Bollettino dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato.

Avverso il presente provvedimento può essere presentato ricorso al TAR del Lazio, ai sensi dell’art. 135, comma 1, lettera b ), del Codice del processo amministrativo (Decreto Legislativo 2 luglio 2010, n. 104), entro sessanta giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso, fatti salvi i maggiori termini di cui all’art. 41, comma 5, del Codice del processo amministrativo, ovvero può essere proposto ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ai sensi dell’art. 8 del Decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1971, n. 1199, entro il termine di centoventi giorni dalla data di notificazione del provvedimento stesso.

 

IL SEGRETARIO GENERALE

Luigi Fiorentino

IL PRESIDENTE

Giovanni Pitruzzella

Internet

Francia – interdizione volontaria dal gioco – chiesto un risarcimento di € 100.000

di Luca Valerio*

Francia, un giocatore iscritto alla lista per l’interdizione volontaria dal gioco tenuta dal Ministre de l’Intérieur, per mezzo della quale viene inibito agli iscritti l’accesso ai casinò on-line ed alle poker-room on-line, ha chiesto un risarcimento di € 100.000 allo stato Francese in quanto sebbene iscritto, è riuscito ugualmente a giocare on-line. L’avvocato del giocatore sostiene che il suo cliente è riuscito ugualmente a giocare a causa di un errore tecnico.  Il giocatore ha così perso quasi la metà del suo reddito mensile giocando a poker online. I proprietari dei siti di gambling sono tenuti a verificare l’elenco dei divieti prima di approvare una nuova iscrizione.

Il caso è stato devoluto alla Corte Châlons-en-Champagne giovedì prossimo.

Per maggiori informazioni in ordine alla interdizione volontaria dal gioco in Francia clicca qui

 

* Avvocato in Bologna – Professionista Senior – Studio Legale Adamo